Dante visse in un contesto culturale in cui gran parte dei messaggi politico-sociali-religiosi erano affidati al mondo delle immagini che, solo di rado, venivano relegate al rango di pura decorazione. Dobbiamo quindi immaginare, come del resto spesso evidenziato dagli studiosi, che il poeta trasse diverse suggestioni dalle raffigurazioni e dalle opere che ebbe modo di vedere nelle sue peregrinazioni per le corti italiane all’indomani dell’esilio.

Dante. Gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio è la mostra che il Comune di Ravenna e il MAR – Museo d’Arte della città dedicano al poeta in occasione della ricorrenza del settimo centenario della morte. L’intento dell’esposizione, che aprirà il prossimo 24 aprile se le condizioni pandemiche lo renderanno possibile, è proprio quello di ricostruire il panorama artistico dell’epoca per comprendere più a fondo il contesto nel quale Dante visse e il ruolo che l’esperienza visiva poté avere nella concezione delle sue opere.

La mostra curata da Massimo Medica ospiterà capolavori di Cimabue, Giotto e altri importantissimi maestri dell’epoca, ma tra le opere più attese vi è la Madonna in Trono con Bambino prestata dal Louvre, grande scultura che in origine vegliava il sepolcro del poeta e che grazie a questo prestigioso accordo torna a Ravenna dopo oltre centosessanta anni. Realizzata tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, la scultura dava il nome a quella “Cappella della Madonna” addossata al muro del convento di San Francesco a Ravenna dove, all’indomani della morte avvenuta il tra il 13 e il 14 settembre del 1321, fu sepolto Dante. Nel Settecento, in seguito alle revisioni della tomba, essa fu rimossa e se ne persero le tracce fino a quando a metà dell’Ottocento ricomparve sul mercato antiquario. Fu poi il grande storico dell’arte Corrado Ricci a ricondurre l’opera in questione a quella giunta al Louvre nel 1884 come dono dal barone Jean-Charles Daviller che l’aveva appunto acquistata sul mercato ravennate. Seppure ancora derivante dalla tradizione bizantina, la scultura risulta tuttavia già rivista secondo una sensibilità più occidentale e gotica. Più propriamente si tratta di un altorilievo marmoreo che rappresenta la Vergine in trono elegantemente drappeggiata all’antica con in braccio il Bambino benedicente, raffigurato come autorevole Maestro che tiene in mano il Rotolo delle Sacre Scritture.

Se Madonna in Trono con Bambino è la scultura che chiuderà la mostra, sarà un’altra scultura, anch’essa altrettanto potente e clamorosa, ad aprirla. Stiamo parlando di un’opera iconica proveniente dal Museo Civico Medievale di Bologna, la scultura in bronzo dorato raffigurante Bonifacio VIII, colui che condannò il Poeta all’esilio.
Ovviamente parlando di arti e di Dante non si poteva non dedicare un’introduzione a Firenze, città d’origine del poeta che dalla metà del Duecento era stata protagonista di un’inedita fioritura artistica culminata nell’esperienza di Cimabue e di Giotto. I maestri sono infatti entrambi rappresentati in mostra con opere datate al periodo di permanenza fiorentina di Dante che egli con ogni probabilità ebbe modo di ammirare. È ormai vulgata il fatto che si debba del resto a Giotto, grazie alla scoperta del vero e della certezza dello spazio misurabile, una dimensione più universale e italiana della pittura, spesso paragonata all’opera stessa di Dante per la sua ricerca di una lingua, il “volgare illustre”, di portata peninsulare. Prestigiosi quindi i prestiti di opere giottesche come la Madonna di San Giorgio alla Costa del Museo Diocesano di Firenze, o il Polittico di Badia degli Uffizi in origine collocata nell’omonima chiesa a pochi passi dalla casa natale dell’Alighieri.

Nel 1302 Dante lasciò poi Firenze e iniziò le sue peregrinazioni tra Roma, Arezzo, Verona, Padova, Bologna, Lucca, Pisa, Ravenna, accrescendo via via il suo bagaglio di immagini e sollecitazioni artistiche. In queste corti, che si andavano arricchendo dell’operato di importanti artisti, il girovago Dante ebbe infatti modo di attraversare le più significative vicende artistiche del periodo caratterizzato da profonde mutazioni e novità.
Per ricostruire l’ambiente romano che il poeta visitò nel 1300 e poi nel 1301, approdano in mostra opere preziose come ad esempio due frammenti di affresco con i santi Pietro e Paolo attribuiti a Jacopo Torriti e provenienti dal distrutto ciclo pittorico del portico di San Pietro. Fu proprio dalla città eterna che, ricevuta la notizia della sua condanna definitiva, Dante iniziò poi il viaggio che lo portò in giro per le corti italiane.

Diverse furono le tappe, a partire dalla Forlì degli Ordelaffi e poi la Verona scaligera che stava vivendo un interessante momento di sviluppo artistico promosso da Cangrande della Scala. Sempre in questo periodo va poi con grande probabilità inserito il soggiorno padovano del poeta, città nella quale giunse mentre Giotto stava dipingendo un capolavoro assoluto, la Cappella degli Scrovegni, quanto di più innovativo la pittura sapeva esprimere tanto da indurre Dante stesso ad affermare che “ora ha Giotto il grido”.
Fu poi la volta di Bologna, città nella quale Dante si era già recato da studente diversi anni prima, dove con grande probabilità poté saggiare molti esempi di quelle miniature che arricchivano i preziosi libri giuridici dell’antica Università e per la quale la città deteneva il primato assieme a Parigi. Se ne rammenterà ancora Dante quando, scrivendo l’XI canto del Purgatorio, menziona il miniatore Oderisi da Gubbio superato dal fantomatico Franco Bolognese. La miniatura, forma espressiva così importante anche in relazione al suo legame con i testi scritti, verrà rappresentata in mostra da diversi esemplari.

I soggiorni danteschi continuarono poi nella Marca Trevigiana, nella Lunigiana dei Malaspina, nel Casentino, a Lucca e poi a Pisa. In queste due ultime città Dante ebbe in particolare l’occasione di vedere le opere che Nicola e Giovanni Pisano stavano eseguendo, rappresentate in mostra da calchi e sculture originali che, assieme a opere di Arnolfo di Cambio, testimoniano la preminenza attribuita dal poeta all’arte plastica come attestano numerose citazioni della Commedia.

Nel 1318, poi, Dante raggiunse Ravenna dove da poco si era insediato Guido Novello da Polenta, signore che garantì alla città un periodo di pace e prosperità coltivando e promuovendo la cultura a corte. Fu in questo periodo, infatti, che a Ravenna si documenta la presenza dei pittori giotteschi Giovanni, Giuliano e Pietro da Rimini dei quali in mostra si presentano interessanti opere.
Gli ultimi approfondimenti saranno infine dedicati all’arte veneziana per documentare l’ultima impresa diplomatica del poeta. Fu infatti per conto del Da Polenta che Dante giunse in laguna contraendo, durante il suo viaggio di ritorno, la malaria, malattia che gli fu fatale e gli procurò la morte una volta tornato a Ravenna nel 1321.
Dettagli
Didascalie immagini
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Cimabue (Cenni di Pepo detto) (Firenze doc. 1272-1301), I santi Crisante e Abbondio (montati negli sportelli esterni di un Tabernacolo reliquiario), XIII secolo, miniature ritagliate realizzate a penna su pergamena e parzialmente colorate, 46x31 cm, Gubbio, Museo Civico Palazzo dei Consoli
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Maestro veneziano-ravennate (fine XIII sec.), Madonna in Trono con Bambino, Altorilievo, marmo, cm. 93. 5 x cm. 51. 5 x cm. 1. 95, Parigi, Museo del Louvre
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Manno di Bandino da Siena (documentato a Bologna dal 1286 al 1315-16), Statua di Bonifacio VIII, 1301, rame battuto e bronzo fuso, anima in legno, 275x96x34 cm, Bologna, Museo Civico Medievale
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Maestro della Croce n. 434 (Firenze, ca. 1230-1250), San Francesco riceve le stigmate, tavola, 81x51 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi - Galleria delle Statue e delle Pitture
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Maestro di Forlì, Trittico con storie della Vergine e Santi, 1290-1300, tempera su tavola, 38x27/39x14.5/39x14.5 cm, Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica
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Nerio (attivo a Bologna nel primo quarto del XIV secolo), Resurrezione di Cristo, iniziale ritagliata da Graduale, 280x183 mm, Venezia, Fondazione Giorgio Cini onlus
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Arnolfo di Cambio (Colle Val d’Elsa ca. 1245-Firenze ca. 1302), Donna alla fonte, XIII secolo, marmo di Cararra, 37x54x27 cm, Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria
IN COPERTINA
Giuliano da Rimini, L'incoronazione della Vergine, Santi, scene della Passione e Morte di Cristo, tempera all'uovo e oro su tavola, 190.5x205.5 cm, Collezioni d'Arte, Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini
[particolare]
Didascalie immagini
- Cimabue (Cenni di Pepo detto) (Firenze doc. 1272-1301), I santi Crisante e Abbondio (montati negli sportelli esterni di un Tabernacolo reliquiario), XIII secolo, miniature ritagliate realizzate a penna su pergamena e parzialmente colorate, 46x31 cm, Gubbio, Museo Civico Palazzo dei Consoli
- Maestro veneziano-ravennate (fine XIII sec.), Madonna in Trono con Bambino, Altorilievo, marmo, cm. 93. 5 x cm. 51. 5 x cm. 1. 95, Parigi, Museo del Louvre
- Manno di Bandino da Siena (documentato a Bologna dal 1286 al 1315-16), Statua di Bonifacio VIII, 1301, rame battuto e bronzo fuso, anima in legno, 275x96x34 cm, Bologna, Museo Civico Medievale
- Maestro della Croce n. 434 (Firenze, ca. 1230-1250), San Francesco riceve le stigmate, tavola, 81x51 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi - Galleria delle Statue e delle Pitture
- Maestro di Forlì, Trittico con storie della Vergine e Santi, 1290-1300, tempera su tavola, 38x27/39x14.5/39x14.5 cm, Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica
- Nerio (attivo a Bologna nel primo quarto del XIV secolo), Resurrezione di Cristo, iniziale ritagliata da Graduale, 280x183 mm, Venezia, Fondazione Giorgio Cini onlus
- Arnolfo di Cambio (Colle Val d’Elsa ca. 1245-Firenze ca. 1302), Donna alla fonte, XIII secolo, marmo di Cararra, 37x54x27 cm, Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria
IN COPERTINA
Giuliano da Rimini, L'incoronazione della Vergine, Santi, scene della Passione e Morte di Cristo, tempera all'uovo e oro su tavola, 190.5x205.5 cm, Collezioni d'Arte, Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini
[particolare]
Sito web: http://www.mar.ra.it/ita/Mostra/Le-Arti-al-tempo-dell'esilio
Dove e quando
Evento: Dante. Gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio
Indirizzo:
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Date: 24 April, 2021 - 04 July, 2021