Come tutte le mode, anche Caravaggio è sempre sotto i riflettori e, da anni, entrato prepotentemente nel novero dei pittori più popolari. Oggi le sue opere sono universalmente considerate capolavori assoluti anche se con qualche attribuzione di “comodo”. I non più giovanissimi, ricorderanno bene come, fino alla rivalutazione internazionale nella valorizzazione della sua influenza sulla pittura barocca del Seicento (grazie a Roberto Longhi a partire dalla seconda metà del Secolo scorso), Michelangelo Merisi erà pressoché sconoscito. Invece, per chi lo aveva studiato, non era certo il Maestro che rivoluzionò la pittura europea, ma solitamente definito un assassino.

Fiumi di inchiostro sono stati versati ed è stato scritto di tutto, di più. Però, vi segnaliamo “Nel segno di Caravaggio” dello storico dell’arte, Stefano Zuffi, che si occupa del periodo tra Rinascimento e Barocco, autore di oltre cento pubblicazioni.

Edito da Skira, un volume di grande dimensioni e rilegatura cartonata, con foto davvero ben fatte, che non può mancare nelle librerie degli appassionati perché l’autore, rinunciando alla consueta sequenza cronologica, pone le opere del Merisi – realizzate nel ventennio a cavallo del Diciassettesimo Secolo sullo sfondo solenne della Roma di quegli anni – considerandole nel loro insieme.

La scelta di realizzare questo particolare percorso, permette di focalizzare su aspetti caretterizzanti come la presenza di modelli ricorrenti. L’autore guida all’osservazione della passione del Merisi per lame e pugnali, all’ossessione per le teste mozzate, all’eccezionale e pionieristica abilità nella natura morta.

Un pregio del volume è fornire visivamente, con oltre centocinquanta immagini, l’associazione del detaglio con quanto conosciamo sull’artista, ma con descrizioni puntuali e storicamente dettagliate. Discorso a pare per luce e ombre: il lettore è catapultato sulla scena e coinvolto in quanto sta accadendo o si sta compiendo sotto i suoi occhi.

Alla fine, con il piede della Vergine e quello di Gesù nell’atto di schiacciare il serpente, Caravaggio non più trend, ma… lo scoprirete voi stessi.
Didascalie immagini
(courtesy Skira)
- I bari, 1594
olio su tela, 94,2×131,2 cm
Kimbell Art Museum, Forth Worth (Texas) - I bari, 1594 (particolare delle carte)
- ‘Nel segno di Caravaggio’
(copertina del libro di Stefano Zuffi) - Testa di Medusa, 1597
olio su tela montata su scudo in legno di pioppo, 60×55 cm
Galleria degli Uffizi, Firenze - Testa di Medusa, 1597 (particolare dei serpenti)
- Morte della Vergine, 1604
olio su tela, 369 x 245 cm
Musée du Louvre, Parigi - Morte della Vergine, 1604
(particolare della Vergine) - Davide con la testa di Golia, 1607
olio su tela, 90,5 x 116,5 cm
Kunsthistorisches Museum, Vienna - Davide con la testa di Golia, 1607
(particolare della testa di Golia)
In copertina un particolare di:
Morte della Vergine, 1604
Stefano Zuffi
Nel segno di Caravaggio
pagine 288
Skira editore