La data di apertura è, ovviamente, in fase di definizione, ma è grande l’attesa per il percorso artistico verso la modernità “Sfida al Barocco Roma, Torino, Parigi 1680-1750”.
Oltre duecento capolavori provenienti da prestigiosi musei e collezioni per la mostra che sarà allestita nei grandiosi spazi della Citroniera Juvarriana della Reggia di Venaria.

La Sfida al Barocco è quella lanciata dagli artisti in nome della modernità con la sperimentazione di nuove forme e nuovi linguaggi di comunicazione elaborati tra il 1680 e il 1750. Una ricerca che si sviluppa tra Roma e Parigi, i due poli di attrazione dell’Europa moderna con cui la Torino di quegli anni intesse un intenso dialogo di idee e di scambio di opere e di artisti, che contribuiscono a una stagione epocale di rinnovamento delle arti sulla scena internazionale.
Le favole antiche nei teatrali quadri di storia, i racconti sacri nelle pale d’altare, la seduzione e la grazia nelle sculture e nei dipinti, la progettualità degli spettacolari modelli di architettura e la raffinatezza preziosa di arredi e ornamenti – insieme al fiabesco Bucintoro dei Savoia in chiusura della mostra – accompagneranno i visitatori lungo un sorprendente percorso alla ricerca di un’identità moderna. 
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, curata da Michela Di Macco e Giuseppe Dardanello, affiancati da un comitato scientifico internazionale, la mostra rappresenta l’esito di un articolato progetto svolto nell’ambito del Programma di ricerche sull’età e la cultura del Barocco della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura con il sostegno della Compagnia di San Paolo e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. 
In attesa dell’evento espositivo, presso il Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale” è stato restaurato il modello in gesso del bassorilievo Il beato Amedeo di Savoia intercede presso la Madonna con il bambino per il successo nella Battaglia di Torino opera di Bernardino Cametti realizzata tra il 1729 e il 1730. Il gesso è su un supporto in tela ancorato ad un tavolato ligneo montato in un telaio: La sola pala misura 190 x 115 cm, circa un terzo dell’opera in marmo.
Il restauro ha permesso di scoprire un dettaglio del lavoro preparatorio di Cametti poi rivisto nella fase di realizzazione della pala d’altare in rilievo marmoreo; cambia infatti lo sguardo dei putti posti ai piedi del beato Amedeo. E’ così tornata ad antico splendore una preziosa “bozza” – individuata presso il Pontificio Collegio Irlandese di Roma – che documenta una delle fasi più importanti del lavoro dello scultore. Questo modello in gesso dell’opera di Cametti è la bozza finale sulla base della quale fu realizzato il bassorilievo in marmo per l’altare maggiore della chiesa reale di Superga, sulla collina di Torino.
L’opera fu commissionata a Cametti nel 1729 da Vittorio Amedeo II di Savoia e si deve a Filippo Juvarra l’istruzione per la realizzazione del modello per il bassorilievo; in un documento datato 16 novembre di quell’anno, l’architetto di corte scriveva: «Gli sarà il Beato Amedeo Duca di Savoia a ginochio sopra nuvoli, con putti che scherzino con il manto ducale e che regono la corona e il scetro in atto di pregare la Vergine che asista con la sua protezione a vincere la bataglia sucessa a lì 7 settembre 1706, di basso rilievo con tutte le distinzioni che si possono esprimere con la scoltura…»
Il soggetto richiamava l’assedio di Torino e la battaglia che aveva consentito di respingere i francesi. Nell’istruzione, Juvarra indica quale modello delle figure la pala dell’Incontro di Leone X e Attila opera di Alessandro Algardi. 

Didascalia immagini
(courtesy Fondazione 1563)

  1. logo mostra
  2. un particolare di: 
    Mascarade des quatre parties du monde, 1751
    olio su carta marouflé, 38 x 394 cm
    Besançon, Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie
  3. una fase del restauro de Il beato Amedeo di Savoia intercede presso la Madonna con il bambino per il successo nella Battaglia di Torino di Bernardino Cametti

In copertina un ulteriore particolare di:
Mascarade des quatre parties du monde, 1751
olio su carta marouflé, 38 x 394 cm
Besançon, Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie
(“Pensieri e capricci: il “fuoco dell’invenzione” sarà uno dei temi chiave della mostra Sfida al Barocco. Libere e spericolate sperimentazioni dell’invenzione nei territori della forma e della fantasia esprimono ancora una volta la sfida alla modernità degli artisti italiani e francesi nella Roma del primo Settecento come Giambattista Piranesi, Pier Leone Ghezzi, Jean Barbault, Charles-François Hutin, Louis-Joseph Le Lorrain, ma anche Matteo Ricci a Venezia e Filippo Juvarra a Torino)

Dove e quando

Evento: Citroniera Juvarriana – Reggia di Venaria