È un tempo difficile quello che stiamo attraversando, l’esplosione della pandemia che un anno fa iniziava la sua diffusione globale anche oltre i confini cinesi ha cambiato radicalmente le nostre abitudini, alterando il modo di stare insieme, al momento in larga parte penalizzato dalle norme di contenimento, ma coltiviamo – come un fiore – la speranza che non sia per sempre.

È un momento oppresso da profonda tristezza, così tangibile da essere realmente palpabile nell’aria, e oltre le difficoltà materiali, di sostentamento economico che minano la vita di un numero sempre maggiore di persone, le cronache parlano anche di malesseri più insidiosi e striscianti, perché spesso quasi invisibili e difficili da identificare come la depressione; le statistiche sul consumo in aumento di psicofarmaci sono lì a testimoniare la concreta realtà del problema.

In questo clima pesante trovano nuova corrispondenza anche opere realizzate prima che il mondo impazzisse, in cui spinti da un sentimento universale scorgiamo attinenze più stringenti a questo grigio presente; un sentimento mosso dal bisogno che qualcuno – meglio con la giusta competenza per essere credibile – possa dirci che davvero andrà tutto bene, un necessario desiderio di conforto che porta a far emergere gemme nascoste, che in altri momenti erano passate inosservate.

È questo il caso del piccolo cortometraggio Bloom, realizzato dieci anni fa da Emily Johnstone e Brian Kistler allora studenti alla San José State University in California come saggio d’animazione, che ora ha attirato l’attenzione con un messaggio semplice e pieno di speranza, un raggio di luce ristoratore nell’oscurità che ci avvolge. Disegnato in animazione tradizionale Bloom è un frammento di poesia di soli quattro minuti, sufficienti a lanciare un messaggio positivo sulla grandezza di un piccolo gesto.

La capacità dell’animo umano di resistere alle avversità può trovare la forza di riemergere partendo dalla gentilezza e da azioni minime alla portata di tutti, ma capaci di generare un effetto di rinascita a catena – prima individuale e poi di conseguenza collettiva – di cui abbiamo estremo bisogno.
Bloom di Brian Kistler e Emily Johnstone si può vedere gratuitamente sulla piattaforma Vimeo.
 

 

Didascalie immagini

  1. Un fiore come simbolo di vita
  2. Il grigiore di momenti difficili
  3. L’allegria può essere contagiosa
  4. Ritorno alla luce

© 2011 San José State Animation Illustration / The ShrunkenHeadMan Club

IN COPERTINA
Coltivare bellezza come antidoto al grigiore
© 2011 San José State Animation Illustration / The ShrunkenHeadMan Club

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Bloom
  • Scritto e diretto da: Brian Kistler e Emily Johnstone
  • Direttore di produzione: Lauren Brown
  • Post produzione: Paul Yula, Mark Wanninger
  • Musica: Josh Zamora
  • Animatori: Astro Leon-Jhong, Danny Men, Heather Flynn, Man Yee Wong, Kevan Hom, Brandon Moore, Amy Kim, Jason Wong, Chris Lam, Christy Becker, Nikita Taranduke
  • Illustratori: Yen Nguyen, Joe Tirasuwan, Phil Wanardi, Jose Martinez, Eli Rosen, Lenny Hung, Dayton Skuse, Lorraine Yee, Marvin Aguilar, Eunsoo Jeong, Kristina Wayte
  • Produzione: San José State Animation Illustration in associazione con The ShrunkenHeadMan Club
  • Genere: Animazione
  • Origine: USA, 2011
  • Durata: 4′ minuti