La maturità dell’uomo, per Nietzsche, equivaleva alla “serietà che da fanciulli si metteva nei giuochi”. Il rispetto delle regole nel momento ludico, infatti, allena al vivere civile e all’età adulta. Ma il gioco è anche occasione di confronto, condivisione, allegria, aggregazione; e ancora, distende gli animi, spezza gli individualismi, apre alla considerazione dell’altro: molto più che un affare da bambini.

Potremmo affermare a gran voce che il gioco è una cosa seria e l’esposizione presso il Museo della Ceramica di Mondovì lo ricorda, peraltro rivestendo il giocattolo dello status di opera d’arte e di una valenza documentativa. Il progetto è curato da Ermanno Tedeschi, in collaborazione con Christiana Fissore (direttrice del Museo di Mondovì), e da Pompeo Vagliani (direttore del Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia – MUSLI) di Torino; il programma prende l’avvio dalla mostra “Bimbumbam” di Palermo e prosegue con il Mann di Napoli, il Negev Museum di Be’er Sheva in Israele e l’Art Museum – Man di Shanghai.
Negli spazi del Momuc intrattengono il visitatore giocattoli, libri, fumetti e fotografie, facendo riscoprire la letizia del gioco e un divertimento sano e genuino che non può prescindere dal “sapere” divertirsi; il gioco va quindi preservato, tramandato, protetto, apprezzato.
La mostra si articola in sei sezioni:

•           Il gioco come mezzo per tramandare la memoria: Matilde e l’ospedale delle bambole.

•           Il gioco di tornare bambini: la piazza di Mondovì e le bimbe di Margherita Grasselli.

•           Arte o gioco? Entrambi!

•           Il gioco per diventare grandi: il gioco che educa, il gioco per tornare bambini.

•           Il gioco semplice.

•           La stanza dei giochi: il gioco degli adulti.

Altri settori focalizzano l’attenzione su Topolino, Pinocchio, gli scacchi e la contrapposizione tra il gioco d’azzardo e il gioco del risparmio.
Una sezione speciale, poi, è riservata alla storia degli intramontabili chiodini multicolore di Coloredo, divertenti e utili per allenare motricità fine e capacità di apprendimento dei bambini, soprattutto in presenza di disabilità fisiche. Il celebre gioco di composizione inventato da Alessandro Quercetti e che secondo lo slogan pubblicitario “non finirà mai in soffitta”, nasce con Coloredo, per poi evolvere in Fantacolor e con il recente Pixel Art, in linea con la nuova generazione di nativi digitali ma pur sempre analogico.
In mostra il visitatore è invitato a giocare con migliaia di chiodini colorati da inserire nelle tavolette traforate appese al muro per comporre l’immagine del gallo, simbolo di Mondovì e del Museo della Ceramica, divenendo così protagonista attivo di un’opera di Pixel Art condivisa e collettiva. I più giovani, inoltre, possono creare fantasiosi mosaici colorati con i chiodini Quercetti o lavorare con la creta in un laboratorio guidato dall’apposito personale.
Sono in mostra opere pittoriche e scultoree in cui arte e gioco si confondono, come le ceramiche in raku, terracotta, paper clay, porcellana. Squisita, ad esempio, la ceramica Lenci di una vezzosa Bambinaia, anni 30, e pregevole il Pony Rock in ceramica smaltata di Fosca Boggi, del 2018.

Dal MUSLI, inoltre, giunge anche una serie di giochi di ruolo che si ispira a una pregiata ceramica Essevi di Enrico Vacchetti (1935 circa), esposta in mostra e raffigurante la bella lavanderina. Spicca fra i vari pezzi un lavatoio in formato mignon, di fine ʼ800, in legno e zinco e realmente funzionante, con cui i bambini potevano giocare e al contempo anche imparare a lavare davvero. Sempre dal MUSLI giungono importanti volumi francesi, inglesi e italiani di ʼ800 e ʼ900 con raffigurazioni di bambine intente a giocare con le bambole.
Sono esposti anche alcuni esemplari di un “servizio di piatti per le bambole”, che si rapporta con la nota produzione di servizi di piatti di Mondovì.
Altri giochi storici giungono dal Museo Rocca de’ Baldi, insieme a bambole della collezione della lucchese Renata Frediani e della Lenci, in stoffa e in ceramica.
Una sezione distaccata della mostra è ospitata presso il Museo Storico Reale Mutua di Torino, con opere di Margherita Grasselli, Pietro D’Angelo e Antonio Marciano; ivi si svolgono visite inclusive che ribadiscono il nesso inestricabile tra la dimensione ludico-infantile e le nozioni di protezione e prevenzione.

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  1. Fosca Boggi, Pony Rock, ceramica smaltata, 2018, 65 x 35 x 48 cm
  2. La bambinaia, ceramica Lenci, anni 30
  3. Alberti, Scacchiera, 38 x 38 cm, Edizione Berendsohn, 2011

IN COPERTINA

Fosca Boggi, Pony Rock, ceramica smaltata, 2018, 65 x 35 x 48 cm

Orari:

venerdì e sabato 15:00 – 18:00
domenica 10:00 – 18:00

Luogo:
Museo della Ceramica, Palazzo Fauzone di Germagnano, Piazza Maggiore 1, Mondovì (CN)

Dove e quando

Evento: Giocare a regola d’arte

Indirizzo: Museo della Ceramica, Palazzo Fauzone di Germagnano, Piazza Maggiore 1, Mondovì (CN)
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Fino al: 20 Febbraio, 2022