Andrea Mancaniello

Parlaci un po’ di te, come ti racconteresti?
Mi sono diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Firenze e dopo il servizio di leva ho iniziato a lavorare svolgendo le occupazioni più disparate, da venditore di polizze vita a commesso in un video club, da coloritore di cartoni animati a investigatore privato. Quest’ultimo per pochi giorni per fortuna perché è di una noia mortale, nei film vedi solo l’azione ma tutte le ore d’appostamento sono eterne! Ho un diploma di analista programmatore, utile perché quando ho iniziato il corso non sapevo nemmeno accendere il computer e oggi sarebbe impensabile non essere in grado di usarlo. Ho frequentato per due anni l’Accademia Disney di Milano allo scopo di diventare disegnatore professionista, è stata una bella soddisfazione essere scelto perché eri ammesso ai corsi solo se ritenuto all’altezza per le tue capacità, non è a pagamento e anche per questo ha un certo prestigio, poi ho capito che non avevo lo spirito per fare il libero professionista e ho mollato serenamente quella strada. Disegnare quando ne hai voglia è diverso da farlo per lavoro pressato dai tempi di consegna. Poi c’è il resto della formazione.

Cioè cosa intendi per “il resto”?
Il resto sono gli interessi e le esperienze che concorrono a costruire la persona. Vivo ogni cosa che amo, dalla musica alla fotografia, dalla storia alla filosofia, al cinema come una nuova occasione d’apprendimento. Tento di tenere il cervello ben sveglio e sviluppare un’autonoma capacità critica, visto che da più parti tentano di anestetizzarci con i mezzi più assurdi. Ci vogliono sedare, perciò non sopporto i videogiochi, se mi ci attaccassi mi divertirei anche ma chissà quanto tempo mi mangerebbero, ho altre occupazioni più interessanti e il tempo cerco di impiegarlo in modo utile senza ammazzarlo.

Da quando il cinema è così importante per te?
Da quando mi ricordo è sempre stato così, campo a pane e cinema da tutta la vita. Da bambino quando la sera mi addormentavo presto, il mattino dopo a colazione la mamma mi raccontava il finale del film che mi ero perso. Mi ricordo che all’età di otto anni in terza elementare, raccoglievo i vuoti delle bottiglie di vetro che portavo al piccolo supermercato vicino a scuola e con gli spiccioli ricavati mi precipitavo in edicola a comprare Sorrisi e Canzoni, in assenza di un giornale di cinema vero e proprio era quello che ci si avvicinava di più. Una volta c’era un articolo sul conte Dracula, i vampiri mi hanno terrorizzato per tutta l’infanzia, dopo averlo letto avevo paura e non riuscivo a dormire. Ricordo che sono stato costretto ad alzarmi, andare a strappare le pagine dell’articolo e dopo averle piegate in quattro l’ho date a mio fratello che l’ha chiuse nel suo salvadanaio. Solo allora, dopo aver messo il mostro sotto chiave sono riuscito ad addormentarmi.

Hai ancora paura dei film dell’orrore?
Magari, oggi è difficile trovare un film che mi spaventi, ma quando succede me lo godo completamente senza distogliere lo sguardo dallo schermo, se guardo un film lo faccio senza cedimenti, posso patire per qualcosa che fa effetto ma chiudere gli occhi mai!

Parliamo ora di preferiti, l’attore, l’attrice, il film…
Per quanto riguarda il film è impossibile dirne uno e se inizio a elencare non finisco più. A casa la mia collezione ha già superato i seicento titoli, così visto che spesso scelgo un film dal regista faccio con me stesso la classifica del preferito per ogni regista. Anche così però è difficile con alcuni non riesco a scegliere, è il caso di Milos Forman, Federico Fellini, Akira Kurosawa e altri. L’unica cosa assoluta è la passione per Marcello Mastroianni, da quando ho visto le sue lacrime vere in Oci Ciornie di Nikita Mikalkov per me è unico. In generazioni più recenti Javier Bardem lo vado a vedere sempre volentieri e sul fronte femminile ho una passione per Kathleen Turner, l’ho vista anche a Broadway in La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams, poi ci sono Julianne Moore e Meryl Streep, come vedi non riesco a fare un nome solo.

Tornando alle passioni, se usi il plurale ci sarà qualcosa oltre al cinema?
Certo, mi piace viaggiare ma non lo faccio mai abbastanza, ci sono tre città in particolare in cui mi sono sentito a casa perfettamente a mio agio, ed è strano perché sono molto diverse tra loro: Parigi, New York e Istanbul. A Parigi sono già stato tante volte ma c’è sempre qualcosa da vedere, l’ultima ho scoperto il museo/atelier di Gustave Moureau, davvero bellissimo. A New York sono stato una sola volta e ho tanta voglia di tornarci. Istanbul è un discorso a parte, c’è un legame interiore che non so esprimere. Quando vidi al cinema Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di Francois Dupeyron, sul finale la storia si sposta a Istanbul e improvvisamente appare la silouette della zona vecchia con le moschee vista dal Bosforo. Ho iniziato a piangere per l’emozione e lo struggimento senza poter dare una spiegazione razionale a un’emozione tanto forte e improvvisa. Poi ci sono Angkor coi suoi templi khmer persi nella giungla e un viaggio che ho vissuto come vero e proprio pellegrinaggio, raggiungere la vetta del Nemrut Daği al centro della Turchia dove a duemila metri d’altezza c’è il mausoleo di Antioco I re di Commagene, uno stato cuscinetto tra l’Impero Romano e la Persia di Alessandro Magno. Il fascino che l’archeologia esercita su di me è dovuto al fatto che mi fa ristabilire i giusti parametri, mi ricorda che sono ben poca cosa al cospetto dell’eternità e di conseguenza i miei problemi perdono consistenza.

E il disegno? Continui a praticarlo?
Non tanto spesso, però quelle poche volte mi diverto tanto. Mi son creato anche un marchio con cui firmo le creature video, un’altra passione consiste nel realizzare filmati e soprattutto montarli. L’ultimo che ho fatto è un viaggio a Stoccolma, ho speso tre mesi a ridurre quattro ore e mezzo di girato in un video di 28’ minuti ma alla fine sono contento del risultato.

Altre passioni da confessare?
Mi piace fare fotografie, spesso i viaggi sono l’occasione migliore per far scattare l’otturatore della mia macchina. Vedo volentieri anche le foto degli altri, anni fa ho realizzato un dvd inserendo solo foto di nudi e ritratti per poterlo intitolare Corpi Estranei – 2548 immagini tra ritratto e nudità, ne ho fatte solo una decina di copie numerate per pochi amici, così ho approfondito la conoscenza di maestri come Bruce Weber, Helmut Newton, Elliott Erwitt e Herb Ritts, e ho scoperto altri artisti come Steve Mc Curry, Greg Gorman, Hiroshi Watanabe e Andreas Bitesnich.

Leggo saggi e narrativa prevalentemente, ho scoperto capolavori come I miserabili di Victor Hugo e Anna Karenina che non avevo mai letto. L’ultima passione dell’elenco ma non certo d’importanza nella mia vita è la musica, se passa un giorno senza che io abbia ascoltato uno dei miei cd, ne ho più di quattrocento a casa, significa che sto male. Per me la musica è terapeutica, quando il giorno non è dei migliori spesso è l’unica cosa che mi tocca l’anima, per lo più ascolto colonne sonore e musica leggera italiana, ma la mia collezione raccoglie le cose più diverse da Mozart a Mahler, da Barbra Streisand a Leonard Cohen, dai Queen ai Supertramp, dalla popstar turca Tarkan al mito hawaiano Israel Kamakawiwo’ole.

Come è iniziata la tua avventura con l'Associazione culturale?
Faccio parte del "gruppo storico" in squadra tra gli informatici, poi mi hai proposto di creare la rubrica di cinema Emozioni Visive e mi sono scatenato. Adesso, dopo soli tre mesi e mezzo ho raccolto talmente tante soddisfazioni che non mi fermo più. Ogni mia competenza è a disposizione e credo ci saranno novità in questo senso, presto o tardi.

Dopo aver parlato solo di ciò che ti piace, sai dirci tre cose che non sopporti proprio?
Non sopporto gli sprechi, mi arrabbio quando sono costretto a vedere la cecità di chi continua a sprecare risorse senza pensare all’ambiente, se la maggioranza delle persone non capirà che la terra l’abbiamo in prestito dai nostri figli e dobbiamo preservarla al meglio le cose potranno solo peggiorare. Detesto la quantità di plastica che spacciano i supermercati, io uso buste di tela o compro solo quelle biodegradabili. Sono intransigente col fumo e non voglio subirlo, ho visto da vicino cosa fa di concreto alle nostre vene e non è un’astrazione dire che fa male, una persona che fuma ai miei occhi perde punti di stima perché per me avvelenarsi è una cosa stupida. Infine, ma potrei continuare, non sopporto la superficialità e l’inconsistenza di quelle persone che si nutrono di demenza televisiva, discutendo sul nulla per l’ultima lite nel reality di turno e mandano definitivamente in pappa il cervello sfoderando i soliti triti doppi sensi sessuali con discorsi che, al tempo del buongusto e dell’amor proprio erano da caserma, oggi sono dilagante prassi quotidiana.

Un consiglio da dare?
In strada guardatevi da quelli che guidano col cappello!