Domani, e poi giovedì 5 e lunedì 9 maggio, Speranza Scappucci torna sul podio della Filarmonica della Scala per la Stagione sinfonica del Teatro. La Direttrice romana, dal 2017, è alla guida dell’Opera de Wallonie di Liegi, dove ha recentemente diretto un’acclamata produzione di Eugenio Onegin e dove tornerà a giugno per Simon Boccanegra. Il concerto in programma avrebbe dovuto essere il suo debutto al Piermarini, ma, in seguito all’indisposizione del Maestro Evelino Pidò durante le prove de I Capuleti e i Montecchi di Bellini lo scorso gennaio, venne chiamata a sostituirlo ottenendo un caloroso successo personale.
Questo ritorno sinfonico getta uno sguardo sull’influenza che il nostro Paese esercitava – tra fascinazione e parodia – sui compositori di aerea tedesca tra Sette e Ottocento.
L’Ouverture in re magg. D. 590 “im italienischen Stile” di Schubert, del 1817, rispecchia l’onda rossiniana che aveva investito Vienna in quegli anni: nel 1816 erano andate in scena L’inganno felice e Tancredi in italiano e nel 1817 L’italiana in Algeri e Ciro in Babilonia. L’Adagio iniziale dell’Ouverture sarà ripreso nell’Ouverture della Rosamunde nel 1823.
Nasce, invece, durante il viaggio di Mozart a Parigi, la Sinfonia concertante per fiati e orchestra K 297B, commissionata dal direttore dei “Concerts Spirituels” Le Gros per quattro musicisti di Mannheim amici del compositore.
Mozart consegnò a Le Gros la partitura che, per ragioni oscure, non venne eseguita e rimase quindi fuori catalogo fino al rinvenimento alla fine degli anni Venti del Secolo scorso.
Si ritorna al tema italiano con la celebre Sinfonia n° 4 Italiana di Mendelssohn, commissionata dalla Società Filarmonica di Londra e ivi eseguita nel 1833.
La gestazione della Sinfonia è però complessa: la prima stesura risale al viaggio in Italia 1830/31, nel corso del quale Mendelssohn strinse amicizia con Berlioz a Roma e visitò Napoli, che riecheggia nel Saltarello finale. Il compositore scrisse con entusiasmo, ma tornò poi con ripensamenti e varianti, mentre procedeva anche nella composizione della sinfonia Scozzese che con l’Italiana ha in comune la perfetta rifinitura formale.

La Stagione Sinfonica proseguirà il 3, il 6 e l’8 giugno con una serata di cori, sinfonie e ballabili verdiani diretti da Riccardo Chailly con l’Orchestra scaligera e il Coro diretto da Alberto Malazzi.
La conclusione della Stagione sarà affidata il 7, l’8 e il 9 ottobre a Tugan Sokhiev: sui leggii il Secondo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov con il giovane Haochen Zhang (già vincitore del Van Cliburn) e la Sinfonia n. 4 di Čajkovskij.

Segnaliamo, infine, che da lunedì 9 maggio Speranza Scappucci parteciperà al programma in venticinque puntate di Corrado Augias “La gioia della musica” (ore 20:20 su Rai3). Il titolo è ispirato al libro di Leonard Bernstein, The Joy of Music e il programma è realizzato in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.