La recensione si riferisce all’ultima replica del Don Giovanni a chiusura della stagione 2018 che per sette recite ha fatto registrare il tutto esaurito al Teatro Comunale di Bologna.
L’atmosfera era quella prenatalizia e la città scintillava di addobbi. Il teatro felsineo pensava già allora alla futura stagione lirica – che si aprirà il 22 gennaio con Trovatore di Giuseppe Verdi in una nuova produzione firmata da Robert Wilson – e i portici erano tappezzati con le locandine di tutte le opere del 2019.

Tornando allo spettacolo mozartiano, la nuova produzione – già apprezzata nel 2017 al Festival di Aix-en-Provence, che lo ha coprodotto insieme al TCBO, all’Opéra National de Lorraine e al Théâtres de la Ville de Luxembourgè – ha segnato il debutto in Italia del regista francese Jean-François Sivadier (a Bologna la regia è stata ripresa da Rachid Zanouda, Federico Vazzola e Milan Otal). Sivadier, commediografo, scrittore e regista per la prosa e per l’opera lirica, che ha vinto nel 2005 il prestigioso premio Molière per aver diretto La morte di Danton di Georg Büchner, ha tenuto a sottolineare: «È importante per me che il teatro dia sempre la sensazione di essere vivo e di reinventarsi di fronte agli spettatori» e chi si aspettava di trovare fasti settecenteschi e cicisbei sarà rimasto sicuramente rimarrà deluso.

Sul palcoscenico una pedana e delle luci colorate per giocare abilmente con i personaggi. Indubbiamente a Don Giovanni piace essere sempre al centro dell’attenzione ed è tangibile il suo odio per i muri. Non a caso, quello in fondo al palcoscenico, cerca di abbatterlo provando ad aprire un varco per essere finalmente libero. Un’attualizzazione agli eventi contemporanei di forte impatto emotivo. Le scene di Alexandre de Darel sono minimaliste e, supportate dalle luci di Philippe Berthome che creano particolari suggestioni, funzionano molto bene nel finale quando il fantasma non snatura l’indole terrena. Intelligente l’idea dei costumi di Virginie Gervaise che mischia varie epoche.

Nell’edizione del 2017 al festival de Aix-en-Provence la direzione era stata affidata a Jeremie Rhorer, mentre a Bologna, al terzo debutto della stagione troviamo Michele Mariotti che con questa ultima recita si congeda dal teatro felsineo. Il Direttore ci ha salutato dicendo: «Con il Don Giovanni si chiude il ciclo mozartiano iniziato otto anni fa con Idomeneo, proseguito poi affrontando Die Zauberflöte e la trilogia su libretti di Da Ponte. Quest’opera ha un significato speciale per me, perché con essa si conclude il mio percorso al Teatro Comunale di Bologna, iniziato nel 2007 con L’Italiana in Algeri: undici anni di musica, di crescita professionale e umana e di tante soddisfazioni artistiche che porterò sempre con me, con riconoscenza e orgoglio. Don Giovanni è un capolavoro assoluto e come tale non esiste e non esisterà mai un’interpretazione che possa valere per tutte. È un dramma giocoso, in cui il protagonista cerca invano di calmare la sua ansia di eternità attraverso la conquista femminile, ma appunto, invano; e proprio in questo aspetto risiede l’aspetto giocoso del dramma. Trasparenza musicale, leggerezza, cura del dettaglio (mai fine a se stesso ma sempre in relazione all’aspetto psicologico e drammaturgico), cura del suono e della pronuncia sono le basi del lavoro musicale che hanno affrontato insieme solisti, orchestra e coro».

Una lettura eccellente di Mozart che ci ha permesso un ascolto costellato di tanti piccoli ricami e cesellando i suoni dei singoli strumenti. La direzione non ha mai prevaricato i cantanti e l’Orchestra lo ha seguito in simbiosi anche con il Coro. Il pubblico, non solo bolognese, ha tributato al Direttore calorosi applausi sin dalla sua entrata.
Ottimo in entrambe le compagnie il cast di cantanti. All’ultima replica abbiamo ascoltato Simone Alberghini (baritono) nel ruolo di Don Giovanni bravissimo sia vocalmente che vero mattatore sulla scena.

Il Commendatore di Stefan Kocan (basso) è stato una piacevole sorpresa: vocalmente perfetto e scenicamente in un finale da ricordare. Donna Anna di Federica Lombardi (soprano) giovane, ma già molto brava e calata nel personaggio. Il tenore Paolo Fanale – per indisposizione – è stato sostituito da Davide Giusti nei panni di Don Ottavio.
Donna Elvira (soprano) di Salome Jicia ci ha regalato un personaggio interessante. Il basso Vito Priante, da autentico “animale da palcoscenico” è stato un Leporello perfetto con il resto della compagnia. Masetto (basso ) del giovanissimo Roberto Lorenzi e Zerlina (soprano ) di Lavinia Bini due eccellenti sorprese. Un plauso anche ai tre attori che interagivano nello spettacolo.

Alla fine ovazioni ai cantanti, Coro e Orchestra. All’uscita del Maestro tutto il teatro si è stretto intorno a lui facendo diventare la festa ancora più bella con i fiori che piovevano sul palcoscenico e dalla platea è arrivato il grido “restaaaaaaaaaaaa” a dimostrazione di un autentico legame creato tra il pubblico il suo direttore.
All’uscita dalla sala volti ancora commossi… ma lo era anche Mariotti.
La musica, come altre meraviglie, deve accendere le emozioni e in noi, presenti a Bologna in quell’antivigilia di Natale, è accaduto davvero.
Didascalie immagini nel testo e in copertina
alcuni momenti del Don Giovanni
foto © Rocco Casaluci
courtesy Fondazione Teatro Comunale di Bologna
DON GIOVANNI
Dramma giocoso in due atti KV 527
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Lorenzo Da Ponte
(prima rappresentazione 29 ottobre 1787
al Teatro Nazionale di Praga)
Direttore, Michele Mariotti
Regia Jean-François Sivadier
Regia bolognese ripresa da:
Rachid Zanouda / Federico Vazzola / Milan Otal
Scene Alexandre de Dardel
Costumi Virginie Gervaise
Luci Philippe Berthomé
Collaboratore alle luci Jean-Jacques Beaudouin
Trucco Cécile Kretschmar
Maestro del Coro Andrea Faidutti
Personaggi e Interpreti
- Don Giovanni Simone Alberghini / Alessandro Luongo (16, 19 e 22 dicembre)
- Il Commendatore Stefan Kocan
- Donna Anna Federica Lombardi / Ruth Iniesta (16, 19 e 22 dicembre)
- Don Ottavio Paolo Fanale / Davide Giusti (16, 19, 22 e 23 dicembre)
- Donna Elvira Salome Jicia / Raffaella Lupinacci (16, 19 e 22 dicembre)
- Leporello Vito Priante / Omar Montanari (16, 19 e 22 dicembre)
- Masetto Roberto Lorenzi
- Zerlina Lavinia Bini / Erika Tanaka (16, 19 e 22 dicembre)
Attori:
Klara Cibulova / Cyprien Colombo / Federico Vazzola
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna
con Festival di Aix-en-Provence, Opéra National de Lorraine, Théâtres de la Ville de Luxembourg
dal 15 al 23 dicembre 2018
Teatro Comunale di Bologna