A quattordici anni noi si giocava a Subbuteo e si andava in motorino. Alla stessa età Mozart componeva la sua prima grande opera seria, Mitridate, re di Ponto, due ore e mezzo di arie e di recitativi. Un titolo che non passa spesso in palcoscenico e che è stato meritoriamente inserito fra le première di questa stagione dall’Opera di Francoforte, affidato alla regia di Claus Guth.
L’opera fu commissionata all’enfant prodige per l’inaugurazione della stagione milanese del Teatro Regio Ducale (istituzione da cui poi nacque l’attuale Scala) e andò in scena nel dicembre 1770, ottenendo un successo fragoroso. Era nata una stella.
La trama è tipica da opera seria settecentesca: un intreccio di passioni amorose che coinvolge Mitridate e i suoi due figli, tutti innamorati di Aspasia, la promessa sposa del re (libretto di Vittorio Amedeo Cigna-Santi, basato sulla tragedia omonima di Jean-Baptiste Racine).

Nell’interpretazione di Claus Guth, la vicenda è ambientata negli anni Sessanta: Mitridate è un industriale che vive con la sua famiglia in una villa elegante, ricreata dalle scenografie di Christian Schmidt. Due colonne rivestite in pietra naturale incorniciano l’ambiente e valorizzano gli arredi e l’oggettistica di design. Anche i costumi perfetti di Ursula Kudrna richiamano il periodo del boom economico. Guth affianca allo spazio realistico della villa un ambiente astratto, un grande muro circolare dove prendono forma le inquietudini interiori dei personaggi, amplificate da una piccola troupe di ballerini che moltiplica le figure in scena.
La compagnia di canto è di livello, all’altezza di una partitura estremamente impegnativa, caratterizzata da arie di una lunghezza infinita e ricche di acrobazie. Spiccano i soprani: Bianca Tognocchi domina con maestria l’ottovolante di colorature e di salti di ottave che le impone la parte e restituisce un’Aspasia tecnicamente impeccabile e ricca di intensità. Monika Buczkowska-Ward interpreta con eleganza e lirismo Sifare, regalando momenti di grande emozione. Convincente anche la giovane Younji Yi (dagli Opernstudios della stessa Opera di Francoforte) nel ruolo di Ismene. Tra le voci maschili, Robert Murray affronta con sicurezza il ruolo ostico di Mitridate (uno dei ruoli tenorili più impegnativi scritti da Mozart, non fosse solo per l’altezza della tessitura), mentre il controtenore Franko Klisović dà forza drammatica a Farnace. Validi anche i ruoli di fianco.

Alla guida della Frankfurter Opern- und Museumsorchester, Leo Hussain distilla un risultato musicale solido e coinvolgente, accolto dai calorosi applausi finali. Da notare che lo spettacolo è una coproduzione internazionale che arriverà al San Carlo di Napoli nell’autunno del 2026.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Bianca Tognocchi (Aspasia) con il suo doppio
    foto © Matthias Baus
  2. Philippe Jacq (Der Majordomus), Bianca Tognocchi (Aspasia), Robert Murray (Mitridate) e Monika Buczkowska-Ward (Sifare)
    foto © Matthias Baus