WHY?
di // pubblicato il 18 Aprile, 2010
Vale più un concerto indovinato che un intero weekend in una beauty farm.
Quando il ritmo entra in circolo chiaro subito e pulito, si ringiovanisce spontaneamente e le tossine se ne vanno da sole, senza bisogno di tanti espedienti.
È per il piacere di aver conquistato una valida tipicità che ci sentiamo più felici, perché qualcosa non faceva parte del nostro mondo ma ci era già affine.
Nuovo gruppo nuova vita e dopo la scoperta c’è la coltivazione.
Per la rassegna Glorytellers il Musicus Concentus in collaborazione con Le Nozze di Figaro e Reality Bites ha portato tre ragazzi di Cincinnati sul palco del Viper Theatre di Firenze.
Why?
Ne abbiamo tanti da affrontare di questi perché, ma soprattutto, come è che loro sono al quarto album e io ancora non li conosco? Cosa ho fatto in tutti questi anni?
Bello questo destino musicale che ti spinge ad andare in un posto una sera piuttosto che un'altra, con la fortuna di rientrare in una delle sei date italiane di un tour internazionale.
Grossi spostamenti a “orecchie vuote” non se ne fanno, i progetti a distanza sono solo per ciò che è assodato. Col senno di poi, riconosco che non c’è molto di eroico nel mettere in conto cose del tipo “questi non si sa chi sono”, “ma per arrivare al locale bisognerà attraversare l’intera città”, “prima che inizi il concerto la palpebra starà già calando” e “il giorno dopo ci si dovrà comunque alzare presto”. Ci sono persone che si fanno sette otto ore di treno per stare un giorno intero pigiati come sardine a rischio malore, solo per vivere l’atmosfera di un concerto; ma quando la scelta è questa si è già nel campo dell’adorazione, altro tipo di desiderio, altra emozione.
È tutt’altro affare lanciarsi senza paracadute, alla ricerca della pura scoperta: in questi casi o si torna scornati o giovani felici dentro con un cd in tasca da custodire gelosamente.
Ingresso previsto per le ore nove e mezzo, totale spettatori all’attivo iniziale trenta: ci si sente altro che di nicchia, quasi dispersi. Bisogna ammettere però che una scarsa affluenza, per i non addetti ai lavori, può essere piacevole per non dire preferibile: il locale assume un aspetto più rilassato e le sfere individuali si estendono, scorrazzano annusando qua è là senza tensioni.
Alle dieci passate sul palco salgono in tre ma, salvo a esser diventati proprio ciechi, non mi sembrano i Cincinnati guys. E infatti sono i Miranda che in compagnia della bandiera d’Albania risvegliano bruscamente il torpore serale con ritmi urticanti post qualcosa a contenuto regime aggressivo.
Verso un quarto alle undici, sul palco sale quasi inosservato un ricciolone non tanto alto in maglioncino blu, si siede all’estrema sinistra proprio di fronte al nocciolo duro dei fans, quelli che “cascasse il mondo ma il bordo non lo mollo”.
È Josiah Wolf, fratello di Yoni che la canta e la suona in chitarra acustica e campanellini piede comandati, per una rilassante mezz’oretta di neo folk tendente al blues.
Alle undici e mezzo, ma anche qualcosina dopo, si rimpinguano i fedelissimi (loro sanno) e arriva la band in formazione completa: non uno, non tre ma cinque Why?, ovvero i fratelli Wolf, Doug Mcdiarmid, Andrew Broder e Mark Erickson.
Sono indie fin nelle ossa si vede e si sente, tutto dal vivo e senza inestetismi.
La maggior parte dell’esecuzione si rifà ad Alopecia, terza produzione del gruppo uscita nel 2008 per la Anticon, dove i ritmi sono decisamente hiphop, un disco ben diverso dalle sonorità di Eskimo Snow che, nonostante sia stato registrato insieme all’altro, risulta un indie rock più enigmatico e melodico, di stampo classico statunitense.
Non vogliamo sapere cosa ci piace di più, se il pre o il post Eskimo, né quale dei due lupi è il più bravo o se tutti insieme assomigliano a qualcuno (e non ci sembra).
Per intanto è bene averli trovati e sapere che sono interessanti.
(Video YoyTube)