Siamo soliti ritenere beni culturali i più diversi oggetti d’arte e in molti, solo dovendo restare a casa, si sono resi conto di quanto ne sia intrisa la nostra esistenza salutando con autentica gioia la riapertura di musei e mostre temporanee il prossimo 18 maggio.
Però, i beni culturali, non sono solo la pittura, la scultura e l’architettura che secoli di storia ci hanno lasciato in eredità, quel patrimonio inestimabile costantemente arricchito dalle creazioni di artisti contemporanei.
Ne esiste un altro, meno noto e valorizzato, ma ugualmente meritevole della definizione. Ci riferiamo al lavoro manuale dell’uomo, quell’insieme di attività che hanno trasformato il territorio in frutti dell’agricoltura o in risultati dell’allevamento. 
Ancora: l’aver fatto rivivere i materiali in prodotti dell’artigianato coniugando la tradizione con l’innovazione.
L’Italia è anche questo, forse l’Italia dei beni culturali, oggi, è soprattutto questo.

Se il nostro Paese ha ceduto il primato della creatività artistica ormai da qualche secolo, le tradizioni «dell’Italia fatta a mano» hanno saputo rivivere di generazione in generazione, una reputazione planetaria legata al saper fare, alla qualità dei prodotti, alla loro unicità e rarità.
Un viaggio in questi beni culturali lo offre il libro di Davide Rampello “L’Italia fatta a mano. Beni culturali viventi” edito da Skira.

Beni culturali “viventi” perché l’autore fa cadere sempre l’accento sull’uomo e non solo sul suo lavoro, ma anche sul modo in cui, nelle storie di persone diverse, il mestiere, la vita, i luoghi, la memoria e un’idea personale di futuro, si sono legati e hanno dato un significato nuovo alle parole “tradizione”, “innovazione”, “qualità”.
Un volume, una volta terminato, capace di aprire a personalissime riflessioni su come l’intera umanità industrializzata – sottomessa dal “maggior ricavo al minimo costo” – sia stata messa alle corde da un semplice virus che ne ha palesato anche tutte le fragilità e di quale possa essere l’unica soluzione.   

Didascalie immagini
la copertina del volume e alcune foto all’interno
courtesy Skira

(la nostra copertina elaborazione grafica di
Andrea Mancaniello)

 

Davide Rampello
L’Italia fatta a mano
Beni culturali viventi

Dialogo con Antonio Carnevale
Prefazione di Ilvo Diamanti
184 pagine
Skira editore
ISBN 978-88-572-4083-1