Elisa Bergami

Un nuovo arrivo arricchisce il numero degli Associati che regalano un po' del proprio tempo libero al Magazine: Elisa.
Chi è?

Ammetto che credo di doverlo ancora scoprire pienamente…riassumermi utilizzando solo qualche parola sarebbe forse riduttivo, ma proviamoci: 24 anni di determinazione, progetti, passioni viscerali e voglia di scoprire luoghi, visi, gesti, cause ed effetti, ma soprattutto desiderio di conoscermi e conoscere sempre più.

Passioni viscerali?!
Sì. Non potrei definire in altro modo il trasporto estatico che mi coglie davanti ad un rotolo cinese, ad un paravento giapponese, ad uno scrigno laccato e finemente intarsiato…che i capolavori occidentali non me ne vogliano, ma indubbiamente è l’Oriente ad avermi rapito il cuore!

Perché la scelta di interessarsi a quella porzione di mondo?
Ciò che mi ha spinto a scegliere un percorso di studi improntato sull’Oriente e sulla Cina in particolare, è stata la voglia di scoprire cosa c’era al di là della visione eurocentrica tipica dei libri di scuola, che cosa si celasse dietro una tradizione millenaria di cui si tende, troppo spesso, ad avere una visione distorta.
Indubbiamente devo ringraziare il mio professore di Storia dell’Arte dell’Estremo Oriente per il trasporto emotivo con cui, da sempre, ama raccontare le opere d’arte; raccontare sì…narrare una storia, commuovendosi davanti a brevi linee di inchiostro che si incontrano per generare qualcosa di meraviglioso.

Quindi possiamo dire che l’arte dinastica è la star del tuo palcoscenico artistico?
Diciamo che è la co-protagonista, dal momento che l’arte contemporanea cinese le fa buona compagnia.
Quest’ultima è una passione nata da sola, che ho scoperto e coltivato in autonomia e attraverso cui ho avuto modo di cogliere i diversi legami con la società, la cultura, gli stili di vita odierni di una Cina in perpetuo mutamento. In fondo il genio artistico non si è fermato alla caduta dell’ultima dinastia, ma ha continuato a evolversi e a cristallizzarsi in autentici capolavori.

E la scrittura?
Beh quella è una cosa che ho sempre coltivato, non ho mai tenuto un diario segreto ma fin da bambina mi piaceva improvvisarmi scrittrice e imbrattare di storielle i fogli che avevo sotto mano, liberando la fantasia che fervida si riversava sulla carta. Penso che la capacità di esprimersi tramite la scrittura, che sia sulla tastiera di un computer, sui tasti rumorosi di una macchina da scrivere o semplicemente tramite una penna a sfera, sia una delle più belle risorse che l’essere umano possiede. Ecco perché trovo esaltante il fatto di scrivere per questo Magazine, perché mi permette di unire a filo doppio le mie passioni più grandi.

La domanda con cui bisogna necessariamente confrontarsi: Cosa vuoi fare da grande?
Una domanda di riserva?! Riuscire ad essere soddisfatta andando al lavoro, non pentirmi di scelte non fatte o rimandate, non annoiarmi mai…forse chiedo un po’ troppo ma vorrei trovare qualcosa che mi completi, un’occupazione stimolante e in cui mettere anima e corpo; mi rendo conto che questa risposta è piuttosto nebulosa, ma del resto ancora poco definito è il mio futuro immediato e ci sono talmente tante cose che, in linea teorica, mi piacerebbe fare che sceglierne una sarebbe quasi scortese nei confronti delle altre!

C’è un libro, un’opera d’arte, una poesia che riflette te stessa in questo momento?
In questo preciso momento credo che Considera l’aragosta di D.F. Wallace sia il più idoneo: qualche grammo di irriverenza, una dose generosa di riflessione, ironia q.b.

In conclusione cosa ti auguri? 
  祝 您 好 运!…niente più che buona fortuna!


Firenze, 16 febbraio 2010

 

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