Numero dedicato interamente a una tecnica artistica, il pastello, senza alcun ordine cronologico, stilistico, geografico.
I primi quattro saggi, oltre al quinto che arriverà nei prossimi mesi, sono infatti uniti da riflessioni su tematiche bisognose di luce come spiega Pierre Rosenberg nell’autorevole introduzione.
Il primo esamina Chardin, artista che affascina immediatamente chiunque abbia modo di osservarne l’opera, mentre il secondo guida fra la predilezione femminile per una tecnica gentile e delicata che ben si accostò, soprattutto a partire dal Settecento, al fare creativo delle artiste.
Nel terzo la trattazione si sposta all’Ottocento inglese e in particolare alla Confraternita Preraffaellita per poi concludere, temporaneamente, questa pubblicazione con il quarto saggio che focalizza su come, una tecnica da sempre associata prevalentemente al ritratto, ebbe invece spazio di impiego anche nella realizzazione di opere a tema sacro.

Indice
- Introduzioni
- di Pierre Rosenberg
de l’Académie française – Président-directeur honoraire du musée du Louvre - di Cinzia Colzi
Direttore editoriale - di Marica Guccini
Direttore scientifico
- di Pierre Rosenberg
- Chardin: il colore del pudore
di Marica Guccini - Donne in punta di pastello: da Rosalba Carriera a Mary Cassatt
di Elisabetta Morici - Frederick Sandys e il pastello nell’arte preraffaellita
di Silvia Cestari - Il sacro nei pastelli settecenteschi. L’esempio di Benedetto Luti
di Sara Pietrantoni
Data di pubblicazione: Dicembre, 2011