Come combattere il grigiore dell’autunno, e immaginare di essere in primavera anche se fuori piove e alle sei del pomeriggio sembra già notte fonda? I libri aiutano sempre, e questo aiuta anche di più: si tratta di Monet. L’essenziale, opera di Anne Sefrioui da poco pubblicata da L’ippocampo, un leporello tutto da sfogliare, per sospirare di fronte ai suoi dipinti, ai paesaggi e alla loro luce.

Il Raffaello dell’acqua, lo avevano definito, perché forse nessuno tra gli impressionisti riesce a rendere meglio di lui la vita e il movimento delle acque, che si tratti di quelle del mare (spesso tempestoso) della Normandia, o del suo amato stagno di ninfee a Giverny.

La natura è infatti sempre stata per Monet una inesauribile fonte di ispirazione, dall’incontro fatale con Eugène Boudin che per primo gli disse “Studi, impari a vedere e a dipingere, faccia paesaggi” ai rapporti coi pittori della scuola di Barbizon, fino all’incontro con gli altri artisti che fanno parte del gruppo degli impressionisti, gruppo eterogeneo, ma animato dalle stesse convinzioni e dalla necessità quasi fisica di uscire dagli atelier e dipingere all’aria aperta, sur le motif. E poi, partendo dal suo stagno di ninfee, una progressiva rarefazione del soggetto, fino a che piante e fiori e acqua e alberi diventano solo colori, solo pennellate, solo tratti indistinti: saranno stati i suoi problemi alla vista, oppure la sua ricerca sempre più spinta sul gesto e sul colore, fatto sta che gli ultimi dipinti di Monet sono formalmente più vicini all’espressionismo astratto americano che a quelle di Boudin o Pissarro. E se l’importanza di un pittore si capisce anche dai semi che lui getta, e che spetterà ad altri veder crescere, allora Monet è stato un ottimo giardiniere. Ma questo in fondo lo sapevamo.

Dettagli

Didascalia immagine

la copertina del volume

Anne Sefrioui
Monet. L’essenziale
dimensioni 17 x 24 cm
rilegatura leporello
pagine 192
L’ippocampo
Isbn 9788867225798