64ª edizione del premio David di Donatello all’insegna del rinnovamento: nelle regole, ammessi in gara solo titoli usciti nel corso dell’anno solare 2018, nei criteri di composizione della giuria e nel conio di una nuova categoria come quella del David dello Spettatore assegnato al film con il più alto numero di spettatori; andato al film corale di Gabriele Muccino A casa tutti bene.

La serata di premiazione affidata alla conduzione professionale di Carlo Conti, inevitabilmente intrisa di retorica e consolidate convenzioni – perché fiori solo alle donne, si teme ancora che offrirne anche agli uomini potrebbe offenderne la virilità? – conferma l’orientamento delle candidature e suggella il trionfo del Dogman di Matteo Garrone, che su quindici candidature ne mette a segno nove tra cui quelle più importanti a miglior film e miglior regia.

Quattro statuette assegnate a Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, al miglior regista esordiente e al miglior produttore, ma soprattutto al mimetismo fisico e psicologico di Alessandro Borghi che nel ruolo di Stefano Cucchi, il giovane massacrato dal pregiudizio di uomini che dovevano custodirne l’incolumità, è per forza di cose il fulcro dell’intero progetto; il premio David Giovani, assegnato a un film di tale vigore civile da seimila studenti delle scuole, è fonte di speranza per il segnale positivo che arriva dalle nuove generazioni, perché su fatti del genere si possa finalmente dire ‘mai più’ una volta per tutte.

Il bellissimo Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino sconta forse il suo appartenere alla stagione cinematografica precedente – è arrivato in Italia a gennaio 2018 in netto ritardo rispetto al resto del mondo – ma riesce comunque a portare a casa i riconoscimenti per la miglior sceneggiatura non originale e per la miglior canzone da film. Due statuette ciascuno assegnate anche al vibrante Capri-Revolution di Mario Martone e a Loro di Paolo Sorrentino, malinconico ritratto di un declino personale e politico.

Tra ringraziamenti istituzionali e privati lo stupore entusiasta di Elena Sofia Ricci, incoronata miglior attrice per la Veronica Lario di Loro, si è distinta per la sua incredula vivacità; Victor Pérez, vincitore per gli effetti speciali de Il ragazzo invisibile – seconda generazione, dopo aver perso tutto nel terremoto de L’Aquila restando una settimana in pigiama, ha dedicato il premio a ‘quelli che rimangono anche se è difficile‘; Nanni Moretti miglior documentario con Santiago, Italia ha evitato polemiche sottolineando però l’esempio italiano di accoglienza raccontato dal suo film.

Il discorso di ringraziamento più politico è arrivato dal giovane Alessandro Di Gregorio, miglior cortometraggio con Frontiera, che nel dedicare la vittoria a tutti quelli che si spendono per raccontare la verità sui migranti ha concluso affermando accorato: ‘Non facciamoci prendere in giro e restiamo umani!‘. Marina Confalone, miglior attrice non protagonista, è il solo riconoscimento dato al dolente Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, straordinaria opera onirica che francamente avrebbe meritato molto di più delle sole tre candidature ottenute.

Dispiace anche l’assenza di riconoscimenti all’esordio dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, candidati come registi di un’opera prima e come sceneggiatori, per il sorprendente La terra dell’abbastanza. Questa edizione sarà ricordata anche per la presenza di due donne candidate nelle categorie di miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale – prima volta assoluta nella storia del premio – Valeria Golino e Alice Rohrwacher rispettivamente per i loro Euforia e Lazzaro Felice.

Infine, piccola nota a margine, sarebbe bello che alla festa del cinema italiano si mettessero da parte orgoglio provinciale ed esterofilia palesi nel ricordo degli Oscar a Roberto Benigni per La vita è bella; perché se, come giustamente affermato da Gabriele Muccino, senza adeguata promozione la qualità sola non può niente, sarebbe lecito ricordare che le ambite statuette americane conquistate dal comico toscano sono il risultato dell’influenza allora potente di Harvey Weinstein – oggi riconosciuto predatore seriale – promotore del film negli States, più che frutto di un’eccellenza italiana.

A seguire vincitori e candidati della 64ª edizione del premio David di Donatello 2018.
Miglior film: Dogman (Archimede, Le Pacte, Rai Cinema)
Chiamami col tuo nome (Luca Guadagnino, Emilie Georges, Peter Spears, Marco Morabito, Rodrigo Teixeira, James Ivory, Howard Rosenman)
Euforia (Viola Prestieri, Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Rai Cinema)
Lazzaro felice (Carlo Cresto-Dina, Rai Cinema, Amka Films Productions, Ad Vitam Production, Knm, Pola Pandora)
Sulla mia pelle (Cinemaundici, Lucky Red)
Miglior regia: Matteo Garrone per Dogman
Mario Martone per Capri-Revolution
Luca Guadagnino per Chiamami col tuo nome
Valeria Golino per Euforia
Alice Rohrwacher per Lazzaro felice
Migliore regista esordiente – Premio Gian Luigi Rondi: Alessio Cremonini per Sulla mia pelle
Luca Facchini per Fabrizio De André – Principe libero
Simone Spada per Hotel Gagarin
Fabio e Damiano D’Innocenzo per La terra dell’abbastanza
Valerio Mastandrea per Ride

Migliore sceneggiatura originale: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Ugo Chiti per Dogman
Francesca Marciano, Valia Santella, Valeria Golino per Euforia
Fabio e Damiano D’innocenzo per La terra dell’abbastanza
Alice Rohrwacher per Lazzaro felice
Alessio Cremonini, Lisa Nur Sultan per Sulla mia pelle
Migliore sceneggiatura non originale: James Ivory, Luca Guadagnino, Walter Fasano per Chiamami col tuo nome
Stephen Amidon, Francesca Archibugi, Francesco Piccolo, Paolo Virzì per Ella & John (The Leisure Seeker)
Stefano Mordini, Massimiliano Catoni per Il testimone invisibile
Oscar Glioti, Valerio Mastandrea, Johnny Palomba, Zerocalcare per La profezia dell’armadillo
Nicola Guaglianone, Luca Miniero per Sono tornato
Miglior produttore: Cinemaundici e Lucky Red per Sulla mia pelle
Luca Guadagnino, Emilie Georges, Peter Spears, Marco Morabito, Rodrigo Teixeira, James Ivory e Howard Rosenman per Chiamami col tuo nome
Archimede e Le Pacte con Rai Cinema per Dogman
Agostino, Giuseppe e Maria Grazia Saccà con Rai Cinema per La terra dell’abbastanza
Carlo Cresto-Dina, Rai Cinema, Amka Films Productions, Ad Vitam Production, Knm e Pola Pandora per Lazzaro felice

Migliore attrice protagonista: Elena Sofia Ricci per Loro
Marianna Fontana per Capri-Revolution
Pina Turco per Il vizio della speranza
Alba Rohrwacher per Troppa grazia
Anna Foglietta per Un giorno all’improvviso
Miglior attore protagonista: Alessandro Borghi per Sulla mia pelle
Marcello Fonte per Dogman
Riccardo Scamarcio per Euforia
Luca Marinelli per Fabrizio De André – Principe libero
Toni Servillo per Loro
Migliore attrice non protagonista: Marina Confalone per Il vizio della speranza
Donatella Finocchiaro per Capri-Revolution
Nicoletta Braschi per Lazzaro felice
Kasia Smutniak per Loro
Jasmine Trinca per Sulla mia pelle

Miglior attore non protagonista: Edoardo Pesce per Dogman
Massimo Ghini per A casa tutti bene
Valerio Mastandrea per Euforia
Ennio Fantastichini per Fabrizio De André – Principe libero
Fabrizio Bentivoglio per Loro
Miglior autore della fotografia: Nicolaj Brüel per Dogman
Michele D’Attanasio per Capri-Revolution
Sayombhu Mukdeeprom per Chiamami col tuo nome
Paolo Carnera per La terra dell’abbastanza
Hélène Louvart per Lazzaro felice
Migliore musicista: Sascha Ring e Philipp Thimm per Capri-Revolution
Nicola Piovani per A casa tutti bene
Michele Braga per Dogman
Nicola Tescari per Euforia
Lele Marchitelli per Loro
Mokadelic per Sulla mia pelle

Miglior canzone originale: Mistery of love di Sufjan Stevens da Chiamami col tuo nome
L’invenzione di un poeta di Nicola Piovani e Aisha Cerami da A casa tutti bene
Araceae di Sascha Ring, Philipp Thimm e Simon Brambell da Capri-Revolution
‘A speranza di Enzo Avitabile da Il vizio della speranza
‘Na gelosia di Lele Marchitelli e Peppe Servillo da Loro
Migliore scenografo: Dimitri Capuani per Dogman
Giancarlo Muselli per Capri-Revolution
Samuel Deshors per Chiamami col tuo nome
Emita Frigato per Lazzaro felice
Stefania Cella per Loro
Migliore costumista: Ursula Patzak per Capri-Revolution
Giulia Piersanti per Chiamami col tuo nome
Massimo Cantini Parrini per Dogman
Loredana Buscemi per Lazzaro felice
Carlo Poggioli per Loro

Miglior truccatore: Dalia Colli, Lorenzo Tamburini per Dogman
Alessandro D’Anna per Capri-Revolution
Fernanda Perez per Chiamami col tuo nome
Maurizio Silvi per Loro
Roberto Pastore per Sulla mia pelle
Miglior acconciatore: Aldo Signoretti per Loro
Gaetano Panico per Capri-Revolution
Manolo Garcia per Chiamami col tuo nome
Daniela Tartari per Dogman
Massimo Gattabrusi per Moschettieri del re – La penultima missione
Migliore montatore: Marco Spoletini per Dogman
Jacopo Quadri, Natalie Cristiani per Capri-Revolution
Walter Fasano per Chiamami col tuo nome
Giogiò Franchini per Euforia
Chiara Vullo per Sulla mia pelle

Miglior suono: Maricetta Lombardo, Alessandro Molaioli, Davide Favargiotti, Mauro Eusepi, Mirko Perri e Michele Mazzucco per Dogman
Alessandro Zanon, Alessandro Palmerini, Marta Billingsley, Stefano Grosso, Marzia Cordò, Giancarlo Rutigliano e Paolo Segat per Capri-Revolution
Yves-Marie Omnes, Yves-Marie Omnes, Davide Favargiotti, Studio 16 Sound Group e Jean-Pierre Laforce per Chiamami col tuo nome
Christophe Giovannoni, Julien D’Esposito, Marta Billingsley e François Musy per Lazzaro felice
Emanuele Cecere, Francesco Sabez, Paolo Testa, Silvia Moraes, Alessandro Feletti, Alessandro Quaglio, Mirko Perri, Mauro Eusepi e Marco Saitta per Loro
Migliori effetti visivi: Victor Pérez per Il ragazzo invisibile – seconda generazione
Sara Paesani, Rodolfo Migliari per Capri-Revolution
Rodolfo Migliari per Dogman
Rodolfo Migliari, Monica Galantucci per La befana vien di notte
Simone Coco, James Woods per Loro
Giuseppe Squillaci per Michelangelo – Infinito
Miglior documentario: Santiago, Italia di Nanni Moretti
Arrivederci Saigon di Wilma Labate
Friedkin Uncut di Francesco Zippel
L’arte viva di Julian Schnabel di Pappi Corsicato
La strada dei Samouni di Stefano Savona

Miglior film straniero: Roma di Alfonso Cuarón
Bohemian Rapsody di Dexter Fletcher, Bryan Singer
Cold War di Pawel Pawlikowski
Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson
Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh
Miglior cortometraggio: Frontiera di Alessandro Di Gregorio
Il nostro concerto di Francesco Piras
Im Bären di Lilian Sassanelli
Magic Alps di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi
Yousef di Mohamed Hossameldin
David dello Spettatore: A casa tutti bene di Gabriele Muccino
David Giovani: Sulla mia pelle di Alessio Cremonini
David di Donatello alla carriera:
Tim Burton

David Speciale:
Dario Argento
Francesca Lo Schiavo
Uma Thurman
Didascalie immagini
- Gabriele Muccino, tra Stefania Sandrelli e Sabrina Impacciatore, col David dello Spettatore per il suo A casa tutti bene
- Matteo Garrone con Marcello Fonte miglior regista / Miglior sceneggiatura originale / Sceneggiatore ‘aggiunto’ Marcolino Perfetti
- Alessandro Borghi, miglior attore, è Stefano Cucchi in Sulla mia pelle di Alessio Cremonini
- Capri-Revolution di Mario Martone: migliori costumi e colonna sonora
- Victor Pérez migliori effetti speciali per Il ragazzo invisibile – seconda generazione di Gabriele Salvatores / Nanni Moretti al nono David di Donatello su quarantaquattro candidature in carriera per il documentario Santiago, Italia
- Marina Confalone splendida non protagonista in Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis
- I fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo con il loro esordio folgorante La terra dell’abbastanza
- Valeria Golino e Alice Rohrwacher candidate per regia, film e sceneggiatura originale
- Alessio Cremonini miglior regista esordiente per Sulla mia pelle
- Luca Guadagnino e Walter Fasano vincitori, con l’assente James Ivory, per l’adattamento di Chiamami col tuo nome / Guadagnino sul set con i suoi attori
- Elena Sofia Ricci miglior attrice per Loro di Paolo Sorrentino
- Edoardo Pesce miglior non protagonista per Dogman / Lorenzo Tamburini e Dalia Colli migliori truccatori per Dogman
- L’aforisma di Franco Cristaldi a introdurre il premio al miglior produttore assegnato a Olivia Musini e Andrea Occhipinti per Sulla mia pelle
- David Speciale a Uma Thurman / David alla carriera a Tim Burton / Piera Detassis annuncia il miglior film
- Alessandro Di Gregorio miglior cortometraggio per il suo Frontiera
- Matteo Garrone con il David al miglior film ricevuto da Stefano Accorsi / Il regista sul set del suo Dogman insieme al protagonista Marcello Fonte
IN COPERTINA
Matteo Garrone e le nove statuette al suo Dogman