Biglietti esauriti da tempo, anche per le cinque repliche, per l’attesissimo ritorno del maestro Riccardo Muti sul podio di Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino per dirigere Macbeth di Giuseppe Verdi, melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei dall’omonima tragedia di William Shakespeare, di cui è pressoché impossibile trovare nuove espressioni per la più cupa, e profonda, meditazione che la civiltà occidentale abbia prodotto sui temi del male, del potere, del destino, della colpa. Gli eterni temi del bardo, riletti nel 1847 dal genio verdiano che infonde alla tragedia una forza nuova, visionaria, anticipando il proprio linguaggio futuro.

Il risultato è un’opera di potenza terrificante con una veste orchestrale nera e lucente, in cui evoca streghe e fantasmi dalla bruma scozzese con cabalette infuocate, marcette demoniache, danze infere, e un tipo di canto velato e soffocato, curato nelle minime inflessioni. Nulla della tragedia originale è perso, anzi è arricchito, tanto che Verdi considerò, questa sua decima opera, la migliore composta fino a quel momento, nei giovanili anni di lavoro forsennato (o «di galera» come li definiva lui). Riccardo Muti dirige Macbeth da mezzo secolo, affinandola sempre di più e, oggi, ne è il massimo conoscitore.

Questo nuovo allestimento – dal grande impatto visivo e capace di immergere lo spettatore nell’inconscio del protagonista – scava nei tormenti dei personaggi e nel sangue versato per sete di dominio, colpa impossibile da lavare via, nel desiderio che si trasforma in condanna. Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio, sottolinea «Con Macbeth la nostra ‘Stagione Rosso’ trova una delle sue espressioni più intense nel conflitto profondo tra desiderio di potere e responsabilità morale, in quella “regione cruciale” dell’anima dove ogni scelta lascia un segno. È proprio questa tensione, così attuale e universale, che rende il ritorno al Regio di Riccardo Muti con questo titolo un momento di straordinario valore artistico. Si rinnova un legame fondato su stima reciproca, rigore e altissima qualità musicale: il Maestro Muti è un interprete che scava nella partitura fino a restituirne la verità teatrale più profonda, e Macbeth – opera che lo accompagna da tutta la vita – trova in lui una guida capace di coniugare tensione drammatica e lucidità musicale.

La nuova produzione firmata da Chiara Muti, con uno sguardo che penetra lo spazio interiore del protagonista e il confine instabile tra visibile e invisibile, indaga il dramma della coscienza e della percezione, dove bene e male si confondono. È un allestimento che parla direttamente al nostro tempo, perché mette al centro la responsabilità individuale, il peso delle scelte e le conseguenze morali del potere. Con Macbeth il Regio conferma così la propria vocazione di teatro che, attraverso la forza della musica e della scena, invita il pubblico a confrontarsi con le domande più profonde dell’essere umano».

Presenti alla seconda replica, la pomeridiana della domenica, fa piacere constatare che si tratterebbe di un miraggio vedere una poltrona vuota!
Alle 15 è entrato il maestro Riccardo Muti accolto con una standing ovation, si sono spente le luci, una magia musicale e visiva ha avuto inizio.
Impianto scenico fisso dove il fango della brughiera prevale su tutto e i mantelli delle streghe si confondono. Al centro del palcoscenico un cerchio sprofonda nel nulla, oscurità demoniaca per la nebbia, il fumo del calderone delle streghe e le luci – straordinarie – di Vincent Longuemare. Di forte impatto la comparsa al centro della scena, durante il rito infernale del terzo atto, il grande occhio inquietante che scruta anche il pubblico. Particolari le ombre e i movimenti dei cavalieri che combattono proiettate su teli in fondo al palcoscenico.

I costumi di Ursula  Patzak sono curatisimi nei nei minimi particolari.
Sempre nel terzo atto, anche la parte ballabile (solitamente tagliata), ha un fascino raro con la pantomima demoniaca (coreografie di Simone  Valastro). Possiamo quindi affemare che, Chiara Muti e la sua squadra, hanno realizzato una narrazione indimenticabile insieme alla musica. Il maestro Riccardo Muti ha optato per la versione del 1865 senza tagli e la sua lettura esalta la partitura. Tinte fosche e oscure, sonorità e colori bellissimi, con l’Orchestra e il Coro del teatro che lo seguono in una performance di altissimo livello; da brividi il Coro, diretto dal maestro Piero Monti, in “Patria oppressa“.

Nel cast dei cantanti, il baritono Luca Micheletti offre anche le capacità attoriali in un Macbeth di grande intensità; la sua voce è preziosa, scura, il timbro caldo con parole e accenti che fanno la differenza. 
Lidia Fridman (che torna al Teatro Regio dopo il Ballo in Maschera del 2024 sempre diretto dal Maestro Riccardo Muti) è una Lady Macbeth che definiremmo straordinaria, molto avvenente in un personaggio perfido e ambiguo – che sprona il marito titubante a commettere delitti – assetata di potere, ma, alla fine, vittima della sua stessa follia. Vocalmente perfetta, raggiunge altissimi risultati nella scena del sonnambulismo.

Bene Banco del basso Maharram Huseynov come Macduff del tenore Giovanni Sala, buon timbro e bel colore, e anche la dama di Lady Macbeth del soprano Chiara Polese e Malcom del tenore Riccardo Rados .

Alla fine dello spettacolo altri applausi, ancora tutti in piedi per il direttore Riccardo Muti e anche per la Lady Macbeth di  Lidia Fridman, come per tutti gli altri.
Veramente una domenica che ricorderemo.

Dettagli

Macbeth
melodramma in quattro atti
musica di Giuseppe Verdi
libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei
dall’omonima tragedia di William Shakespeare

Direttore d’orchestra Riccardo Muti

Regia Chiara Muti

Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino

Personaggi Interpreti

  • Macbeth, generale dell’esercito del re Duncano (baritono) Luca Micheletti
  • Lady Macbeth, moglie di Macbeth (soprano) Lidia Fridman
  • Banco, generale dell’esercito del re Duncano (basso) Maharram Huseynov
  • Macduff, nobile scozzese, signore di Fiff (tenore) Giovanni Sala
  • La dama di Lady Macbeth (soprano) Chiara Polese
  • Malcolm, figlio di Duncano (tenore) Riccardo Rados
  • Il medico (baritono) Luca Dall’Amico
  • Un domestico di Macbeth (baritono) Eduardo Martínez *
  • Il sicario (basso) Tyler Zimmerman *
  • L’araldo (tenore) Daniel Umbelino *
  • Prima apparizione (baritono) Mattia Comandone / Lorenzo Battagion
  • Seconda apparizione (voce bianca) Luca Degrandi / Chloe Isabella Zarrilli / Amelia Volta
  • Terza apparizione (voce bianca) Jacopo Gallo / Francesco Bogino
  • Fleanzio, figurante, Silvano Giannini

* Artista del Regio Ensemble

Scene Alessandro Camera
Costumi Ursula Patzak
Luci Vincent Longuemare
Coreografia Simone Valastro

Nuovo allestimento Teatro Regio in coproduzione con
Teatro Massimo di Palermo

Ultima replica, oggi, 7 marzo ore 15

Didascalie immagini

alcuni scatti durante la rappresentazione di Macbeth
courtesy Ufficio stampa Teatro Redio di Torino

  1. foto © Mattia Gaido
  2. foto © Mattia Gaido
  3. foto © Daniele Ratti
  4. foto © Mattia Gaido
  5. foto © Mattia Gaido
  6. foto © Daniele Ratti
  7. foto © Mattia Gaido
  8. foto © Mattia Gaido

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro Regio - Piazza Castello, 215 - Torino
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Fino al: 07 Marzo, 2026