“La storia fiorentina è la storia tipica di una città nella quale l’intelligenza predomina”. (Guido Piovene)

Due appuntamenti importanti, due momenti di arte e cultura.
Firenze si rinnova. Forse.

Aperte le otto sale al primo piano dell’ala di Levante degli Uffizi con un nuovo allestimento, dedicate a Caravaggio e alla pittura seicentesca.
Protagonista indiscusso Caravaggio, cardine della pittura di quel secolo caratterizzato da passionalità forti e simbolismi, nelle otto sale dai nomi suggestivi e dal rosso (dei pannelli delle sale lungo il corridoio e delle pareti delle sale interne) che parla da solo e la dice lunga.

Non fiammante e non esagerato, a voler ricordare forse la passionalità che si ritrova nelle stoffe e nei parati rappresentati nei quadri di quegli anni, studiato su un modello tessile dell’epoca e realizzato con pigmenti naturali utilizzati già nel ‘600.
Un rosso deciso ma “sensibile” che sa riempire gli occhi e che fa da cornice perfetta – senza mai essere di troppo – ai protagonisti, che ispira e stimola la curiosità dei visitatori per trascinarli così nell’atmosfera del tempo e nella storia delle collezioni medicee.

L’esperienza intellettuale è quella che si ricerca, sia per i non specialisti che per gli esperti della materia. Grazie all’accostamento di pittura fiorentina e del resto d’Italia con dipinti d’oltralpe, è chiaro ed esplicito lo spirito internazionale del gusto dell’epoca, aperto a suggestioni provenienti da ogni paese.

“Si è cercata riaprendo le ampie finestre a lunetta una combinazione di luce artificiale e luce naturale” dichiara l’architetto Antonio Godoli che con Nicola Santini ha curato l’allestimento museografico e il progetto illuminotecnico, messo in opera grazie al generoso contributo degli Amici degli Uffizi e della consorella americana, Friends of the Uffizi.

I nomi delle sale poi raccontano tante altre storie.
Tra realtà e magia (prima sala) si trovano i lavori di artisti ancora cinquecenteschi ma che già si discostano dai canoni manieristici, esempi di pittura di ispirazione naturalistica del cinquecento maturo, come spiegato dalla curatrice della pittura del ‘500 Francesca de Luca.
Il curioso Uomo con scimmia di Annibale Carracci, L’Allegoria di Ercole dei fratelli Dossi e l’enigmatica Maga che strangola un putto, di attribuzione incerta (Jacopo Ligozzi o Scuola Emiliana).

Caravaggio e Artemisia (nella sala che segue). David e Golia di Guido Reni fronteggerà in giugno al ritorno dalle mostre di Milano e Forlì, il Sacrificio di Isacco di Caravaggio, fino ad allora sostituito dalla copia antica dell’Incredulità di San Tommaso del Merisi; nella stessa sala la Decapitazione di Oloferne di Artemisia Gentileschi.

Sullo sfondo di un grande pannello rosso, nella Sala della Medusa (esposto in una nuova teca) il magnifico scudo da parata dipinto da Caravaggio, oltre all’Armida di Cecco Bravo, donato recentemente dalla sezione americana degli Amici degli Uffizi, la statua romana di Minerva con la testa della figura mitologica sul petto e il quadro della testa coronata dai serpenti di Otto Marsaeus e nei secoli passati attribuito a Leonardo da Vinci e ammirato dai viaggiatori come uno dei più famosi quadri degli Uffizi.

E poi una natura morta di Velazquez, il Bacco di Caravaggio due Dispense dell’Empoli, un vaso di fiori di Carlo Dolci.

A lume di notte è il nome della sala successiva: scene illuminate da candele come la Natività di Gherardo Delle Notti (Gerard van Honthorst) in cui la luce che mostra i partecipanti alla scena è emanata direttamente dal Bambino.
Intorno, fra gli altri, l’Annunciazione di Matthias Stamer e la Carità romana di Bartolomeo Manfredi.

“I volti ritratti da Rembrandt, Rubens e Van Dyck in dipinti di piccolo e grande formato costituiscono una successione di opere giustamente celebri che riunite sono un insieme emozionante, denso di spunti per riflettere sulla grande pittura del Seicento che fu soprattutto  europea per la vivace circolazione delle idee e per i molti e continui contatti tra artisti e committenti che non si curavano poi molto dei confini territoriali – dice Maria Matilde Simari, curatrice della pittura italiana ed europea del Seicento – . Da queste sale ci si augura che possa affiorare non solo l’esaltazione di alcuni capolavori, ma soprattutto la possibilità di intuire, anche per il visitatore frettoloso, alcuni aspetti salienti di un secolo straordinario, un secolo di circolazione culturale, di novità artistiche, di curiosità verso la realtà quotidiana e verso un mondo che si rivelava sempre più vasto e complesso”.

Ritrattistica europea e fiorentina nella sala successiva: il Ritratto di Galileo Galilei e il monumentale triplice ritratto di Cosimo II, Maria Maddalena d’Austria e il figlio Ferdinando II, ambedue di Giusto Sustermans.

Epica fiorentina chiude il cerchio.
Ispirato al poema del Tasso troviamo Rinaldo e Armida di Cesare Dandini e una piccola e preziosa Santa Caterina d’Alessandria di Francesco Furini.

Sarà la bellezza e quel rosso tutto attorno a guidarci in questa nuova Firenze degli Uffizi?

Proseguendo la visita, una mostra per celebrare Elisabetta Sirani, pittrice bolognese. Dipingere e disegnare “da gran maestro”: il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665) fino al 10 giugno nella sala Edoardo Detti e nella sala del Camino, al primo piano della Galleria. La mostra è dedicata a Davide Astori, giovane capitano della AC Fiorentina scomparso da poco, lasciando nello sgomento i suoi cari e la città tutta.

L’esposizione focalizza sull’avvincente personalità artistica della pittrice bolognese Per quella “facilità” e quella “prodigiosa velocità esecutiva” riscontrabile nei dipinti, nei disegni e nelle incisioni, per la stupefacente produttività.
Famosa anche per la sua bellezza, che i contemporanei consideravano rappresentasse bene le qualità della sua arte, ma ancora più conosciuta per la grandezza della sua tecnica.

33 opere provenienti da raccolte italiane pubbliche e private – ad eccezione dell’Autoritratto come Allegoria della Pittura del Museo Pushkin di Mosca – la sua abilità e sensibilità possono essere a pieno apprezzate, nella Sala Edoardo Detti e nella Sala del Camino, al primo piano della Galleria degli Uffizi.

Il progetto è curato da Roberta Aliventi e Laura Da Rin Bettina, con il coordinamento scientifico di Marzia Faietti.

La prima parte del percorso di mostra si concentra sul contesto in cui Elisabetta Sirani operò raccontando la figura di una pittrice universalmente ammirata, che ospitava personalità politiche e intellettuali di tutta Europa. Affrontati con attenzione i legami della pittrice con alcuni dei protagonisti della scena culturale bolognese che la aiutarono a intrecciare relazioni con la Firenze medicea e soprattutto con il cardinale Leopoldo.

A soli 27 anni (come riporta il bolognese Carlo Cesare Malvasia pochi anni dopo la sua prematura scomparsa) Elisabetta Sirani veniva lodata per la “leggiadria senza stento, e la grazia senza affettazione” delle sue creazioni; il segno grafico segnato dall’ uso sciolto e sicuro del pennello e dell’inchiostro diluito, la linea tracciata a pietra nera e rossa, a tratti concisa a tratti elaborata, ma comunque espressiva e efficace.

Una pittrice dagli intenti artistici concreti, consapevole dei suoi mezzi.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Sala Caravaggio. Il Bacco
  2. Sala Tra arte e magia
  3. Sala Caravaggio. La Medusa
  4. Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665), Anna Maria Ranuzzi ritratta come la Carità, Olio su tela, 1665, Bologna, Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
  5. Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665), Madonna col Bambino e San Giovannino, 1664, Olio su tela, Pesaro, Comune di Pesaro, Musei Civici – Palazzo Mosca

IN COPERTINA
Sala Caravaggio, Il Bacco
[particolare]

 

 

Informazioni

Caravaggio e alla pittura del Seicento:
il nuovo allestimento a
gli Uffizi
da martedì a domenica
prario 08.15-18.50
Sito

Dipingere e disegnare “da gran maestro”: il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665)
Fino al 10 giugno 2018
Sala Edoardo Detti e Sala del Camino
(Primo piano della Galleria degli Uffizi)
La mostra è inclusa nel biglietto e segue l’orario degli Uffizi
Sito