Nel cuore della Sardegna, fra le luci e i venti di una terra antica e magica, il comune di Orani ospita la più importante collezione al mondo delle opere di Costantino Nivola uno dei protagonisti della scultura e della grafica italiane del Novecento. Nato in questa parte della provincia di Nuoro nel 1911, Nivola è stato una figura chiave nei rapporti tra Italia e America, dove si rifugiò per sfuggire al nazifascismo, e dove iniziò una carriera di “scultore per l’architettura” che lo ha visto collaborare con i più grandi maestri del Modernismo.

Un gioiello tutto da scoprire il Museo Nivola, gestito dalla omonima Fondazione negli spazi rinnovati degli antichi lavatori, con più di duecento opere tra sculture e dipinti, ora si arricchisce fino al mese di luglio con Nivola & New York. Dallo Showroom Olivetti alla Città incredibile, l’esposizioneche con ricostruzioni, schizzi, bozzetti, rilievi e opere, racconta la storia dei suoi cinquant’anni da artista nella Grande Mela: dall’arrivo come esule nel 1939 con la moglie Ruth Guggenheim, fino alla morte nel 1988.
Una storia lunga che parte da lontano quella di Costantino Nivola e delle sue opere; a guardarla da vicino con la luce e il vento che lavora la pietra della sua terra natale, la Barbagia, se ne afferrano le radici più antiche e profonde. Famiglia numerosa, infanzia difficile in una Italia certo più povera. Un padre muratore con il quale sperimenta le prime tecniche del lavoro, la borsa di studio che gli permette di diplomarsi 1936 come grafico pubblicitario all’ISIA di Monza, poi la direzione dell’ufficio grafico della Olivetti con la quale realizzò le decorazioni del padiglione italiano presso l’Esposizione universale di Parigi, la fuga verso l’America.

Il rapporto con New York, la città “incredibile” e “meravigliosa” che lo accoglie, segna in profondità il suo lavoro di artista, in connessione e in contraddizione fra radici antiche e modernità. Come ad esempio il sandcasting, la tecnica da lui stesso sperimentata e messa a punto per creare lavori e sculture in cemento da matrici di sabbia in quel panorama urbano eccitante, da grande metropoli coinvolgente e al tempo stesso destabilizzante, metafora della condizione umana nella modernità e postmodernità.
La prova si trova nel cuore stesso della mostra – curata da Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri e Carl Stein – il rilievo progettato da Nivola per lo showroom Olivetti nella Fifth Avenue, realizzato in collaborazione con lo studio milanese dei BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressuti, Rogers) nel 1954. Un’opera caposaldo dell’arte e dell’architettura italiane del dopoguerra,  il simbolo di un nuovo approccio alla comunicazione d’impresa che la società di Ivrea stava sperimentando, facendo del binomio fra arte e tecnologia, antico e moderno, una bandiera negli anni cruciali della diffusione del Made in Italy negli Stati Uniti.

L’originale del rilievo è stato ricollocato nel 1973 nello Science Center dell’Università di Harvard dopo la chiusura nel 1969 del negozio Olivetti di New York, in mostra si trovano centouno metri quadri di estensione del monumentale fregio lungo ventitre metri e alto cinque, elemento centrale di un’installazione che simboleggiava il cielo, il mare e la spiaggia mediterranei negli spazi newyorkesi e che sono stati riprodotti per l’occasione in scala uno a uno grazie all’utilizzo delle tecnologie di visual computing, stampa 3D e videomapping. La riproduzione consentirà di osservare da vicino i dettagli di una scultura il cui originale è difficilmente visibile dal grande pubblico, con uno dei più grandi progetti di riproduzione tridimensionale di beni culturali con fresatura robotica mai realizzato.
 “La mostra – spiega la curatrice Giuliana Altea – ruota intorno a questo straordinario rilievo, esteso a coprire un’intera parete del museo, che ha esattamente le stesse misure dell’opera. La sua realizzazione è frutto del progetto di digital humanities Nivola X Olivetti,  che ha visto collaborare con la Fondazione Nivola le università di Harvard e di Sassari, il Crs4 e il Cnr, il fab lab della Camera di Commercio di Nuoro, l’Archivio Olivetti di Ivrea e la Fondazione Olivetti di Roma.

La Combined Police and Fire Facility del 1984 rappresenta il punto di arrivo del suo lavoro, il termine della sua carriera. Carl Stein, autore del progetto architettonico e amico di Nivola ha sottolineato come “l’artista abbia scelto un approccio narrativo e antimonumentale, raccontando il lato umano delle forze di polizia, mettendone in luce la responsabilità civica e concentrandosi su episodi di quotidiana presenza dello Stato”.
Tra questi due capitoli newyorkesi Nivola, negli anni Sessanta realizza il progetto Stephen Wise recreation Area, un area giochi per bambini nell’Upper West Side di Manhattan , uno dei più complessi progetti di arte pubblica realizzato in collaborazione con l’architetto Richard Stein.

L’artista eseguì un graffito murale, delle sculture, una fontana e un playground con un gruppo di cavallini in cemento stilizzati con la tecnica del sandcasting le sculture in cemento da matrici di sabbia, in modo che le figure sembrassero emergere dal suolo. I cavallini sono stati una delle invenzioni più felici di Nivola, e dopo l’accesa protesta popolare sollevata dalla loro minacciata distruzione nel 2021 per la ristrutturazione dell’intera area, sono diventati il simbolo della capacità dell’arte di Nivola di toccare il suo pubblico.
Infine sempre per percorrere il rapporto fra Niola e “la città incredibile” non poteva mancare una selezione di dipinti e disegni sul tema della metropoli; New York con la sua natura caotica ed eccitante, incalzante e il senso di spiazzamento e disorientamento che la può accompagnare. New York e la Barbagia una sfida straordinaria e “incredibile” e “meravigliosa”.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Assistito dalla figlia Claire, durante l’installazione al Science Building della Harvard University dei pannelli realizzati nel 1953 per lo showroom della Olivetti a New York, Cambridge, 1973
    Courtesy Fondazione Nivola
  2. Nivola al lavoro nell’Ufficio Pubblicità Olivetti, Milano, 1937-38
    Courtesy Fondazione Nivola
  3. Rilievo dello showroom Olivetti di New York: dettaglio della grande figura femminile, 1954,
    foto © Hans Namuth.
  4. Veduta della Stephen Wise Recreation Area, Harlem, New York, 1963-64
    Architetto Richard Stein.
  5. Times Square, 1943, olio su tela, 87 x 86 cm
    Courtesy Fondazione Nivola

IN COPERTINA

Nivola al lavoro nell’Ufficio Pubblicità Olivetti, Milano, 1937-38
Courtesy Fondazione Nivola
[particolare]

Sito web: https://museonivola.it/

Dove e quando

Evento: Nivola & New York. Dallo Showroom Olivetti alla Città incredibile

Indirizzo: Museo Nivola - Via Gonare, 2, 08026 Orani NU
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Fino al: 15 Luglio, 2022