Roberto Mariotti
La prima domanda è d'obbligo, presentati.
Mi chiamo Roberto e sono nato prematuro in un ospedale di Milano, il Lunedì di Pasqua del 1973. Ma a due anni vivevo già a Firenze, dove sono cresciuto.
Prematuro?
Sì sono nato di 8 mesi, piccolo, giallo e bruttino...leggenda vuole che mia mamma quando mi ha visto nell'incubatrice sia svenuta.
Ci puoi dire cosa fai nella vita e se ti piace?
Beh, oltre a scrivere sul Magazine, faccio l'avvocato a Firenze, ho superato un periodo di conflitto con la mia professione ma oggi sono quasi soddisfatto.
Poi da alcuni anni, insieme a due amici, vado alla ricerca di giovani scrittori emergenti. E' poco più di un hobby, mi diverte molto.
I tuoi progetti a breve termine?
Solitamente non faccio progetti o se li faccio spesso poi non li porto a compimento perché sono incostante per natura.
In questi giorni sto pensando di organizzare per la prossima estate un bel viaggio in moto con la mia ragazza nei paesi balcanici, dove non sono mai stato. Vedremo...
A proposito di viaggi, quale ti ricordi con maggior piacere?
Senza dubbio il viaggio che ho fatto nell'estate del 1997 con un mio caro amico, sempre in moto. Un mese e mezzo a zonzo attraversando Francia, Irlanda, Scozia e Inghilterra. Ricordo che percorremmo quasi 10.000 km. Era un periodo particolare della mia vita, non fu solo un'esperienza avventurosa e divertente ma un vero e proprio viaggio di formazione. Quando tornai a casa mi sentivo una persona diversa.
In un film di qualche anno fa tratto dal bestseller Alta Fedeltà, dello scrittore inglese Nick Hornby, il protagonista aveva una singolare mania per le classifiche di ogni genere. Riprendendo quel gioco dicci quali sono i tre libri e i tre film della tua vita.
Allora per i libri i primi che mi vengono in mente sono Memoriale del Convento di Saramago, Trilogia della Città di K. di Agota Kristof e le prime venti pagine di Domani nella Battaglia pensa a me di J. Marias. Anche se me ne hai chiesti tre te ne dico un altro che ho letto qualche mese fa, La Strada di Mc Carthy, bellissimo.
I film, senza discussioni Amarcord, poi Marrakesh Express che ha segnato un'epoca, e Tutto su mia madre, il capolavoro di Almodovar.
Visto che non hai voluto pubblicare una tua foto, prova a descriverti fisicamente.
Ho 37 anni ma mi dicono che non li dimostro, ho un fisico asciutto, capelli neri, occhi marroni e i tratti del viso vagamente sudamericani, più di una volta all'estero mi hanno scambiato per un messicano o cubano...