Esce con la ormai monopolizzante AlphaMusic questo Phonema, ultimo album del Francesco Giustini Organ Trio. Accanto al leader, trombettista e flicornista, e ai suoi comprimari Manrico Seghi all’organo e Giovanni Paolo Liguori alla batteria, in questo lavoro militano come ospiti anche il trombonista Massimo Morganti e il sassofonista e flautista Dario Cecchini.

La musica contenuta in questo cd è frutto della penna di Giustini la cui ispirazione proviene evidentemente dal jazz degli anni Sessanta: tutte le composizioni originali si mimetizzano accanto ai due standard presenti nel repertorio e suonano così genuinamente e plebiscitariamente jazz da sembrare tratte dal Real Book. I brani possiedono tutti la stessa struttura, la più utilizzata nel mainstream: viene esposto dapprima il tema, preceduto a volte da una breve introduzione, poi i solisti improvvisano a turno e infine si riprende il tema con una piccola coda. È così in Time With You, brano di ispirazione hard bop, o nel latino Exit. Waiting Peacefully è una ballad che ricorda con grande malinconia alcune prove di Benny Golson.

Spicca, tentativo di modernità, l’Intro to Phonema: rumoristica, piena di percussioni aleatorie e con una tromba dal linguaggio frammentario. Come spesso accade con i tentativi però e benché venga ripresa simmetricamente come coda, questa introduzione ha poco a che fare con il brano fra il latino e lo swing leggero che le segue.
Abbastanza interessante il linguaggio improvvisativo di Seghi, sebbene non ci si allontani mai troppo da chiari modelli derivati dal mainstream.
Piacevole la versione di Ruby, My Dear ma, forse, la piacevolezza è dovuta sostanzialmente alla superba scrittura di Thelonious Monk.