Lo scorso maggio la giuria del 71° Festival di Cannes presieduta da Cate Blanchett ha assegnato la Palma d’Oro a Un affare di famiglia del giapponese Kore-eda Hirokazu, è il giusto riconoscimento all’opera di un autore di grande coerenza.
Il Cinema di Kore-eda Hirokazu degli ultimi quindici anni è attraversato trasversalmente dal tema della famiglia, come microcosmo della società con le sue diseguaglianze, ma anche e soprattutto come terreno originale dell’individuo, che con le sue disfunzioni e complessità ne segna il percorso esistenziale.
La capacità del cineasta di affrontare lo stesso tema senza ripetersi mai, ogni volta da angolature diverse, ha dato vita a storie emblematiche: in Father and son lo scambio di due neonati scoperto tardivamente mette in crisi due nuclei familiari e i loro rapporti interni, in Little sister tre sorelle dopo la morte del padre ne accolgono tra loro una quarta nata fuori dal matrimonio e in Ritratto di famiglia con tempesta una coppia separata con un figlio è costretta da avverse condizioni atmosferiche a passare la notte sotto lo stesso tetto. Persino il precedente Sandome no satsujin [Il terzo omicidio] presentato a Venezia 74 e purtroppo ancora inedito in Italia, sotto l’apparenza del thriller processuale porta avanti un’indagine interna ai nuclei familiari coinvolti in un caso di omicidio, con una particolare attenzione al rapporto padre figlia.

L’inizio di Un affare di famiglia mostra la complicità collaudata nel coprirsi a vicenda, tra un uomo e un ragazzo mentre rubano merce dagli scaffali di un supermercato, secondo un’idea tutta loro per cui ‘le cose che sono in un negozio non appartengono ancora a nessuno‘. Sulla via di casa i due trovano una bambina di cinque anni lasciata incustodita a sé stessa e decidono di portarla a casa con loro; nella povertà che la spinge al furto, questa famiglia molto particolare, nutre uno spirito d’accoglienza verso il prossimo pronto a mettere in secondo piano considerazioni di ordine pratico ed economico.

La sensibilità di Kore-eda Hirokazu, autore anche della sceneggiatura originale, riesce ogni volta a stupire per le meravigliose prove d’attore che sa ottenere perfino dai membri più piccoli del cast; il giovanissimo Jyo Kairi nel ruolo del figlio Shota richiama l’Akira protagonista del suo capolavoro Nessuno lo sa a cui Un affare di famiglia può essere accomunato, per i personaggi che vivono invisibili a ogni struttura della società. La piccola Miyu Sasaki nel ruolo di Yuri, la bambina adottata perché trascurata (e non voluta) dai genitori naturali, è altrettanto sorprendente.

Le inattese rivelazioni finali mettono in luce domande fondamentali – riflessioni spesso affidate al personaggio dell’anziana nonna interpretata da Kirin Kiki, diretta per la quinta volta da Kore-eda Hirokazu – che, come accade alle questioni più importanti, sono destinate a restare senza risposte assolute: è forse il sangue a creare saldi legami familiari o se potessimo scegliere i genitori i rapporti avrebbero maggiori possibilità di crescere solidi? Lily Franky – alla quarta collaborazione con Kore-eda Hirokazu – è Osamu, padre premuroso nel dare conforto oltre le convenzioni al ragazzino, Shota, solo davanti alla scoperta della sessualità.

Tenero e toccante, a tratti ironico e divertente, Un affare di famiglia è illuminato da piccoli haiku visivi pieni di poesia – un raggio di sole sulla porta della stanza da bagno, i piedini irrequieti di Juri durante il taglio dei capelli – semplicemente meravigliosi. Adesso finalmente il film è nelle sale italiane grazie a Bim Distribuzione.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il cineasta Kore-eda Hirokazu sul set / Locandina originale del film
  3. Taccheggio al supermercato / L’accoglienza in famiglia
  4. I piccoli Shota e Yuri interpretati rispettivamente da Jyo Kairi e Miyu Sasaki
  5. Il bisogno di un contatto / La saggezza della nonna / Nuova piccola per nuovi genitori

© 2018 Aoi Promotion / Fuji Television Network / Gaga

IN COPERTINA
La locandina originale del film
[particolare]
© 2018 Aoi Promotion / Fuji Television Network / Gaga

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Manbiki kazoku
  • Regia: Kore-eda Hirokazu
  • Con: Lily Franky, Ando Sakura, Matsuoka Mayu, Kiki Kilin, Jyo Kairi, Sasaki Miyu, Sôsuke Ikematsu, Akira Emoto, Yôko Moriguchi, Yûki Yamada, Moemi Katayama, Chizuru Ikewaki, Kengo Kôra, Naoto Ogata
  • Sceneggiatura: Kore-eda Hirokazu
  • Fotografia: Kondo Ryuto
  • Musica: Hosono Haruomi
  • Montaggio: Kore-eda Hirokazu
  • Scenografia: Mitsumatsu Keiko
  • Costumi: Kazuko Kurosawa
  • Produzione: Matsuzaki Kaoru, Yose Akihiko e Taguchi Hijiri con Osawa Megumi e Odake Satomi per Aoi Promotion, Fuji Television Network, Gaga
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Giappone, 2018
  • Durata: 121′ minuti