Avete presente le feste in casa di amici? Quelle allegre combriccole che (pandemia permettendo, ça va sans dire) passano le serate mangiando, chiacchierando, brindando innumerevoli volte, tentando pure qualche passo di danza nel caso in cui gli innumerevoli brindisi fossero anche decisamente alcolici? Tutto molto bello e divertente, ma la vera festa (lo sanno solo gli amici più intimi del padrone di casa) si consuma in realtà in cucina dove, controllando che gli spaghetti siano cotti e mettendo i piatti sporchi nella lavastoviglie, ci si confessa segreti inconfessabili, si fanno pettegolezzi di ogni sorta e si può bere anche l’acqua del rubinetto senza sentirsi giudicati.
I musei italiani sono come una grande festa continua: ci sono le sale aperte al pubblico che sono la festa, e poi i depositi che sono la cucina, il dietro le quinte, i depositi che spesso contengono capolavori che però, per le ragioni più svariate, spesso sono destinati ad essere visti solo da pochi fortunati: e Filippo Cosmelli e Daniela Bianco, che per lavoro fanno spesso scoprire questi luoghi così misteriosi e affascinanti, sono proprio tra quei fortunati. Per questo hanno scritto Il tesoro invisibile. Viaggio nell’arte custodita nei depositi dei musei italiani (Utet Libri) che, come in un moderno Grand Tour, accompagna il lettore alla scoperta degli archivi segreti del Vaticano o al cospetto dell’uomo Vitruviano di Leonardo, che alle Gallerie dell’Accademia di Venezia viene esposto solo in occasioni specialissime, e per il resto del tempo custodito in atmosfera controllata in modo che si possa preservare al meglio. E poi ancora al Museo della Civiltà Romana (quello sì, un vero tesoro invisibile, visto che è chiuso da anni) o all’archivio storico diocesano di Milano dove, in un semplice registro parrocchiale, è annotata una informazione che gli storici dell’arte hanno cercato inutilmente per anni. Dice così: “addì 30 fu battezzato Michelangelo, figlio de domino Fermo Merisio e di domina Lucia de Oratoribus”. Cos’è? Il certificato di battesimo di Caravaggio. È proprio vero quello che scrivono gli autori del libro nella prefazione: “quanto esposto in superficie non è che la punta dell’iceberg”. Pensateci, la prossima volta che visiterete un qualsiasi museo.

Dettagli

Filippo Cosmelli, Daniela Bianco
Il tesoro invisibile. Viaggio nell’arte custodita nei depositi dei musei italiani
Utet Libri
pp. 208

IN COPERTINA

Leonardo da Vinci, L’uomo vitruviano, 1490 circa, penna e inchiostro su carta, 34,4 x 24,5 cm, Gallerie dell’Accademia, Venezia
[particolare]

Sito web: https://www.utetlibri.it/libri/il-tesoro-invisibile/

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