Il Teatro Alla Scala per la stagione d’opera 2021/2022 propone per la prima volta un’opera di Francesco Cavalli, considerata tra le sue migliori creazioni, La Calisto, per cinque rappresentazioni di cui l’ultima questa sera.
Finalmente un’opera del compositore cremasco al Piermarini, un autore un po’ dimenticato in Italia mentre molto rappresentato ed apprezzatissimo all’estero, in particolare Austria, Francia e Germania.

Il debutto avvenne a Venezia al teatro Sant’Apollinare nel 1651, ma bisogna arrivare al 1970 per ricreare un nuovo interesse per l’opera barocca il cui libretto, di Giovanni Faustini, trae ispirazione dalle Metamorfosi di Ovidio, frutto di una collaborazione, quella con il musicista, che durerà circa dieci anni, molto importante per la storia dell’opera veneziana.

Ad una visione superficiale l’opera potrebbe apparire una storia libertina con aspetti erotici e risvolti comici: un tenore che interpreta Linfea e un baritono che canta in falsetto la parte di Giove trasformatosi in Diana.
Con il passare degli anni la visione dell’opera è diventata più complessa e seppur siano rimasti momenti esilaranti prevale l’aspetto più concreto.

David Mc Vicar, regista di fama mondiale insignito di importanti onorificenze,  ha preso in considerazione la visione più articolata e ha tenuto ben presente il periodo in cui Venezia era importante per la libertà personale, filosofica, scientifica e politica.

Nel personaggio di Endimione, pensatore e astronomo,  difensore dell’indipendenza dell’intelletto vi è un chiaro riferimento a Galileo Galilei nel periodo in cui fu costretto a rinnegare le sue idee considerate rivoluzionarie.
Il palcoscenico è infatti un osservatorio astronomico con un enorme telescopio puntato verso la volta celeste ed il pavimento è un cielo astrale in cui si muovono tutte le numerose figure dell’opera, un intreccio tra personaggi mitologici e popolari.

Hanno  contribuito in maniera determinante alla riuscita di questo spettacolo: per le scene, veramente brillanti, Charles Edwards, per gli straordinari costumi Doey Lüthi, per le luci, utilizzate con estrema professionalità, Adam Silverman, per la coreografia, coinvolgente, Jo Meredith e per i video, cruciali, Rob Vale.

Il cast è formato da nomi importanti: Chen Reiss, soprano, è Calisto, una voce bellissima ed una sicurezza in scena di una artista con una carriera che dura da tantissimi anni.
Luca Tittoto, basso, è Giove, voce potente e fisico adatto per il personaggio interpretato, una carriera in continua ascesa.

Veronique Gens, soprano, è Giunone, una voce sicura in un repertorio che le appartiene da tanti anni e l’esperienza si sente e si vede dalla disinvoltura del canto e dei movimenti.
Christophe Dumaux, controtenore, è Endimione, un cantante presente in tutti i teatri del mondo ed esperto di Barocco, voce straordinaria ed incredibilmente bella, interpretazione da brivido di questo personaggio disposto a tutto per l’amore di Diana, emozionante il duetto “Dolcissimi baci” e l’aria “Lucidissima face“.
Markus Werba, baritono, è Mercurio, voce importante, ha affrontato nella sua carriera – iniziata fin da giovanissimo – svariati ruoli in numerose opere di epoche diverse, qui ha dato prova di grande bravura anche come attore.
Olga Bezsmertna, soprano, è Diana, una bella voce ed una ottima presenza scenica.

Chiara Amarù, mezzosoprano, è Linfea, una voce importante e molto apprezzata che inizia la sua carriera giovanissima, qui è veramente in ruolo aiutata anche dall’utilizzo intelligente della sua fisicità.

Damiana Mizzi, soprano, è il Satirino, brava , anche molto comica nel suo ruolo, con gli altri Satiri: Claudio Pellegrini, Luca Tomao e Antonio Catalano hanno movimentato la scena con in loro atteggiamenti morbosamente sensuali.

John Tessier, tenore, è Pan, un cantante che ha affrontato numerosi ruoli diversi tra loro, una voce piacevole.
Luigi Di Donato, basso, è Silvano, conoscitore del repertorio barocco, voce gradevole.
Stefania Bovolenta, Elena Dalè e Aurora Dal Maso sono le Ninfe, molto brave.
Federica Guida, soprano, è l’Eternità e Svetlina Stoyanova, mezzosoprano, è Il Destino, brillanti.

Il direttore, Christophe Rousset, specializzato nella riscoperta di opere rare o inedite, famoso anche come clavicembalista, dirige l’ensemble Les Talens Lyriques da lui stesso fondato nel 1991.

Una straordinaria intesa tra direttore e musicisti ha dato vita ad una direzione sicura ed elegante che ha letteralmente incantato il numerosissimo pubblico presente, che ha accolto con numerosi minuti di applausi questa eccezionale produzione.
Auguriamoci che sia l’inizio di una rinascita per un compositore che ha scritto pagine di musica sublime, che merita una grande attenzione da parte della nostra nazione dove ogni teatro dovrebbe essere orgoglioso di rendere merito ad un nome così importante della storia della musica.

Dettagli

Didascalia immagini

alcuni scatti durante la rappresentazione
foto Marco Brescia & Rudy Amisano ©Teatro alla Scala

LA CALISTO

di Francesco Cavalli
Nuova produzione

Christophe Rousset, direttore

David McVicar, regia

Charles Edwards, scene
Doey Lüthi, costumi
Adam Silverman, luci
Jo Meredith, coreografia
Rob Vale, video

Interpreti e Personaggi

  • Chen Reiss, Calisto
  • Olga Bezsmertna, Diana
  • Luca Tittoto, Giove
  • Véronique Gens, Giunone
  • Christophe Dumaux, Endimione
  • Luigi De Donato, Silvano
  • Markus Werba, Mercurio
  • Chiara Amarù, Linfea
  • Federica Guida, Furia/Eternità
  • Svetlina Stoyanova, Furia/Destino
  • John Tessier, Pane/Natura
  • Damiana Mizzi, Satirino

Orchestra del Teatro alla Scala su strumenti storici
Les Talens Lyriques

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro alla Scala - via Filodrammatici, 2 - Milano
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Fino al: 13 Novembre, 2021