Chi non ha trepidato durante il countdown di Space Oddity, ricordato la Berlino del muro con Heroes, sentitosi portatore di messaggi cosmici canticchiando “There’s a starman waiting in the sky…”? David Bowie ci lascia questi grandi pezzi di anima new wave, immortali e leggendari come “l’uomo delle stelle”.
Il maestro giapponese Masayoshi Sukita dedica cento scatti iconici al Duca Bianco con l’esposizione palermitana intitolata Heroes: Bowie by Sukita, prorogata fino al 30 aprile e in corso presso la Fondazione Sant’Elia. Le immagini fotografiche di David Bowie, calamitanti e avvolgenti, catapultano lo spettatore nel mondo visionario del cantante, interpretato da Sukita con la raffinatezza di un cultore del bello. Alcuni ritratti sono esposti per la prima volta in Italia e la mostra include anche una coinvolgente videoinstallazione che fa immergere in profondità nell’universo di Bowie e Sukita.

Il fotografo nel 1972 si recò a Londra per immortalare Marc Bolan e i T-Rex, ma rimase affascinato dal manifesto che pubblicizzava un concerto di David Bowie, ancora sconosciuto per lui. La sua immagine però lo aveva folgorato a tal punto da voler assistere al concerto e da affermare: “Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. In quella circostanza osservai Bowie esibirsi con Lou Reed ed era davvero potente… Bowie era diverso dalle altre rockstar, aveva qualcosa di speciale che dovevo assolutamente catturare con la mia macchina fotografica”.
Sukita incontrò Bowie di persona grazie all’amica Yasuko Takahashi, stylist per Kansai Yamamoto, che disegnò i costumi di scena del cantante durante il periodo dell’album Ziggy Stardust; alcuni costumi sono ritratti anche in alcune foto della mostra. Yasuko propose il portfolio dei lavori di Sukita per campagne pubblicitarie e fotografia di moda al manager di Bowie, che gli accordò uno shooting. Il cantante fu catturato dallo stile del maestro giapponese e nonostante il servizio si fosse svolto in silenzio per via delle differenze linguistiche, tra i due era nata un’intesa umana e artistica destinata a durare sino alla scomparsa del “Duca Bianco”, nel 2016.

Nel 1973 Sukita fu chiamato a ritrarre Bowie in un nuovo servizio a New York, negli studi della RCA, ma l’incontro più rilevante avvenne nel 1977 quando Bowie fu a Tokyo per la promozione dell’album The Idiot di Iggy Pop. Sukita seguì i due per la conferenza stampa promozionale e i concerti, e durante un day off chiese a Bowie e Iggy Pop di posare per lui in una breve sessione fotografica. In sole due ore, una per ogni artista, Sukita consumò sei rullini e in questa occasione prese vita la fotografia che sarebbe poi divenuta la nota copertina dell’album Heroes, un’icona della storia musicale. Bowie infatti qualche mese dopo contattò Sukita perché doveva scegliere l’immagine da utilizzare come cover per il suo nuovo disco, sicché chiese di poter usare una delle immagini dello shooting giapponese; fu scelta così proprio l’immagine che Sukita, tra tutte, preferiva.
Fotografo e cantante lavorarono insieme quasi tutte le volte in cui l’uno si trovava nel Paese dell’altro e ai servizi in studio seguirono presto anche servizi fotografici più intimistici, come quello dei giorni di vacanza e divertimento a Kyoto nel 1980. Dal sodalizio tra i due nacquero alcune delle immagini più celebri dell’artista britannico, che peraltro lo immortalano anche in momenti di naturale spontaneità, come lo scatto KI, del 1989: qui Bowie sta ascoltando un disco di Ryūichi Sakamoto e guarda l’obiettivo aprendosi al fotografo come mai fino ad allora; non per nulla KI in giapponese ha il doppio significato di “anima” e “aria”.

Vedremo dunque il “Duca Bianco” posare per intero in abiti dai colori sgargianti, zeppe e capelli rosso fiamma, con il viso tra le mani e i capelli arruffati, con l’espressione seria, barba e giacca di tweed, con una veste più androgina e delicata, o con un abito scultura dalle linee optical, tutte facce di un artista cangiante e multiforme, elegante e alternativo, carismatico performer, emblema di un’epoca.
Dettagli
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Immagine in mostra
© Photo by Sukita 2020
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© Photo by Sukita 2020
IN COPERTINA
Immagine in mostra
© Photo by Sukita 2020
Palazzo Sant'Elia,
Via Maqueda, 81
Palermo
Orari:
dal lunedì al mercoledì, 09:30 - 18:00
(ultimo ingresso ore 17:00);
dal giovedì al venerdì, 09:30 - 20:00
(ultimo ingresso ore 19:00);
sabato e domenica chiusi.
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Via Maqueda, 81
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dal lunedì al mercoledì, 09:30 - 18:00
(ultimo ingresso ore 17:00);
dal giovedì al venerdì, 09:30 - 20:00
(ultimo ingresso ore 19:00);
sabato e domenica chiusi.
Sito web: https://www.fondazionesantelia.it/