Chronicon Altinate, XI-XII secolo:
«L’anno sopradetto 421 il giorno 25 del mese di Marzo nel mezzo giorno del Lunedì Santo,
a questa Illustrissima et Eccelsa Città Christiana,
e maravigliosa fù dato principio ritrovandosi all’hora il Cielo in singolare dispositione…».
Il mito della città eletta da Dio inizia proprio con la la leggenda della sua fondazione, coincidente con la posa della prima pietra della Chiesa di San Giacométo a Rivo Alto il giorno dell’Annunciazione alla Madonna, narrazione tramandata da cronachisti e storiografi veneziani che assemblarono i vari racconti che si erano intrecciati nei secoli.

Fino al 25 marzo 2022, nel luogo simbolo del potere e della gloria, il Palazzo dei Dogi in Piazza San Marco, la possibilità di un viaggio nel tempo attraverso le opere dei maggiori maestri della storia di Venezia insieme ai suoi protagonisti: studiosi, architetti e antichi corrispondenti che scoprivano mondi lontani sulle rotte della Serenissima, con le merci più preziose e le arti più sfolgoranti, le carte navali, le monete, gli abiti delle cerimonie e della vita quotidiana, le insegne delle botteghe e il genio degli artigiani.

Venetia 1600 è la chiave di accesso per entrare in contatto con la storia e la vita di questa realtà unica per l’incrocio di culture, dei fasti derivati dal commercio e delle innovazioni sociali, ma anche delle sventure dalle quali ha sempre saputo risollevarsi, città che nasce e rinasce.

Curata da Robert Echols, Frederick Ilchman, Gabriele Matino, Andrea Bellieni e promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia si propone il difficile, ma entusiasmante, compito di raccontare le occasioni, i luoghi, i monumenti e i personaggi che ne hanno segnato la storia con un inedito punto di vista, quello degli innumerevoli momenti di crisi e rotture e delle altrettante rigenerazioni e rinnovamenti.

Proprio le “Nascite e rinascite” sono le tappe salienti della storia e dell’identità più, e più, volte chiamata a ridisegnare il suo futuro e ripensare il suo destino. Una visita da vivere seguendo le proprie emozioni ed entrando in simbiosi con le tante rappresentazioni succedutesi nei i secoli, attraversarne il mito e la sua iconografia di città della Vergine, di San Marco e della Giustizia.

Incontrerete così La Vergine Assunta che assiste all’Incoronazione di Venezia fatta dal Vescovo San Magno di Jacopo Palma il Giovane, il Leone di San Marco dipinto da Vittore Carpaccio, i ritratti dei dogi Francesco Foscari, Giovanni Mocenigo, Agostino Barbarigo, Leonardo Loredan, Andrea Gritti e le loro gesta.

Conoscete la Regina dei mari, la città fiorente e dominante, grande crocevia commerciale tra Europa e Levante tra esportazioni e importazioni di merci, persone, idee, ferita da fiamme che hanno distrutto il Fondaco dei Tedeschi, il mercato di Rialto, Palazzo Ducale per due volte, la città lagunare costruita e ricostruita con la propria particolare urbanistica.

La città che si ammala, Venezia supplica la Vergine di intercedere con Cristo per fermare la peste nella grande tela di Tintoretto, La processione del Redentore di Joseph Heintz il Giovane, San Sebastiano e San Rocco protettori dalle malattie contagiose.

Nel secolo più fastoso, il Settecento, che pone fine della Serenissima, mentre Nettuno offre a Venezia i doni del mare nel grande olio di Giambattista Tiepolo, ecco il teatro e la musica, Carlo Goldoni ritratto da Alessandro Longhi e la cantante Faustina Bordoni da Rosalba Carriera, e naturalmente la Fenice, forse la più famosa delle tante rinascite veneziane.

Attraversato il Settecento con le bianche statue di Canova scolpite mentre Venezia passa dai francesi agli austriaci e viceversa, si arriva nell’era moderna, con la ferrovia che taglia la laguna, in secoli faticosi scanditi dal primo incendio della Fenice nel 1836 e dal crollo del campanile di San Marco nel 1902, e dalla loro ricostruzione.

Assisterete a come Venezia diviene motore internazionale dell’arte contemporanea, con la prima Biennale del dopoguerra e l’arrivo in laguna di Peggy Guggenheim, mentre il Fronte Nuovo delle Arti si spacca nel dibattito fra astrazione e realismo e le opere dei giovani artisti internazionali come Jackson Pollock si mescolano a quelle degli artisti veneziani come Emilio Vedova, e sull’orizzonte sorge Marghera.

Tutte le arti, compresa la decima musa, sono state chiamate a raccolta per ripensare ai sedici secoli della Serenissima, tra trionfi e domini, di terra e di mare, grandezza e bellezza, ma anche tra incendi, sconfitte militari e pestilenze, fino all’Acqua Granda del 1966 e del 2019 rappresentate simbolicamente in mostra dall’opera The Raft (La zattera), straordinario “cameo” dell’artista multimediale Bill Viola.

Eccellente il catalogo edito da Museum Musei, in doppia edizione italiana e inglese, in particolare per la cura e la dovizia di particolari riservata alle quasi trecento tra opere d’arte, manufatti antichi e documenti rari esposti in mostra.