Presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, fino al 10 febbraio 2019, sono esposte alcune delle opere esistenti di Antonello da Messina, in un inedito percorso costruito da Giovanni Carlo Federico Villa secondo una linea cronologica che segue evoluzione e novità dell’artista. L’esposizione rientra negli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e nasce dalla collaborazione fra la Regione Siciliana e il Comune di Milano, dove verrà presentata (a Palazzo Reale), dopo la chiusura nella città siciliana.
L’evento risulta particolarmente interessante alla luce della dispersione delle opere di Antonello tra raccolte e musei nel Mediterraneo, oltre la Manica e anche l’Atlantico. Pensiamo infatti che, nel corso dei secoli, mercanti d’arte, critici, antiquari e altri intenditori hanno coperto distanze smisurate, per l’epoca, nel tentativo di ammirare i dipinti del pittore che ha ammaliato a tal punto il suo pubblico da essere definito il più grande ritrattista del ʼ400. Qualcuno potrebbe anche azzardare a ritenerlo il più grande di sempre.

Tra gli estimatori ricordiamo Enrico Pirajno, barone di Mandralisca, che acquistò di Antonello L’ignoto marinaio; si racconta che l’opera in questione fosse giunta per vie misteriose in una farmacia a Lipari e adibita a sportello di un mobile per volere della figlia del farmacista; ivi appunto il barone la trovò. E ne fu catturato sicuramente per la resa psicologica del personaggio; costui mostra infatti un sorriso naturale (bonario o beffardo secondo i punti di vista) che coinvolge realisticamente i muscoli del volto e lo stesso sguardo, ridente anch’esso. L’opera ispirò il romanzo Il sorriso dell’ignoto marinaio, primo successo di Vincenzo Consolo.
Molte opere sono sopravvissute a catastrofi naturali, intemperie, degrado, incuria, famiglie in decadenza, avidità e anche ignoranza; buona parte di esse è ora radunata in Sicilia, in arrivo dall’Italia e dall’estero dopo molte peripezie e circostanze anche misteriose.
Antonello da Messina è l’artista che oggi definiremmo multiculturale, poiché in lui la cultura siciliana, quella della terra natia, convive con le “lezioni” rinascimentali, veneziane, borgognone, spagnole, rivisitate in processi mai solo razionali (come quelli che connotano alcuni aspetti dell’arte rinascimentale) ma partecipati e personali. I corpi, i visi rappresentati, hanno forme morbide, semplici, ingenue e umane, più che eteree, come il volto dell’Annunciata di Palermo, in cui Sciascia riconosce una giovane del contado siciliano che sa “di chiostro e d’ovile”. Maria infatti non è rappresentata come un’estranea rispetto allo spettatore, a differenza di quanto può avvenire nell’iconografia tradizionale, ma è vista attraverso gli occhi del pittore che è collocato di fronte a lei al posto dell’angelo; l’osservatore che si trova davanti alla Vergine, dunque, assume temporaneamente il ruolo del pittore e diventa protagonista del fatto evangelico evocato. È proprio l’Annunciata ad aprire la mostra, nell’allestimento immaginato per lei da un grande architetto del ʼ900, Carlo Scarpa.

La confluenza di varie culture è altresì evidente nel Polittico di San Benedetto, che giunge dagli Uffizi: nella Madonna con Bambino e due angeli reggicorona si notano infatti la foggia catalana del trono, gli stilemi fiamminghi dei piccoli angeli e delle pieghe del telo sullo schienale, la mediterraneità del volto della Vergine e l’intimità affettuosa, di stampo “donatelliano”, che il Bambino stabilisce con lei accarezzando una guancia con la sua. Nel San Giovanni Evangelista, dallo stesso polittico, ravvisiamo similmente la connotazione italiana delle sembianze del santo, unita alla trilobatura catalana del trono e alla veste fiamminga dell’iconografia, che presenta San Giovanni con il calice in mano e un draghetto che da esso fuoriesce, simboleggiando l’avvelenamento della bevanda.

Dal siracusano Palazzo Bellomo giunge l’Annunciazione, in cui le molteplici lacune e gli scrostamenti del colore non offuscano i volti di Maria e dell’angelo o i paesaggi. La fisionomia della Madonna è anche qui prettamente antonelliana per la semplicità rustica e naturale; italiana la voluminosità geometrica del corpo dell’angelo, fiamminghe le preziosità del diadema e la presenza di più aperture spaziali verso l’ambiente esterno alla stanza: Antonello infatti aveva appreso molto da Jan van Eyck ma anche dagli apporti che confluivano a Messina con i traffici navali. Una veduta ideale della città messinese è nella Crocifissione che giunge dal Muzeul National Brukenthal di Sibiu, in Romania; intenso il contrasto stabilito tra la morte, evocata crudamente anche dal teschio vaneyckiano ai piedi delle croci, e la celebrazione paesistica del golfo di Messina con le Eolie alle spalle del Golgota.
Della Pinacoteca Malaspina di Pavia è il Ritratto d’uomo, trafugato nel 1970 e recuperato dopo sette anni; per lungo tempo il ritratto è stato considerato il vero volto dell’artista, che in realtà immortala un giovane nobile, probabilmente veneziano per il cappello nero con la punta lunga fino al petto e la veste rossa. L’espressione viva del personaggio, il sorriso appena accennato e il volto incisivamente modellato, confermano l’attenzione alla psicologia del soggetto ritratto e sanno coinvolgere e catturare lo spettatore. Antonello aveva scritto infatti un intero trattato di psicologia. Abissale la distanza tra il sorriso ammiccante degli effigiati antonelliani, il fremito delle loro labbra e l’incertezza di qualche loro sguardo, rispetto alla solennità e al distacco dei ritratti di profilo. Il maestro siciliano dà forza e carattere ai suoi volti e sensualità alla figura femminile.

La mostra inoltre informa dell’importante scoperta comunicata da Federico Zeri in un convegno messinese nel 1981, quella relativa all’opera giovanile dell’Ecce Homo con San Girolamo nel deserto (recto), una tavoletta devozionale consumata dai baci di un fedele che la portava con sé in un astuccio di cuoio. Ammiriamo anche il Polittico di San Gregorio, dal Museo regionale di Messina, commissionato nel 1473 per il convento annesso alla chiesa di Santa Maria extra moenia, detta anche di San Gregorio; una delle tavole è andata dispersa e il dipinto è stato pulito nel 1842 con sostanze abrasive. In più il terremoto messinese del 1908 ha raso al suolo il convento, abbandonando l’opera alla pioggia e dunque facendo perdere ampie parti del manto mariano e di San Gregorio. Tuttavia interventi di restauro successivi ne hanno notevolmente migliorato la leggibilità e la qualità.

Altre opere ancora, oltre alle summenzionate, sono visibili presso la galleria di Palazzo Abatellis (già ospitante l’Annunciata); opere che raramente si ha la possibilità di vedere riunite in un unico sito e in dialogo tra loro, testimoni di un artista che racchiude anch’egli eredità culturali eterogenee.
Accompagna il visitatore una didattica incentrata sulla collocazione di ogni singola opera nel contesto sociale e culturale del Mediterraneo e soprattutto nella Sicilia quattrocentesca, mentre con l’audioguida la voce del curatore svela novità e tecniche artistiche del maestro messinese.
Didascalie immagini
- Antonello da Messina, Ritratto d’uomo detto Ritratto di ignoto marinaio, 1470 circa, olio su tavola, 30,5×26,3 cm, Museo della Fondazione Mandralisca, Cefalù
- Antonello da Messina, Vergine annunciata, 1475-1476, tempera e olio su tavola, 45×34,5 cm, Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, Palermo
- Antonello da Messina, Madonna col Bambino e due angeli reggicorona dal Polittico di San Benedetto, 1471-1472, olio su tavola di pioppo, 114,8×54,5 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze
- Antonello da Messina, San Giovanni evangelista dal Polittico di San Benedetto, 1471-1472, olio su tavola di pioppo, 114,3×38,5 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze
- Antonello da Messina, Annunciazione, 1474, olio su tavola di noce trasportata su tela, 180×180 cm, Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, Siracusa
IN COPERTINA
Antonello da Messina, Vergine annunciata, 1475-1476, tempera e olio su tavola, 45×34,5 cm, Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, Palermo
Luogo:
Galleria Regionale della Sicilia Palazzo Abatellis,
Via Alloro 4,
90133 Palermo
Orari:
dal martedì alla domenica
9:00 – 19:00
Dove e quando
Evento: Antonello da Messina
- Fino al: – 10 February, 2019
- Sito web