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    <title type="text">Magazine</title>
    <subtitle type="text">Magazine:Magazine Arte e Arti mostre, articoli e recensioni dedicati al mondo dell&#39;arte</subtitle>
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    <updated>2009-07-03T15:38:32Z</updated>
    <rights>Copyright (c) 2009, Roberto Mariotti</rights>
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      <title>Hangart&#45;7 &#45; Una forza del passato</title>
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      <published>2009-07-04T22:02:31Z</published>
      <updated>2009-07-03T15:38:32Z</updated>
      <author>
            <name>Roberto Mariotti</name>
            <email>rm@artearti.net</email>
                  </author>

      <category term="Itinerari... d&#39;autore!"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/itinerari_d_autore/"
        label="Itinerari... d&#39;autore!" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Se avete intenzione di passare le vostre vacanze estive in Austria e siete amanti dell&#39;arte e del design, oltre che della buona tavola, dovreste mettere in programma una visita all&#39;Hangar-7 di Salisburgo, un meraviglioso spazio situato nel comprensorio dell&#39;aeroporto della citt&agrave;, voluto da Dietrich Mateschitz, fondatore della Red Bull e grande appassionato di volo. Lo spazio &egrave; stato disegnato per ospitare mostre d&#39;arte ed eventi di vario genere. Al suo interno &egrave; presente anche il ristorante Ikarus, che ogni mese ospita un grande chef di un paese diverso, e il Mayday bar, un bar super hi-tech. Dal 4 luglio al 13 settembre 2009, l&#39;Hangar-7 ospiter&agrave; Una Forza del Passato, mostra di pittura contemporanea che offre una panoramica dell&#39;attuale scenario artistico italiano. Partendo da Milano, l&#39;esposizione illustra diversi approcci alla pittura e al disegno, dalla Sicilia all&#39;Alto Adige. Il titolo della mostra &egrave; una citazione da una lirica di Pier Paolo Pasolini. La pittura quale forza del passato, evoca il mito dell&#39;immortalit&agrave; di una forma artistica soggetta a mutamenti continui. Mutamenti che tramite un processo dialettico che si manifesta sia attraverso nuove tecniche, motivi, temi e personalit&agrave; artistiche, sia tramite la ripresa del passato. Questi elementi contrastanti caratterizzano la produzione artistica contemporanea in &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Frasi del silenzio e Fabio Calvetti a Palazzo Venezia</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1018</id>
      <published>2009-07-03T22:01:04Z</published>
      <updated>2009-07-03T15:38:06Z</updated>
      <author>
            <name>Elisa Mazzagardi</name>
            <email>em@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Mostre"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/mostre/"
        label="Mostre" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Angoli e pertugi in cui il silenzio scandisce gli istanti, il rosso e il nero inondano la tela e accerchiano sagome voluttuose e snelle di donne tutte chiuse in un discorso interiore. Sono le "Frasi del silenzio" di Fabio Calvetti, in mostra fino al 19 luglio a Roma in Palazzo Venezia. Nelle tele di Calvetti serpeggia un sottile brivido di angoscia, l&rsquo;aria sembra essere sempre ferma anche negli spazi aperti, immobile come lo &egrave; anche la luce, che disegna ombre profonde come abissi. Non una semplice riflessione, ma una lacerazione interiore inesprimibile sembra tormentare queste donne, il bianco abbacinante dei tavoli, dei divanetti e delle pareti le fa vibrare sulla scena come se fossero fantasmi bloccati in un limbo irreale, il rosso le rende sensuali e mai volgari e il nero e l&rsquo;ombra le accarezzano come fossero una coperta in cui rifugiarsi o scomparire. Il nostro occhio &egrave; quello di un curioso invadente, che senza il permesso spia nell&rsquo;intimit&agrave; tormentata di queste donne. Eppure l&rsquo;istinto dell&rsquo;artista non &egrave; quello di interpretare o di spiegare il perch&eacute; di quei silenzi. Calvetti lascia aperta l&rsquo;interpretazione: &ldquo;Un momento di solitudine pu&ograve; essere un momento di riflessione per ripartire meglio di prima, e non puro struggimento&rdquo;, &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Concerto d&#8217;Estate in piazza Santa Croce</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1024</id>
      <published>2009-07-03T17:00:43Z</published>
      <updated>2009-07-03T19:21:44Z</updated>
      <author>
            <name>Adele Tacchi</name>
            <email>atacchi@artearti.net</email>
                  </author>

      <category term="Musica"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/musica/"
        label="Musica" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Un bel relago alla citt&#224; di Firenze quello di luned&#236; 6 luglio 2009, alle ore 21.00, in Piazza Santa Croce. Si tratta del Concerto d';Estate voluto e realizzato dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze in occasione del 180&#176; anniversario di fondazione della "Societ&#224; della Cassa di Risparmio di Firenze." Costituita nel 1829 per iniziativa di un gruppo di privati cittadini (eminenti personalit&#224; come Cosimo Ridolfi, Pierfrancesco Rinuccini, Gino Capponi, Lapo de' Ricci, Raffaello Lambruschini) il concerto fa parte del programma di iniziative volte a ricordarne l'evento poi divenuto essenziale nell'evoluzione sociale ed economica. La lungimiranza di governanti toscani, in particolare il Granduca Leopoldo II, di comprendere come il principio del risparmio avrebbe rappresentato il cardine della famiglia italiana media. L'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, avvalendosi della collaborazione dell'Associazione Culturale Teatro Puccini che ha curato l'organizzazione con la regia di Lorenzo Luzzetti, ha voluto condividere con la Citt&#224; questo suo momento celebrativo in un clima informale di festa e, per ribadire proprio il carattere popolare del concerto, &#232; stato scelto da Giuseppe Lanzetta, direttore dell'Orchestra da Camera Fiorentina, un repertorio ampiamente collaudato. Nella prima parte Pierino e il Lupo di Sergej Prokofiev, scritta nel 1936 in soli 4 giorni dal compositore russo &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Traffic Free Festival</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.artearti.net/magazine/traffic_free_festival/" />
      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1020</id>
      <published>2009-07-01T22:02:43Z</published>
      <updated>2009-07-03T04:35:44Z</updated>
      <author>
            <name>Roberto Mariotti</name>
            <email>rm@artearti.net</email>
                  </author>

      <category term="Festival"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/festival/"
        label="Festival" />
      <content type="html"><![CDATA[
        La sesta edizione del Traffic Free Festival di Torino, che inaugurer&agrave; il prossimo 8 luglio, sar&agrave; caratterizzata da importanti novit&agrave; rispetto al passato. Pur rimanendo invariati gli aspetti che nel corso degli anni hanno contraddistinto la manifestazione (la totale gratuit&agrave;, l&#39;approccio interdisciplinare ai contenuti, il senso esclusivo di alcuni appuntamenti), molto &egrave; cambiato. Anzitutto i luoghi, con lo spostamento dell&#39;area concerti dal parco della Pellerina agli splendidi giardini della Reggia di Venaria, la maestosa residenza sabauda, situata appena fuori citt&agrave; e da qualche anno riportata agli antichi fasti. Ma non per questo il festival perde le sue radici torinesi, anzi le rivendica. Ecco spiegato allora, il marchio Torino Reloaded, che vale sia per la musica (con una doppia compilation in vinile che mette a confronto passato e presente della scena locale), che per la letteratura e il cinema. E proprio a quest&#39;ultima arte sar&agrave; dedicato l&#39;evento inaugurale, con la sonorizzazione dal vivo di Profondo Rosso, capolavoro di Dario Argento, in piazza CLN, una delle location del film. Contrariamente a quanto accadeva 35 anni fa, quando fu girata la pellicola, Torino oggi &egrave; abituata ad ospitare set cinematografici e questo &egrave; uno dei segni della metamorfosi che l&#39;ha interessata negli ultimi due decenni, &#8230;
      ]]></content>
    </entry>

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      <title>... s&#236;, viaggiare</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1019</id>
      <published>2009-07-01T10:01:10Z</published>
      <updated>2009-07-03T04:36:11Z</updated>
      <author>
            <name>Elisabetta Venturi</name>
            <email>ev@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Non solo cultura"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/non_solo_cultura/"
        label="Non solo cultura" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Abitando in pieno centro storico di Firenze, la bici &#232; l'insostituibile mezzo per gli spostamenti nonostante la realt&#224; di un asfalto senza confronti in Italia e tutti noi, che ci affidiamo alla sana pedalata, confidiamo nelle promesse del Neosindaco. Vi segnalo quindi volentieri il sito La Stazione delle Biciclette&nbsp;&nbsp;per la variet&agrave; delle loro iniziative e i consigli per viaggiare con la nostra insostituibile &quot;amica&quot;. A esempio, domani&nbsp;alle&nbsp;ore 19.00, alla Stazione delle Biciclette&nbsp;MM3 San Donato, CiclOklahoma presenta: il lungo viaggio in bicicletta - dal mucchio di rottami al mare, con le nostre mani e le nostre gambe (Oklahoma, una comunit&agrave; per minori a Gratosoglio, ha utilizzato la bicicletta come strumento di aggregazione e riscatto, ne &egrave; nato il progetto CiclOklahoma e un bel doumentario sul viaggio che i ragazzi hanno fatto con bici totalmente autocostruite). Sar&#224; proiettato il documentario CICLOKLAHOMA 2008 e, a seguire, lo scambio di opinioni sull'organizzazione di un viaggio in bici, insieme agli autori, ai protagonisti e a Matteo Scarabelli, autore dei libri di viaggio: "Europa Europa" e "C'&#232; di mezzo il mare" dell'editore Ediciclo. Prossimi appuntamenti: domenica 12 luglio&nbsp; Collezione pedalate 2009: in bici per le colline del basso garda e visita da Zullo 18/19 luglio Milano-Venezia in fissa &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Alla Corte di Vanvitelli. I Borbone e le Arti alla Reggia di Caserta</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1010</id>
      <published>2009-06-28T05:00:40Z</published>
      <updated>2009-06-28T09:00:41Z</updated>
      <author>
            <name>Elena Vannoni</name>
            <email>evannoni@artearti.net</email>
                  </author>

      <category term="Mostre"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/mostre/"
        label="Mostre" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Grandissimo omaggio all&rsquo;insigne architetto &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo; con una splendida mostra a lui dedicata nel monumentale e suggestivo scenario della Reggia di Caserta. Curata da Nicola Spinoza, organizzata, realizzata e gestita da Scabec (Societ&agrave; campana per i beni culturali), la mostra rientra nelle proposte culturali del &ldquo;Viaggio nelle emozioni&rdquo; ideato dall&rsquo;Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania. Protagonista e &ldquo;Sovrano delle arti&rdquo; alla Corte dei Borbona dal 1750 al 1773, il celebre architetto fu regista e artefice di una visione unitaria e globale della civilt&agrave; figurativa a partire dalla pittura, settore nel quale mostrava particolare inclinazione. L&#39;area sulla quale fu edificata la Reggia, simbolo degli splendori e del mecenatismo delle monarchie, elemento principale della grandiosit&agrave; delle dinastie che l&rsquo;hanno voluta e vissuta, fa parte di un territorio naturale di importanza archeologica dove etruschi, sunniti e romani hanno lasciato testimonianze della loro presenza. Carlo di Borbone port&ograve; un notevole contributo all&#39;elaborazione del disegno generale della Reggia, ed ancor di pi&ugrave; Maria Amalia di Sassonia, che scelse. personalmente stoffe e decori. I sovrani verificarono insieme all&#39;architetto i perimetri primari delle fondamenta, i tracciati dei viali, le piantagioni gi&agrave; messe a dimora. Una delle invenzioni vanvitelliane pi&ugrave; felici consiste nell&#39;uso delle gallerie e dei &#8230;
      ]]></content>
    </entry>

    <entry>
      <title>Motonave Paganini &#45;28 giugno 1940</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.893</id>
      <published>2009-06-27T22:02:16Z</published>
      <updated>2009-07-01T07:39:17Z</updated>
      <author>
            <name>Katty Colzi</name>
            <email>kc@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Libri e pubblicazioni"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/libri_e_pubblicazioni/"
        label="Libri e pubblicazioni" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Un bel volume &egrave; stato presentato qualche tempo fa dai Presidenti dei Consigli provinciali di Firenze e Arezzo in Palazzo Medici Riccardi, ma abbiamo scelto di parlarne il giorno dell&#39;anniversario. Il mare era mosso, molto mosso. Noi eravamo gi&ugrave; nella stiva. C&#39;erano i lettini a castello e c&#39;avevano detto di stare fermi perch&eacute; il mare era mosso (...). C&#39;era un fittacchiume incredibile, non si respirava. Mi alzai e andai sul ponte. Mi ricordo che le scale erano strette ed io che sono grosso ci passavo appena. Dopo una quindicina di minuti che ero sul ponte, la nave si inclin&ograve; e io mi ritrovai in mare&quot;. Queste parole di Aldo Piccini, classe 1919, ex alpino, nell&#39;intervista a Daniele Finzi per &quot;Una storia nel cuore&quot; dove ricostruisce una tragedia notissima in Toscana all&#39;inizio della Seconda Guerra Mondiale: l&#39;affondamento della Motonave Paganini. L&#39;autore, attraverso documenti e testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime, indaga per la prima volta sulle cause di una tragedia dimenticata dagli storici nonostante le oltre 200 vittime, in gran parte provenienti dalla Toscana. La prima di una serie di sciagure della campagna contro la Grecia voluta con forza da Galeazzo Ciano. I soldati della Paganini stavano raggiungendo l&#39;Albania per la &#8230;
      ]]></content>
    </entry>

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      <title>Venezia: la mia Biennale dei Giardini</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.artearti.net/magazine/venezia_la_mia_biennale_dei_giardini/" />
      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1011</id>
      <published>2009-06-27T22:00:30Z</published>
      <updated>2009-07-02T20:33:31Z</updated>
      <author>
            <name>Amici in Visita</name>
            <email>aiv@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Pluritematici"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/pluritematici/"
        label="Pluritematici" />
      <content type="html"><![CDATA[
        di Flavia Molinari Come mi succede sempre quando vado a vedere la Biennale di Venezia, ma penso che sia la stessa cosa per tutti coloro che si interessano d&rsquo;arte, passando di padiglione in padiglione, di galleria in galleria o palazzo mi entusiasmo, mi congelo o mi stupisco per quello che vedo. Oggi mi fa piacere parlare di quello che si pu&ograve; vedere ai Giardini e di alcune nazioni l&igrave; presenti che hanno esposto le opere dell&rsquo;artista o degli artisti contemporanei considerati pi&ugrave; rappresentativi. Superato il cancello di ingresso consiglio di andare a destra per vedere il padiglione della Russia dove &egrave; facile notare quanto gli artisti si siano liberati dai dettami imposti dal regime comunista. Le loro opere sono diventate una libera rappresentazione della sensibilit&agrave; artistica che muove ognuno di loro dando la giusta sensazione dei retroscena culturali che li muovono. Per esempio l&rsquo;installazione multimediale di Andrei Molodkin (Buj 1966) &egrave; composta da due sculture in vetro che ricordano la Nike di Samotracia (il passato classico) ma nel loro interno scorre in una un nero e pulsante petrolio, nell&rsquo;altra il sangue roso. Il flusso dei due liquidi, il rosso e il nero, che pulsano all&rsquo;interno delle Nike vogliono ricordarci l&rsquo;ambivalenza di qualsiasi &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Emilio Sobrero e i suoi amici in mostra a Pescara</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.artearti.net/magazine/emilio_sobrero_e_i_suoi_amici_in_mostra_a_pescara/" />
      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1009</id>
      <published>2009-06-27T11:30:42Z</published>
      <updated>2009-06-27T13:51:43Z</updated>
      <author>
            <name>Sara Baldi</name>
            <email>sb@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Mostre"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/mostre/"
        label="Mostre" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Presente fino al 20 settembre presso il Museo Vittoria Colonna di Pescara, una mostra dedicata ad uno dei maestri dell&rsquo;arte figurativa italiana dagli anni venti fino alla fine della seconda guerra mondiale: Emilio Sobrero. Sobrero nasce a Torino, si trasferisce ventisettene a Roma, dove morir&agrave;. &nbsp; Partecipa a quasi tutte le principali manifestazioni espositive nazionali e anche internazionali: alle Biennali veneziane (dal 1928 al 1948); alle Quadriennali romane (dal 1931 al 1948), alle mostre del Novecento Italiano, a Milano nel 1926 e nel 1929, e all&rsquo;estero. La sua ricerca si caratterizza, sin dall&rsquo;avvio del primo dopoguerra, per una chiara apertura europea, soprattutto rispetto all&rsquo;area francese (di particolare rilevanza l&rsquo;interesse per il lavoro di C&eacute;zanne) che lo porta a soggiornare a lungo a Parigi. La critica, tra le due guerre ( vedi Soldati, Ojetti, Sarfatti , Carr&agrave;, da Maraini a Oppo ) lo considera tra i migliori rappresentanti della pittura moderna italiana. Oggi Sobrero &egrave; un artista quasi dimenticato, nonostante le critiche autorevoli ricevute, che andrebbe riscoperto e fortemente rivalutato. Particolare &egrave; stato infatti anche il rapporto di Emilio Sobrero&nbsp;con l&rsquo;Abruzzo, e con alcuni importanti artisti abruzzesi: uno dei primi fu il pescarese Basilio Cascella (di cui l&rsquo;Archivio Sobrero custodisce una lettera indirizzata &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Roberto Panichi, quando la pittura diventa filosofia</title>
      <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.artearti.net/magazine/roberto_panichi_quando_la_pittura_diventa_filosofia/" />
      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1007</id>
      <published>2009-06-26T22:01:47Z</published>
      <updated>2009-06-28T06:49:48Z</updated>
      <author>
            <name>Amici in Visita</name>
            <email>aiv@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Mostre"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/mostre/"
        label="Mostre" />
      <content type="html"><![CDATA[
        di Daniela Vannini Uomini e donne galleggiano in un universo caotico dove tutto si sfalda e ogni certezza o fondamento crolla. Si muovono come fantasmi alla ricerca di s&eacute; e del senso della vita riportando a galla antiche memorie, suggestioni e nostalgie. E&rsquo;questo in sintesi il mondo che Roberto Panichi racconta nelle sue tele in mostra a Firenze nella Sala d&rsquo;Arme di Palazzo Vecchio fino al 12 luglio. Punto di partenza di questo viaggio nell&rsquo;uomo &egrave; la compresenza di concetti e pratiche stridenti, di qui il titolo dell&rsquo;esposizione &ldquo;Destrutturazioni. La persistenza della forma&rdquo; che gi&agrave; la dice lunga sull&rsquo;arte di Panichi che, oltre che pittore, &egrave; anche letterato, studioso e critico d&rsquo;arte. Famoso ormai sulla scena internazionale, Panichi viene finalmente omaggiato nel capoluogo toscano con un&rsquo;antologica a lui dedicata &ndash; realizzata da Eventi Pagliai con collaborazione con il Comune di Firenze e curata da Stefano De Rosa &ndash; che ripercorre circa un ventennio (1990-2009) del suo cammino artistico attraverso una novantina d&rsquo;opere spaziando dai grafici su carta agli oli su tela. Nato a Cuneo, ma di origine toscana, Roberto Panichi &egrave; stato docente di estetica all&rsquo;Accademia di Belle Arti di Firenze e poi visiting professor alla Facolt&agrave; di Architettura dell&rsquo;Universit&agrave; di Firenze. &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Biennale dell&#8217;Antiquariato di Firenze edizione 2009</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1001</id>
      <published>2009-06-25T22:02:13Z</published>
      <updated>2009-07-01T11:14:14Z</updated>
      <author>
            <name>Katty Colzi</name>
            <email>kc@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Da mettere in agenda"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/da_mettere_in_agenda/"
        label="Da mettere in agenda" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Con la XXVI edizione la Biennale dell'Antiquariato di Firenze raggiunge mezzo secolo e i festeggiamenti del 50&#176; anniversario annunciano molte novit&#224;. Presentata alcuni giorni fa alla stampa, la Biennale fiorentina, attraverso molteplici stagioni del gusto, delle mode e delle tendenze, &#232; diventata una chiaro esempio di equilibrio e lungimiranza per scelte rigorose e selettive. Trasferitasi nel 1977 a Palazzo Corsini sull'Arno (dimora istituita nel 1765 da don Lorenzo Corsini, nipote di Clemente XII, dove si trova la pi&#249; importante collezione privata di Firenze con opere italiane e straniere del Seicento, oltre a una pregevole raccolta di dipinti di scuola fiorentina che vanno dal secolo XV al XIX) nel rispetto dell'antico criterio di decorazione e simmetria delle quadrerie private antiche, Pier Luigi Pizzi ha creato un allestimento classico ed elegante. Novanta prestigiose gallerie (72 italiane e 18 straniere) rappresenteranno tutti i settori per una vasta panoramica di scuole e di stili, di ogni epoca e provenienza. Nuovi nomi con rappresentativa internazionale titolatissima, anche oltre oceano. La mostra collaterale verr&#224; dedicata alla manifattura di Trapani con l'esposizione di alcune opere in corallo e bronzo dorato provenienti dalla Galleria Estense e dal Museo del Bargello. Il Comitato per i Festeggiamenti ha invitato personaggi rappresentativi della &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Roma si libra &#45; Festa dell&#8217;editoria romana</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1008</id>
      <published>2009-06-25T22:01:08Z</published>
      <updated>2009-06-28T06:50:09Z</updated>
      <author>
            <name>Roberto Mariotti</name>
            <email>rm@artearti.net</email>
                  </author>

      <category term="Festival"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/festival/"
        label="Festival" />
      <content type="html"><![CDATA[
        La riscoperta dei libri e del piacere di una buona lettura, costituiscono presupposti essenziali per risollevare il nostro paese dalla grave crisi, non solo economica, e dal profondo decadimento culturale in cui, ormai da alcuni anni, pare drammaticamente precipitato. Sono quindi lieto, di segnalare la nascita di un nuovo Festival dedicato all&#39;editoria. Promosso dalla Federlazio con il sostegno della Regione Lazio e del Comune di Roma, Venerd&igrave; 27 giugno si aprir&agrave; infatti, la prima edizione di &ldquo;Roma si libra. Festa dell&#39;editoria romana&rdquo;. Per nove giorni Piazza del Popolo &ndash; il salotto pi&ugrave; bello della capitale concesso eccezionalmente nella sua interezza &ndash; ospiter&agrave; i maggiori rappresentanti dell&#39;editoria cittadina oltre ad alcuni protagonisti della letteratura italiana contemporanea. La piazza verr&agrave; animata da una serie di eventi &ndash; tavole rotonde, reading,incontri, dibattiti, a cui parteciperanno editori, scrittori, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni pubbliche e della cultura, nonch&eacute; personaggi del mondo dello spettacolo. Hanno dato la loro adesione tra gli altri, Massimo Carlotto, Valerio Massimo Manfredi, Livia Turco, Linda Ferri, Giancarlo De Cataldo e Monia Ovada. Quasi cento gli appuntamenti in calendario, ospitati all&#39;interno di tre grandi spazi organizzati nella piazza dai promotori della kermesse. Sar&agrave; inoltre allestita una grande libreria gestita dall&#39; A.L.I. (Associazione Librai di &#8230;
      ]]></content>
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      <title>GFF, Genova Film Festival</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1006</id>
      <published>2009-06-25T09:29:54Z</published>
      <updated>2009-06-27T09:26:55Z</updated>
      <author>
            <name>Giulia Mantelli</name>
            <email>gmantelli@artearti.net</email>
                  </author>

      <category term="Festival"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/festival/"
        label="Festival" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Dal 29 giugno al 5 luglio 2009 si svolger&agrave; la dodicesima edizione del Genova Film Festival che promuove la produzione italiana di giovani autori sulle tendenze del cinema italiano grazie al Concorso Nazionale per Cortometraggi e Documentari, rassegne, incontri e percorsi formativi. In questa dodicesima edizione del Festival oltre 500 le opere in gara, tutte &quot;made in Italy&quot;, un osservatorio privilegiato per talenti emergenti del nostro cinema. I premi sono molteplici: - Miglior opera di fiction - Miglior documentario - Miglior Colonna sonora e, oltre al&nbsp;premio&nbsp;della critica, il Festival attribuisce anche&nbsp;il &ldquo;Premio del pubblico - provincia di Genova&rdquo;. Per questa edizione&nbsp;2009&nbsp;anche la sezione Oltre il Confine, uno specchio aperto sul cinema internazionale, dedicato al cinema prodotto dai Paesi Baschi. Inoltre, in collaborazione con il Goethe Institute, un premio al brillante regista tedesco Dennis Gansel che con il suo &ldquo;Die Welle&rdquo; (l&rsquo;onda) ha riempito platee e stupito tutta Europa; l&rsquo;incontro sar&agrave; incentrato su una retrospettivat&agrave;, un percorso della sua carriera e dei suoi lavori nel corso degli anni. Tra gli ospiti italiani,&nbsp;Alina Marazzi e Pappi Corsicato e&nbsp;nella sezione &ldquo;Percorsi di Stile&rdquo;, dedicata ad esordienti di talento, la regista Alina Marazzi sar&agrave; appunto la protagonista,&nbsp;mentre la sezione &ldquo;Ingrandimenti&rdquo; &egrave; curata dal critico ed autore &#8230;
      ]]></content>
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      <title>Napoli parla di se al Madre.</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1003</id>
      <published>2009-06-25T05:30:30Z</published>
      <updated>2009-06-29T18:07:31Z</updated>
      <author>
            <name>Marica Guccini</name>
            <email>mg@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Mostre"
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        label="Mostre" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dai luoghi di culto della citt&agrave;, sorge il Museo d'Arte contemporanea Donna Regina, il grande M.A.D.R.E. L&rsquo;offerta estiva del museo partenopeo dispensa proposte per tutti i palati. Chi &#232; l'antologica che cerca, allora baster&#224; che si rechi al terzo piano del museo, dove un'ampia retrospettiva Naufragio con spettatore 1974-2004 dedicata a Francesco Clemente, attraverso 110 opere offrir&#224; una panoramica su trent'anni dell'attivit&#224; dell'artista napoletano. Nato sul Golfo di Napoli, ben presto Clemente decise di abbandonare l&rsquo;orizzonte festoso del Vesuvio, salpando per altre rotte. La tappe furono varie ed eterogenee e molto proficue. Ci fu Roma, dove ebbe modo di fraternizzare con le punte di diamante tra gli artisti del tempo. Ci fu l&rsquo;Afghanistan, attraversato a piedi con Boetti nel &rsquo;74. Ci fu l&rsquo;India, dove soggiorn&ograve; e apr&igrave; uno studio nella citt&agrave; di Madras. L&rsquo;interesse per i testi della cultura Ind&ugrave;, unito a quello per la cultura locale, formeranno un sostrato costante all&rsquo;opera di Clemente che ne risentir&agrave; per temi, forme e colori. Il disegno mantenne un posto d&rsquo;onore ma le tecniche sperimentate furono da sempre le pi&ugrave; varie, e valsero a formare, di volta in volte, opere-tappe, appunti di un suo ideale diario di &#8230;
      ]]></content>
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    <entry>
      <title>Rencontres lors d&#8217;une promenade nocturne</title>
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      <id>tag:artearti.net,2009:index.php/magazine/index/1.1004</id>
      <published>2009-06-24T11:00:31Z</published>
      <updated>2009-06-25T23:15:32Z</updated>
      <author>
            <name>Elisabetta Venturi</name>
            <email>ev@artearti.com</email>
                  </author>

      <category term="Mostre"
        scheme="http://www.artearti.net/magazine/rubrica/mostre/"
        label="Mostre" />
      <content type="html"><![CDATA[
        Da oggi il quarto appuntamento di BardiniContemporanea. Inaugurata ieri sera Rencontres lors d'une promenade nocturne di Giovanni Ozzola curata da Alberto Salvadori e Florian Matzner. Ozzola sviluppa, sia nello splendido parco che all'interno di Villa Bardini, il tema della luce come metafora della vita umana e quello dell'oscurit&#224;, luogo mentale di sensazioni, cos&#236; che uscire nel parco &#232; come attraversare i propri universi emozionali. Giovanni Ozzola, classe 1982, fiorentino, dove vive e lavora, ha realizzato numerose mostre in Italia e all'estero con due installazioni permanenti a Pisa e al Castello di Ama. Il passaggio dalla notte, dal buio della visione notturna, dove la luna &#232; sospesa in cielo, l'apparire dell'albero di Giuda rigoglioso nella sua apparente sofferenza, gemmando i fiori direttamente dalla corteccia con rigogliose fronde verdi, al risveglio mattutino con la luce di un punto qualsiasi del giardino animato da piante, segni di un costante quotidiano. Una scritta luminescente all'interno di una piccola grotta artificiale, luogo fantastico e misterioso, che fin dal Rinascimento caratterizza i giardini patrizi fiorentini, a sollecitare la sensibilit&#224; dei nostri stati. Stimmung nella scritta, &#232; la condizione sensibile nella quale Ozzola ci immerge con le sue immagini. L'allestimento &#232; completato da un catalogo edito da GLI ORI &#8230;
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