Non si è dovuto attendere tanto prima di poter apprezzare le meravigliose vedute di una Roma tra passato e presente nel veneziano Palazzo Cini in campo San Vio.
Dopo l’originale progetto di affissioni tra le calle lagunari che hanno rappresentato una vera e propria anteprima outdoor della mostra in tempo di Covid19, fino al 23 novembre 2020 le antiche incisioni di Giambattista Piranesi e le contemporanee fotografie di Gabriele Basilico sono le protagoniste della nuova stagione di Palazzo Cini.

Era il 2010 quando la Fondazione Cini commissionava al grande fotografo Basilico (scomparso poi tre anni dopo) un progetto fotografico che, partendo dalle vedute realizzate nel ‘700 da Piranesi, ridefinisse il volto di una Roma ormai perduta, disegnandone un nuovo profilo, più contemporaneo.
E proprio nel terzo centenario dalla nascita del vedutista veneto, si è scelto di mettere a confronto due modi di guardare, due modi di “fotografare” la realtà tra adorazione archeologica e sintesi analitica.
Piranesi Roma Basilico è il progetto espositivo che, attraverso due approcci diversi ma complementari, scrive nuove pagine dell’enciclopedia storico-grafica che da sempre vede la Città eterna soggetto prediletto degli sguardi più indagatori.
Una città di rovine ma anche e soprattutto di grande memoria che ci viene restituita attraverso la forza di venticinque stampe originali e ventisei vedute di Roma nelle quali l’inquadratura di Piranesi diventa anche quella di Basilico.

Al secondo piano della Galleria di Palazzo Cini, un dialogo tra grandi vedute e dettagli minuscoli, tutto in bianco e nero: da un lato il maestro del tratto Piranesi che inquadra dall’alto, in un’impossibile volo d’uccello, dalle prospettive mai perfettamente fedeli ma leggermente deformate per rendere il fasto, la drammaticità e lo splendore della città; dall’altro Basilico che ricrea dal basso e rivela gli stratagemmi prospettici del maestro nella riproduzione di alcuni dei luoghi più simbolici della Capitale.

Distanti per generazione, tecnica e codice espressivo, entrambi hanno trovato in Roma e nel suo contesto urbano un’inesauribile fonte di ispirazione.
Magistrali interpreti dell’architettura attraverso la carta, volgono lo sguardo verso le stesse bellezze capitoline creando un tour a tappe per nuclei e percorsi: un originalissimo confronto allo specchio di antichità, piazze e luoghi simbolo, chiese e basiliche. Ovviamente, in sottofondo, riecheggia quasi ovunque l’inesorabile scorrere del Tevere.
Sull’Isola di San Giorgio, non solo opere conosciute ma anche dodici scatti inediti del maestro del paesaggio urbano che, per questa occasione, sono stati affiancati a una selezione tratta dal corpus Piranesi delle collezioni grafiche della Fondazione Cini, uno dei fondi di grafica più rilevanti conservati da un’istituzione privata.

Se Piranesi, venticinquenne, inizia a ritrarre la Roma papalina e brulicante di carrozze e signorotti, guidando con la sua amplificazione lo sguardo di tutti quei giovani protagonisti del Grand Tour come Goethe (che ne parla sul suo diario nel 1786) che si apprestavano a compiere il viaggio formativo in Italia, Basilico a sessantasei anni (anche se su commissione) replica il maestro veneziano allontanandosi dallo stilema che da sempre lo ha accompagnato e caratterizzato.
Il fotografo milanese dallo sguardo distaccato, infatti, passa dall’immortalare aree urbane residuali e periferiche del mondo a una Roma di fasti e magnificenze irriproducibili, usando il suo obiettivo come il tratto di Piranesi e palesando il voluto sovradimensionamento dilatante di quest’ultimo sulle bellezze capitoline per glorificarne la maestosità.

Tra realtà, fedeltà e ribaltamento, due artisti quasi segnati da un’affinità elettiva che si confrontano in una non-sfida, col medesimo intento però di dare ognuno un’interpretazione del sublime storico. Certo Piranesi non fu un fotografo ma la sua personale aderenza alla realtà lo rende molto più simile a Basilico di quanto non si possa pensare.
Se Basilico nei suoi scatti reinterpreta un significante che quasi non c’è, Piranesi adotta molteplici prospettive e punti di vista – se non inaccessibili – del tutto inesistenti. E questo geniale “barare” di Piranesi viene fuori in tutta la sua genialità proprio nel confronto con Basilico, mantenendo il suo grande impatto emotivo e paradossalmente razionalista.

Basilico come Piranesi dunque: entrambi architetti dello spazio, che scelgono come musa la Roma del passato, guardandola con atteggiamento critico e ritraendola con rispetto nella modernità tra grandi bellezze e minuziosi dettagli.
La mostra Piranesi Roma Basilico è a cura di Luca Massimo Barbero, realizzata grazie alla collaborazione dell’Archivio Gabriele Basilico.
Il catalogo, edito da Contrasto e a cura dell’Istituto di Storia dell’Arte, raccoglie tutti gli scatti realizzati da Basilico per il progetto Le Arti di Piranesi e propone i testi di Luca Massimo Barbero, Mario Bevilacqua, Michele De Lucchi, Pasquale Gagliardi, Alessandro Martoni, Roberta Valtorta, oltre a una conversazione di Gabriele Basilico con il regista Amos Gitai.

Didascalie immagini

  1. Giambattista Piranesi, Veduta dell’Arco di Tit o, incisione all’acquaforte. Venezia, Fondazion e Giorgio Cini, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe / 
    Gabriele Basilico, Arco di Tito, stampa ai sali d’argento con trattamento al selenio, 2010. Milano, Archivio Gabriele Basilico
  2. Giambattista Piranesi, Piramide di Caio Cestio, incisione all’acquaforte. Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe / 
    Gabriele Basilico, Piramide di Caio Cestio, stampa ai sali d’argento con trattamento al selenio, 2010. Milano, Archivio Gabriele Basilico
  3. Giambattista Piranesi, Veduta della Piazza del Popolo, incisione all’acquaforte. Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe / 
    Gabriele Basilico, Piazza del Popolo, stampa ai sali d’argento con trattamento al selenio, 2010. Venezia, Fondazione Giorgio Cini
  4. Giambattista Piranesi, Veduta dell’Arco di Settimio Severo, incisione all’acquaforte. Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe / 
    Gabriele Basilico, Arco di Settimio Severo, stampa ai sali d’argento con trattamento al selenio, 2010. Milano, Archivio Gabriele Basilico
  5. Giambattista Piranesi, Veduta del Ponte e Castello Sant’Angelo, incisione all’acquaforte. Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe / 
    Gabriele Basilico, Ponte Sant’Angelo e il Vaticano, stampa ai sali d’argento con trattamento al selenio, 2010. Venezia, Fondazione Giorgio Cini
  6. Giambattista Piranesi, Veduta interna del Pantheon, incisione all’acquaforte. Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe / 
    Gabriele Basilico, Pantheon, interno, stampa ai sali d’argento con trattamento al selenio, 2010. Milano, Archivio Gabriele Basilico

IN COPERTINA
Giambattista Piranesi, Veduta interna del Pantheon, incisione all’acquaforte. Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe /
Gabriele Basilico, Pantheon, interno, stampa ai sali d’argento con trattamento al selenio, 2010. Milano, Archivio Gabriele Basilico

Luogo:
Venezia, Palazzo Cini
Campo San Vio, Dorsoduro 864

Orario:
venerdì, sabato e domenica
ore 12:00-20:0 (ultimo ingresso 19:15)

Dove e quando

Evento: Piranesi Roma Basilico
  • Fino al: – 23 November, 2020
  • Sito web