La famiglia Gaddi è nota per aver avuto, dal Docicesimo secolo, famosi pittori partendo da Gaddo, poi Taddeo (che lavorò nella bottega di Giotto con un ruolo primario fra i giotteschi di prima generazione) e, infine, Agnolo, fra i principali esponenti della pittura tardo-gotica a Firenze, universalmente noto per aver affrescato, intorno al 1380, su commissione di Jacopo degli Alberti, la Cappella Maggiore della chiesa di Santa Croce con la Leggenda della Vera Croce, seguendo la duecentesca Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine (molto cara ai francescani). La cappella, ampia e molto alta, è illuminata da luce profusa dalle vetrate per la maggior parte realizzate su disegno di Agnolo e della sua bottega.

Invece, il bel volume della Casa Editrice Leo S. Olschki racconta le vicende di due ‘mercanti-scrittori’: Agnolo e suo figlio Francesco. L’autore, Daniele Giusti, laureato nel 2013 in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Firenze, è uno studioso dei Gaddi e ha già pubblicato due saggi: Scritture quattrocentesche della famiglia Gaddi: il Priorista e i Ricordi* e I castelli e l’incastellamento attraverso le pagine della «Miscellanea storica della Valdelsa»**.
In questo libro, rielaborando la tesi magistrale, offre una lettura godibile delle scelte e delle disponibilità finanziarie di Agnolo e Francesco capaci di tessere un proficuo legame tra le sorti della loro famiglia e quelle dei Medici partecipando così al fermento sociale e culturale della Firenze quattrocentesca.
Nel lasso di tempo di due soli suoi componenti, Agnolo (1398-1474) e Francesco (1441-1504), i Gaddi passarono dall’essere una famiglia di artisti a un affermato casato nobiliare. La parabola di due personaggi versatili, capaci di sfruttare al meglio le possibilità offerte dal loro tempo, attori partecipi non solo della vita politica, ma anche di quella culturale della loro città, il che li rende due classici esempi di ‘mercanti-scrittori’ fiorentini. Infatti, le scelte di Agnolo sulla conduzione dell’attività mercantesca, ma soprattutto sull’appoggio e sulla partecipazione al ‘reggimento’ mediceo, proprio negli anni della sua definitiva affermazione, permisero a Francesco di entrare nei meccanismi e negli uffici del potere fiorentino, in particolare come oratore al servizio del Magnifico, con un considerevole ritorno per entrambi in termini di ricchezze e di affermazione sociale. Il gran numero di lettere, ricordi e diari che produssero sono alla base di questa ricerca e le molte altre riguardanti, in modo più o meno diretto, i Gaddi del Quattrocento.

Didascalie immagini

  1. Agnolo Gaddi di Taddeo
    (Firenze documentato dal 1369  al 1396)
    Madonna col Bambino e dieci angeli tra i santi Benedetto, Pietro, Giovanni battista e Miniato,
    (Scomparto centrale: 1380 c.; Scomparti laterali: 1375)
    Tempera su tavola, fondo oro, 222×300 cm
    (iscrizione: Domine, tecum paratus sum et in carcerem et in mortem ire – Lc, 22, 33, sul libro di San Pietro)
    Galleria degli Uffizi, Firenze
  2. copertina del volume

Daniele Giusti
I Gaddi da pittori a uomini di governo
Ascesa di una famiglia nella Firenze dei Medici
234 pagine
Olschki Editore, 2020
ISBN: 9788822266620

Note
*   «Archivio Storico Italiano»,
     CLXXIII, 2015, f. 2, pp. 191-237)
**  «Miscellanea storica della Valdelsa»,
     CXXII, 2016, f. 1, pp. 3-36)