Adriana Sebastiani
Come potresti in sintesi delineare la tua vita?
Voltarsi indietro e ripercorrere gli avvenimenti della vita è un’ardua impresa: per me è un affollarsi di ricordi, emozioni ed accadimenti, ma per gli altri cosa possono significare? Per gli altri è un semplice scorrere di anni, vissuti come mille altre persone: infanzia, adolescenza, gioventù, maturità ed ora… vecchiaia! E lungo questo percorso gioie, dolori, speranze, progetti, delusioni…tutto simile ad altre centinaia di persone che, come me, sono state figlie, spose, madri, nonne, insegnanti…Una vita, quindi, per gli altri insignificante, ma per me importantissima!
Avendo letto anche alcuni tuoi articoli, come mai non hai accennato anche al ruolo di giornalista?
E’ vero, ho scritto un po’, ma tutto legato alla mia professione ( ho tenuto una rubrica e molti articoli su una rivista pedagogica e pubblicato due libri, sempre di didattica) o ai miei interessi particolari.
Come sei giunta al giornalismo?
Al liceo la mia docente di lettere mi aveva augurato una brillante carriera giornalistica, ma subito diedi l’abilitazione magistrale, vinsi il concorso e divenni così una giovane maestra di montagna. Il mio carattere mi portò a fare esperienze, a cercare vie nuove affinchè tutti potessero imparare incominciando ad insegnare anche drammatizzazione, pittura e musica, quando ancora tutto ciò era considerato una perdita di tempo a scapito del sapere. I miei scolari fecero il presepio vivente e, per la festa degli alberi, piantarono cipressi ed abeti ( a loro affidati per la cura per ben due anni) nel piazzale del Palazzo comunale – ora divenuto ‘ parco’- e lungo i margini della strada che portava alla parrocchia- ora ‘viale’-, documenti viventi del tempo che passa. Nel frattempo mi sono prima laureata in Lingue e Letterature straniere, poi in Pedagogia, e dalla scuola elementare sono passata all’istituto magistrale, scuola che formava gli insegnanti elementari, impostando il mio insegnamento nella preparazione dei futuri insegnanti in attività didattiche non molto diffuse nelle elementari: la musica e l’approccio alle conoscenze artistiche. Per questo ho incominciato a dedicarmi all’organizzazione di gite scolastiche in occasione di mostre importanti ed ancor oggi, anche se pensionata, è diventato il mio hobby. Sposandomi, incominciai a seguire mio marito alle vernici delle varie mostre e a scrivere di didattica. Tu poi mi ha sollecitato a collaborare al Magazine scrivendo su due particolare aspetti: la testimonianza delle “cose” e le offerte culturali ed artistiche di un territorio. Io ne sono stata felice perché è gratificante far partecipare altre persone alle proprie emozioni .. come si vede ho agito sempre in relazione ai miei interessi specifici!
A proposito di interessi, quali sono i tuoi?
Mi piace il teatro, l’arte, poi leggere, ascoltare musica, viaggiare.... Soprattutto desidero trovarmi tra amici, parlare e partecipare alle loro gioie e dolori, cercare di capire tutti e, possibilmente, vivere in armonia con tutti ( ma quanto è difficile!). Sono curiosa delle novità e sempre faccio programmi e progetti, anche se sembrano irrealizzabili e molto spesso, con l’aiuto degli amici, essi diventano realtà ( viaggi, mostre di pittura, scultura e grafica, progetti culturali coinvolgenti Comuni ed Enti, ecc…)
In particolare, cosa preferisci?
Essere il più possibile in pace con me stessa e con tutti per vivere la vita che, malgrado tutto, ha sempre dei lati positivi!