Vrai? Faux? Le primitif italien était presque parfait

di Elisabetta Venturi // pubblicato il 06 Agosto, 2012

A coloro che quest'estate hanno in programma un viaggio in Corsica, oltre al mare e alle gite nell'entroterra segnaliamo una bella iniziativa nel capoluogo dell'isola, al Palazzo Fesch-Museo di Belle Arti di Ajaccio, riaperto al pubblico appena due anni fa dopo gli interventi di restauro. Pochi sanno che il Palazzo ospita la seconda raccolta di dipinti italiani dell'intero territorio francese, seconda soltanto a quella del Louvre. E fino al 1 ottobre un'esposizione temporanea offre una ragione in più per una visita: si tratta della rassegna Vrai? Faux? Le primitif italien était presque parfait, che prende in esame i primitivi italiani (vale a dire gli artisti precedenti all'arte di Raffaello, dal Medioevo al primo Rinascimento), con un approccio interessante; come preannunciato dal titolo, infatti, la mostra affronta il tema dell'originale e della copia, quest'ultima sia coeva che successiva all'opera cui si ispira, e ricostruisce la storia dei primitivi attraverso i secoli.
Simone Martini, Ghirlandaio, Giovanni Bellini, Lorenzo di Credi, Botticelli, sono soltanto alcuni celebri nomi degli artisti che compaiono in mostra.
Botticelli vierge-a-l-enfant
Si pensa che la copia sia un fenomeno relativamente recente, nato per rispondere alla domanda del mercato. In realtà fin dal Medioevo l'allievo copiava il suo maestro, nelle prime fasi in modo pedissequo, come puro e semplice esercizio di stile, e via via ispirandosi all'esempio illustre in modo più libero.

Vi fu poi un momento di oblìo di tali artisti, ritenuti “ingenui” e poco abili. Ma già alla fine del Settecento si assistette alla “riscoperta dei primitivi”: alla copia si affiancava ora la produzione dei falsi, per soddisfare le esigenze del mercato artistico, offrendo opere a costo più basso rispetto agli autentici. A partire dalla fine del XVIII secolo nacquero così laboratori adibiti a tale attività, altamente specializzati nelle tavole a fondo oro.
Portrait-de-jeune-homme
E ancora, nel corso del Novecento, l'amore sempre crescente per i Primitivi italiani decretò lo smembramento di molti polittici, dispersi in ogni dove, soprattutto Oltreocaeno. Un'occasione in più per l'industria del falso e della copia, che poteva quindi sbizzarrirsi nella produzione di nuove opere, così simili agli originali da mettere in difficoltà i conoscitori più acclamati; fatto che avviene fino ai nostri giorni, e di cui spesso si sente parlare in occasione di aste prestigiose. Il Primitivo si mette al servizio del commercio, fatto di collezionisti e acquirenti soprattutto americani. Ancora oggi esistono aperti dibattiti in merito all'attribuzione e all'autenticazione di numerose tavole. Primitivi italiani o copie?

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Sandro Botticelli, Vierge à l'Enfant.
    Strasbourg, musée des Beaux-Arts.
    (courtesy Palais Fesch-musée des beaux-arts)
  2. Portrait de jeune homme.
    Vevey, musée Jenisch.
    (courtesy Palais Fesch-musée des beaux-arts)

In copertina:
Sandro Botticelli, Vierge à l'Enfant.
Strasbourg, musée des Beaux-Arts.
(courtesy Palais Fesch-musée des beaux-arts)

Mappa

Dove e quando

Vrai? Faux? Le primitif italien était presque parfait

  • Fino al: - 01 Ottobre, 2012
  • Indirizzo: 50-54 Rue Cardinal Fesch, 20000 Ajaccio, Francia
  • Sito web

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