Wayne McGregor│Random Dance. Desiderio di Enlightenment per FAR

di Carmelo Antonio Zapparrata // pubblicato il 09 Aprile, 2011

In prima italiana al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia lo scorso 26 marzo è stato presentato FAR, nuova creazione della Wayne McGregor│Random Dance, compagnia fondata nel 1992 da Wayne McGregor e attualmente residente al Sadler’s Wells di Londra, istituzione dove il lavoro ha debuttato in prima mondiale in novembre 2010.

Wayne McGregor (1970), formatosi al University College Bretton Hall e alla Jose Limon School di New York, portatore di una qualità artista innovativa, si evidenza in primissimo piano come creatore nell’ambito coreografico contemporaneo, tanto da essere ambita la sua firma da istituzioni del calibro de l’Opéra di Parigi, il Teatro Alla Scala e il Bol’šoj di Mosca.

Dal 2006 resident choreographer al Royal Ballet di Covent Garden, McGregor protende nelle sue creazioni a un’attenta analisi dei processi cognitivi, riguardanti sia la sfera della comprensione del sensibile sia le modalità di creazione e relazione tra entità operanti nel settore coreografico; come ad esempio la relazione tra la mente ideatrice del coreografo e il fondamentale apporto dato dell’ensemble - oggetto e soggetto al contempo - nella strutturazione dell’opera.

L’interesse verso questi ambiti negli anni ha portato McGregor a collaborare con ricercatori universitari e équipes altamente specializzate. Da ciò scaturiscono i progetti Choreographic Thinking Tools, nato per lo studio degli ‘strumenti del pensiero’ coinvolti nella creazione coreografica, Distributed Choreogrohic Cognition, ideato per l’analisi delle relazioni tra coreografo e danzatori durante il processo creativo e Choreographic Language Agent (CLA), pensato per la realizzazione di un software problem solving in grado di stimolare l’acquisizione di nuove possibilità d’ideazione.

FAR, acronimo per Flesh in the Age of Reason - titolo del testo dello storico inglese Roy Porter (1946-2002), indagante il pensiero dell’età dei lumi in rapporto al corpo, al quale il coreografo s’ispira - risente profondamente delle ricerche e collaborazioni scientifiche in cui McGregor ha preso parte.

Sulle note di Sposa son disprezzata del Bajazet di Vivaldi - aria adoperata in questi anni da molti coreografi contemporanei – alla presenza di quattro danzatrici reggenti altrettante torce, che gradualmente si spengono, si consuma, in questo raffinato chiaroscuro, un passo a due ricco di lifts, torsioni e développés. Le arie settecentesche lasciano posto poi a bruitages che incarnano per un verso l’animalità istintiva dell’essere umano e per l’altro glossolalie aliene, come prodotte da ipotetiche entità in possesso di capacità cognitive straordinarie.

Scenicamente il pannello che porta la firma del collettivo artistico rAndom International materializza i movimenti dei flussi luminosi, ideati da Lucy Carter. Che si vogliano, forse, rappresentare le scosse elettriche che intercorrono tra i neuroni del nostro cervello, utili a determinare l’intero movimento corporeo?

Le elaborazioni musicali di Ben Frost accompagnano movimenti guizzanti e disarticolati, nei quali si predilige la creazione di linee curve e spirali che si amalgamano bene a movimenti più chiari e netti, provenienti dalla danse d’école.

Oltre al testo di Porter, altra fonte d’ispirazione per FAR , che si richiama all’Illuminismo, è costituita dalle tavole raffiguranti il corpo umano contenute all’interno dell’Encyclopédie di Diderot. Lì la visualizzazione del ‘sistema di nervi e ingranaggi’ determinanti il movimento porta McGregor a interrogarsi su quali siano i fattori che influisco sulle scelte motorie.

La temporalità in cui si svolge l’azione appare quale altro elemento fondamentale in FAR, tanto da proporre l’attivazione di un timer, sorta di cronometro per i ‘percorsi corporei’ creati dall’ensemble.

Tra schemi conflittuali che vedono i performer dividersi in due gruppi, scene in cui si mima l’atto comunicativo tra individui, forti percussioni e suoni metallici, la macchina-uomo viene scandagliata da McGregor in ogni suo minimo anfratto. Come se ci si trovasse all’interno di una mente in preda ad un aneurisma cerebrale ormai al collasso, l’opera si chiude nell’immagine di una performer lasciata distesa al suolo inerme, in un mirabile gioco tra interno ed esterno.

Trepidanti aspettiamo le prossime creazioni di Wayne McGregor come le coreografie per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra del 2012 e per l’atteso Le Sacre du Primtemps per la compagnia del Teatro Bol’šoj a festeggiare nel 2013, il centenario della prima nijinskiana.

E come non concludere con un frase di Wayne McGregor che incarna l’acume di una mente scientifica innestato sul libero sviluppo dell’idea tipico dell’artista:

“I like bodies misbehaving, because I think it engages your eye in a way that clarity of line doesn’t”.

 

Dettagli

Didascalie immagini

 

  • FAR (cor. W. McGregor)
    © Ravi Deepres
  • FAR (cor. W. McGregor)
    © Ravi Deepres
  • FAR (cor. W. McGregor)
    © Ravi Deepres
  • FAR (cor. W. McGregor)
    © Ravi Deepres

FAR

Wayne McGregor│Random Dance

prima italiana

26 marzo 2011 Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia

  • concept, coreografia, ideazione e direzione: Wayne McGregor
  • coreografia: Wayne McGregor in collaborazione con i danzatori
  • musica originale: Ben Frost
  • scene: rAndom International
  • costumi: Moritz Junge
  • disegno luci: Lucy Carter
  • interpreti: Catarina Carvalho, Davide Di Pretoro, Michael-John Harper, Agnès Lópes Rio, Louis McMiller, Paolo Mangiola, Daniela Neugebauer, Anna Nowak, Alexander Whitley, Jessica Wright

Mappa

Dove e quando

Wayne McGregor│Random Dance

  • Indirizzo: Fondazione I TEATRI di Reggio Emilia, Piazza Martiri del 7 luglio, Reggio Emilia, Italy
  • Sito web