Vola veloce Varese
di // pubblicato il 05 Agosto, 2009
Varese è una cittadina a misura d’uomo, tanto è vero che persino in centro ci sono alberi e giardini, la gente è cortese e non invadete e si può passeggiare tranquillamente dando un’occhiata ai bei palazzi fatti costruire dalla aristocrazia lombarda come residenze vacanziere nel XVIII e XIX secolo.
In questo momento c’è anche da vedere, oltre a Palazzo Estense e ai Musei Civici, la mostra “Vola Veloce Varese” e trovo che, anche solo leggendo il titolo, si viene colti dalla voglia di saperne qualcosa di più per poi decidere se vale la pena di andare in questa verde cittadina a vedere una mostra di questo tipo.

E’ facile intuire che questa esposizione vuole festeggiare un anniversario che riguarda l’aeronautica e esattamente il centenario del primo volo completamente italiano e, per farlo, sono state allestite addirittura due mostre, una delle quali è davvero insolita perché permette ai visitatori di provare virtualmente a volare con aerei di vario tipo, dai più antichi a quelli attualissimi. 
Nelle Scuderie di Villa Panza, da anni proprietà del FAI, con la curatela del Museo dell’aeronautica Gianni Caproni di Trento, si vede, ma si può intervenire personalmente e provare le strumentazioni esposte, bella idea, davvero, “Prova a volare. La simulazione del volo. Spazio, luce e colore: contaminazioni tra arte e tecnologia”.
Tra le varie e insolite apparecchiature scientifiche esposte e delle quali si può, appunto, usufruire, ci sono anche quelle ritrovate casualmente quindici anni fa nell’Università di Torino servite per selezionare i piloti della prima guerra mondiale. Già allora erano stati ideati alcuni simulatori di volo (1916/17) grazie ai quali era possibile valutare i futuri aviatori, persino da un punto di vista medico e fisiologico, insegnando loro a volare veramente.
I più moderni software qui sono usati per simulare tutti i tipi di volo, da quello libero a quello di un aeroplano da turismo biplano Cesena 172, al volo spaziale sperimentabile con il’Gyrobic’‘, a bordo del quale il visitatore potrà provare quella strana sensazione di disorientamento dovuta alla perdita della direzione alto-basso.
Per riuscire a essere vertiginosamente assorbiti da tutte queste apparecchiature sperimentali occorre andare a Biumo, dove si trova Villa Panza, entro il 22 novembre 2009.
Dura invece solo fino al 12 ottobre la parte di mostra che è allestita nel Castello di Masnago, sede del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. Anche questo castello è leggermente fuori Varese (solo 2 km.) e la sua parte più antica risale al XIII secolo, all’interno ci sono sale con affreschi quattrocenteschi, recentemente restaurati, che rappresentano scene di vita e un ciclo sui vizi e le virtù. Qui è allestita la mostra “L’officina del volo. Futurismo, Pubblicità e Design 1908 – 1938” curata dal Massimo & Sonia Cirulli Archive di New York.
Il tema del volo viene visto da varie angolazioni in modo da far fare un percorso a 360 gradi sulla storia dell’aereonautica, si possono ammirare più di settanta manifesti celebrativi realizzati dagli artisti più famosi di quel periodo, come Alberto Mastroianni, Mario Sironi, Adolfo Wildt e tanti altri ancora. Per quello che riguarda il design del periodo, per la maggior parte inedito, ci sono, tra le varie cose, un servizio di tazzine, un posacenere in argento con le firme degli aviatori, un salotto disegnato da Tato che ben rappresenta lo stile in auge in quel’epoca. 
Poi sono state raccolte una quarantina di opere appartenenti al movimento futurista che esprimono il profondo legame esistente con la poetica del volo: ricordo l’aeropittura che rappresenta una pagina fondamentale di questo movimento. L’attività degli aviatori italiani con i loro record, le transvolate atlantiche e i raid incarnavano il mito della velocità e del futuro liberato dalle contingenze terrene. Anche in questo settore ci sono opere importanti, un Boccioni inedito e Balla, Depero, Marinetti e tanti altri.
Insomma tutto sommato sia a chi non conosce Varese, ma anche a chi la conosce bene conviene fare un viaggio di ricognizione e provare, così, sensazioni diverse dalle solite che nascono dentro vedendo una mostra.