Giorgio Morandi ambasciatore di Bologna nel mondo con l’inaugurazione di oggi, al Museum of Art Pudong (MAP) di Shanghai, dell’ampia e importante mostra realizzata sul maestro fuori dalla sua città natale. Promossa nell’ambito delle relazioni culturali internazionali sviluppate dal municipio felsineo e il Museo dedicato a uno dei figli più illusti, tra più amati del Novecento italiano, l’evento rappresenta un progetto di valore culturale e simbolico, capace di rafforzare il dialogo tra Italia e Cina attraverso l’opera di un artista universalmente riconosciuto per la sua ricerca poetica, silente e radicale. Rivolgendosi proprio a quel pubblico che, negli ultimi anni, ha manifestato una crescente attenzione verso Morandi (la sua opera è più nota di quelle di Botticelli, Raffaello o Caravaggio grazie alla serie tv cinese La storia del Palazzo Yanxi, celebre a livello internazionale per l’estetica che ha fatto fatto scuola per l’uso dei colori pastello desaturati, comunemente associati alla sua tavolozza tanto da indivuduare il “colore Morandi”) è oggi oggetto di studio, collezionismo e profonda ammirazione.

Giorgio Morandi. Solo (乔治·莫兰迪:独白) – curata da Lorenzo Balbi, Direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e del Museo Morandi, e da Francesco D’Arelli, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, presenta oltre centoquaranta tra dipinti, incisioni, acquerelli e disegni provenienti da ben trenta prestatori internazionali. Un progetto realizzato grazie a una virtuosa collaborazione pubblico-privata sviluppata dal Comune di Bologna insieme a MondoMostre. Il percorso riunisce capolavori raramente esposti all’estero e, per la maggioranza, mai presentati in Cina, offrendo al pubblico asiatico una rilettura completa della ricerca morandiana attraverso un corpus eccezionale per qualità, ampiezza e rilevanza storico-critica con opere restaurate per l’occasione, materiali originali provenienti dal Museo Morandi e da Casa Morandi e un’articolata ideazione curatoriale e museografica concepita appositamente per Shanghai. dove, l’allestimento inedito, progettato da Aldo Cibic Workshop, restituisce la dimensione intima e raccolta caratterizzante l’opera dell’artista.

Il titolo “Solo” costituisce il cuore concettuale dell’intero progetto presentando Giorgio Morandi (Bologna, 20 luglio 1890 – 18 giugno 1964) senza confronti, accostamenti o contrappunti e, nel contempo, richiama l’idea dell’assolo musicale, un momento di massima concentrazione in cui una voce unica sostiene da sé l’intero spazio e il tempo dell’ascolto. Una metafora particolarmente pertinente per un artista la cui ricerca si è costruita attraverso la sottrazione, il rigore, la variazione minima e l’intensità silenziosa. L’esposizione accompagna il visitatore lungo tutti i temi e le tecniche che ne hanno definito la ricerca: dalle celebri nature morte degli anni Venti ai paesaggi sempre più rarefatti degli ultimi decenni, dalle incisioni ai disegni e agli acquerelli, il percorso palesa l’evoluzione di un linguaggio unico, capace di trasformare pochi soggetti, apparentemente semplici, in un’indagine inesauribile sulla percezione, sul tempo e sullo spazio. Sviluppata in ben trentacinque sezioni espositive, presenta un insieme di materiali capaci di permettere di entrare nel laboratorio creativo. Tra questi figurano, per la prima volta fuori da Bologna, il torchio originale utilizzato per le sue incisioni, oltre a materiali d’archivio che raccontano il contesto umano e intellettuale entro cui maturò la sua opera. Particolare rilievo assumono alcuni nuclei speciali concepiti per ampliare l’esperienza del visitatore. L’esposizione presenta una selezione di citazioni tratte dai suoi scritti e dalle sue dichiarazioni e le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate agli studi di Bologna e Grizzana.

Inoltre, un film realizzato appositamente per la mostra dal regista Germano Maccioni consente di scoprire il legame di Morandi con Bologna e rivivere i luoghi dove l’artista lavorava e abitava, attraverso le strade percorse durante le sue abituali passeggiate tra i portici della città. Tra questi, l’Accademia di Belle Arti, dove Morandi ha insegnato tecniche di incisione all’acquaforte tra il 1930 e il 1956 e dove si trova il suo torchio che ancora oggi viene utilizzato dagli studenti; la Pinacoteca Nazionale, dove si soffermava spesso a studiare alcune delle tele di scuola bolognese del Seicento; la Chiesa dei Servi, che conserva la preziosa tavola di Cimabue con una Madonna in trono e, naturalmente, Casa Morandi, l’appartamento in via Fondazza 36 – dove l’artista visse con la madre e le tre sorelle dal 1933 fino alla morte – oggi aperto al pubblico. Il percorso comprende inoltre un dialogo inedito con l’opera contemporanea attraverso la presenza di un lavoro di Tacita Dean presentato insieme alla carta originale appartenuta a Morandi, a testimonianza della persistente influenza esercitata dall’artista sulle generazioni successive. Ad accompagnare il progetto sarà un catalogo scientifico internazionale con contributi di alcuni tra i più autorevoli studiosi e critici che negli ultimi decenni si sono occupati dell’opera morandiana, offrendo nuove prospettive di lettura e approfondimento.
L’iniziativa dopo Shanghai, inserendosi in un più ampio percorso internazionale dedicato all’artista, proseguirà a Seul (date da definire, comunque con inizio novembre 2026 e termine febbraio 2027) con un’altra mostra diversa da “Solo“.