La cittadina di Tresigallo, situata una quindicina di chilometri a est di Ferrara, costituisce un esempio interessante di quelle che vengono definite “città di fondazione”, e cioè nuclei urbani nati secondo un preciso progetto urbanistico e realizzati in tempi brevi con un intervento unitario. Di origini medioevali, situata al confine fra l’esarcato di Ravenna ed il regno longobardo, Tresigallo costituì il centro delle attività di bonifica avviate dagli Estensi durante il XVI secolo. Il paese visse però il periodo di maggiore sviluppo e prosperità a partire dai primi anni Trenta del Novecento, con la costruzione di una strada a scorrimento veloce verso Ferrara.

In questi anni, il tresigallese Edmondo Rossoni, sindacalista e uomo politico durante il Ventennio fascista – fu ministro dell’Agricoltura fra il 1935 e il 1939 – promuove la trasformazione di quello che era un modesto borgo agricolo in cittadina industriale, con l’obiettivo di arginare la fuga dalle campagne – che già all’epoca costituiva un problema – dando vita a una realtà basata sull’industria di trasformazione dei prodotti agricoli locali, che avrebbe creato benessere senza sradicare le forze lavoro dal territorio: un progetto che portò in pochi anni un borgo di appena cinquecento abitanti a crescere fino ad attirare oltre settemila persone.

Nella logica urbanistica e simbolico-formale che impronta la realizzazione di Tresigallo rivive il mito della città ideale del Rinascimento, secondo interessanti modelli di architettura e urbanistica che si ispirano a principi ben diversi da quelli delle contemporanee realizzazioni nell’Agro Pontino. Con la bonifica della palude pontina, decisa nel 1928, nascevano infatti numerose città, da Pomezia a Littoria (oggi Latina), da Sabaudia a Pontinia, tutte caratterizzate da un’architettura spesso magniloquente e trionfalistica; sorte in mezzo al nulla, appaiono ispirate prima di tutto a intenti di propaganda politica, senza alcun aggancio con la realtà del territorio circostante, con le dispersioni, i ritardi, gli errori e lo sperpero di denaro pubblico che ne conseguirono.

La nuova Tresigallo nasceva dalla volontà di un singolo: Edmondo Rossoni seguiva costantemente lo sviluppo di quella che considerava la sua creatura – il luogo in cui applicare il progetto di quella società corporativa in cui credeva – inviando a getto continuo da Roma appunti e disegni all’ingegner Frighi che coordinava i cantieri sul posto. “A Tresigallo le nuove strutture razionaliste vengono realizzate a misura d’uomo, proprio perché la nuova cittadina venne pensata per ‘andar incontro’ alle esigenze sociali, quelle della comunità. Ecco perché Tresigallo si differenzia quasi totalmente dalle altre città nuove: per la sua armoniosa complessità, per l’interessante visione sociale che stava a monte del progetto urbano“.1

Sorgevano così la Scuola del ricamo per le ragazze, l’acquedotto, l’asilo nido, la Casa del Balilla (poi Casa della G.I.L. – Gioventù Italiana del Littorio), i bagni pubblici, la sala da ballo, la scuola elementare, il Teatro Corporativo, l’edificio delle Assicurazioni Generali Venezia. All’esterno del nucleo urbano, la zona industriale comprendeva una decina di stabilimenti tutti dedicati alla trasformazione dei prodotti dell’agricoltura locale.

La progettazione di Tresigallo “Città del Novecento”, è improntata allo stile architettonico e urbanistico razionalista, e costituisce il maggior esempio in Italia di applicazione delle teorie elaborate dalla scuola tedesca del Bauhaus sulla progettazione e realizzazione della “città nuova” quale esempio di gestione democratica del territorio. Tresigallo è una delle poche città di fondazione rimasta fino a oggi inalterata nei suoi aspetti fondamentali, e per questa sua particolarità, legata ad un periodo storico preciso, ha ottenuto il riconoscimento di Città d’arte.

Numerosi gli edifici e le piazze degni di nota, a iniziare da Piazza Italia, sede del Municipio e della chiesa di Sant’Apollinare, che si caratterizza per il porticato ricco di bassorilievi nei quali sono rappresentate le attività produttive praticate nel territorio, dai vari settori dell’agricoltura alla pesca.

L’odierna Piazza della Repubblica, ornata da una fontana in travertino con quattro cervi di bronzo che si abbeverano nella vasca centrale, si contraddistingue per la particolare forma semicircolare che nella veduta aerea si configura come la lettera “D” (Dux). La veduta aerea come strumento di riferimenti simbolici al regime è tipica nelle realizzazioni architettoniche e urbanistiche degli anni Trenta: basti pensare alla fiorentina stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, uno dei capolavori dell’architettura razionalista dell’epoca, che nella veduta aerea presenta la forma di un fascio littorio.

Edifici di rilievo sono anche la Casa della Cultura (ex Casa della G.I.L.) ristrutturata e adibita a Biblioteca Comunale, e gli ex Bagni Pubblici: restaurati e trasformati in uno spazio polifunzionale – l’Urban Center Sogni – custodiscono, insieme ad altri materiali, tutta la documentazione storica, architettonica ed urbanistica di Tresigallo, resa disponibile per la consultazione.

Fanno parte della realizzazione della città nuova il Cimitero Monumentale, ornato dall’imponente bassorilievo raffigurante un enorme angelo, opera dello scultore Enzo Nenci, e il grande Piazzale Forlanini, sul quale prospettano le scuole elementari, l’ingresso del campo sportivo e quello dell’ospedale. Sono ancora presenti e integrati nel tessuto urbano numerosi altri esempi di architettura razionalista, primi fra tutti la Casa del Fascio, con la parte centrale della facciata in travertino romano, e la vicina chiesa di Sant’Apollinare.

L’entrata in guerra dell’Italia interruppe definitivamente la realizzazione del progetto di Rossoni, che aveva alla base una visione autarchica dell’economia, e “l’utopia” di Tresigallo cadde nell’oblio. Solo negli anni Novanta del Novecento si è cominciato a studiare e comprendere il valore storico e architettonico della nuova città, finché nel 2003 è stata avviata un’importante operazione di restauro e recupero del centro urbano, tuttora in corso, condotta con attenzione al rispetto di progetti e materiali originali.

Recentemente, per la promozione turistica della cittadina è stato scelto il marchio “Tresigallo. La città metafisica“; si invita il visitatore a percorrere le vie e attraversare le piazze di quella che viene definita “una città geometrica e perfetta tra follia e astrazione“, lasciandosi incantare dall’impressione di muoversi dentro un dipinto metafisico di Giorgio de Chirico.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Tresigallo (FE): Veduta di Piazza della Repubblica
    (© Donata Brugioni)
  2. Tresigallo (FE): Piazza della Repubblica,  particolare della fontana dei cervi
    (© Donata Brugioni)
  3. Tresigallo (FE): Chiesa di Sant’Apollinare in Piazza Italia
    (© Donata Brugioni)
  4. Tresigallo (FE): La Casa della Cultura ex casa della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio)
    (© Donata Brugioni)
  5. Tresigallo (FE): L’ingresso a una delle fabbriche nella zona industriale e al Campo Sportivo
    (© Donata Brugioni)
  6. Tresigallo (FE): Il porticato di Piazza Italia è decorato con bassorilievi che illustrano le attività agricole del territorio e la pesca
    (© Donata Brugioni)
  7. Tresigallo (FE):  La palazzina delle Assicurazioni Generali Venezia
    (© Donata Brugioni)
  8. Tresigallo (FE): Il centro polifunzionale Sogni ha sede nell’edificio degli ex Bagni Pubblici
    (fonte)
  9. Tresigallo (FE): La ex Casa del Fascio
    (© Donata Brugioni)
  10. Tresigallo (FE): Tomba della famiglia Rossoni nel Cimitero Monumentale
    (© Donata Brugioni)
  11. Tresigallo (FE): Atmosfera metafisica sotto i portici di Piazza Italia
    (© Donata Brugioni)

in copertina:
Tresigallo (FE): veduta di Piazza della Repubblica
(© Donata Brugioni)
[particolare]

1 dal sito www.tresigallolacittametafisica

Sito web: http://arteartiold/magazine/articolo-test/www.tresigallolacittametafisica.it

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