In un viaggio in Svizzera le aspettative sono sempre altissime anche per i cromatismi del verde e dell’azzurro. Al di là della finanza e gli orologi, il territorio riesce sempre a stupire, siano i picchi delle Alpi o i laghi però, non tutti, conoscono Solothurn (Soletta in italiano, Soleure in francese e Soloturn in romancio) la loro più bella città barocca situata sul versante meridionale del Massiccio del Jura.
Affacciata sulle rive del fiume Aare, da maggio a ottobre, la romantica navigazione viene considerata al top delle gite cantonesi sull’acqua passando accanto all’Inseli Park e al notissimo Altreu per la colonia di cicogne.

Il comune medievale a forma triangolare – inserito nell’inventario federale dei beni culturali – a cavallo di quasi due secoli, dal 1344 al 1532, era suddiviso in undici baliaggi e nel 1481 divenne l’undicesimo Cantone della Confederazione. Gli abitanti lo definiscono il luogo “dove la grandezza italiana si mescola con il fascino francese e la bonarietà della Svizzera tedesca“.
Dal Sedicesimo al Diciottesimo secolo, la cattolica Solothurn fu la residenza dei rappresentanti dei re francesi – gli «Ambasciatori» – e oggi sorprendono le costruzioni in stile barocco e rinascimentale, come il nobile Palais Besenval e gli edifici sacri.

Tra le attrazioni, progettato da Paul Gugelmann, l’Orologio con il quadrante di undici ore che ha un particolare design in metallo e un arlecchino che batte, appunto, solo undici ore. Inoltre, le sue undici campanelle, suonano il “canto di Solothurn” alle 11:00, 12:00, 17:00 e 18:00.  

Invece Zeitglockenturm è la costruzione più antica della città, eretta all’inizio del Tredicesimo secolo, fu nel 1467 che venne modificata come Torre dell’orologio con l’aggiunta, nel 1545, dell’orologio astronomico con il famoso quadrante che indica il giorno, il mese e l’anno. Al di sotto si trovano un cavaliere, uno scheletro e, nel mezzo, seduto sul trono, un re con un berretto da giullare. Sempre dal 1545, a ogni rintocco di ora piena, lo scheletro, simbolo della morte, rovescia la sua clessidra. «La misura è colma», fa cenno il cranio calvo dello scheletro al cavaliere, simbolo dell’energia vitale. L’opera è stata costruita da Lorenz Liechti e Joachim Habrecht e, sotto l’orologio, i due patroni della città, Urs e Viktor, dell’anno 1583.

A Solothurn è impossibile non farsi coinvolgere dal numero undici e i suoi multipli: sono undici chiese e cappelle, undici le torri, undici le fontane e il numero undici non poteva mancare tra le marche di cioccolata e birra. Undici i musei tra cui quello di Storia Naturale – particolarmente apprezzato dalle famiglie per la fauna, la flora e i minerali della regione – dove è possibile ammirare anche tartarughe fossilizzate di centocinquanta milioni di anni fa provenienti dalle cave cittadine. Bellissime le stelle marine del Weissenstein e le celebri corse da Lommiswil sulle tracce dei dinosauri.
Tra gli altri musei, quello di Storia, quello della Pietra, del Computer, di Letteratura sentimentale e quello con una vastissima collezione di armi.
Anche la cattedrale dedicata ai due patroni, costruita da Gaetano Matteo Pisoni nel Diciottesimo secolo, ha undici altari, una torre alta (11×6) metri e una scala con tre gruppi di undici gradini.

Poco fuori città, il Castello di Waldegg gode di posizione panoramica e giardino, la più rappresentativa tra le numerose residenze di campagna. Ha la facciata lunga (11×7) metri, una rarità sul territorio svizzero. Eretto fra il 1682 e il 1686 come residenza estiva di Johann Viktor I von Besenval, per la sua estetica e il suo fascino, è unico a livello nazionale. Restaurato nel 1991, oggi è luogo di incontro multiculturale oltre a mostrare sulla storia abitativa patrizia del Diciottesimo secolo.

Da non perdere una visita al municipio ristrutturato con la fila di finestre in stile gotico, allo “Spedale” trasformato, appunto, in museo e al grande ponte di legno.

Piacevolissimo passeggiare, sorseggiare e mangiare nel centro pedonale dove non troverete i luccichii del lusso di altre città elvetiche, ma sarete catturati dalla semplicità della vita a dimensione umana. Il mercoledì e il venerdì mattina vi si svolge il mercato ortofrutticolo con prodotti di qualità e fiori, tantissimi fiori. Nel periodo natalizio anche il Chlausenmärit (fiera di San Nicolao).
A poca distanza dalla città, le Gole di Verena sono ideali per passeggiate alla cappella e all’eremo. Nei dintorni e lungo l’Aare gli escursionisti e i ciclisti trovano una vasta rete di percorsi per escursioni e ben seicento chilometri di itinerari per le due ruote.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Un nido di cicogne della colonia di Altreu
  2. Veduta esterna del Palais Besenval
  3. L’Orologio con il quadrante di undici ore
  4. La Torre dell’orologio (Zeitglockenturm)
  5. Cattedrale dedicata ai due patroni Urs e Viktor (veduta esterna)
  6. Veduta esterna del Castello di Waldegg
  7. Il grande Ponte di legno

In copertina un particolare
della Torre dell’orologio (Zeitglockenturm)

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Solothurn
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