Vita a Venezia. Colore e sentimento nella pittura veneta dell’800
di // pubblicato il 15 Febbraio, 2010
La Galleria Bottegantica fondata nel 1986 a Bologna, si è da sempre distinta per l’attività incentrata sull’arte a cavallo tra Otto e Novecento. Dopo aver acquisito un’esperienza pluriventennale sul mercato nazionale e internazionale ha inaugurato in questo mese di febbraio, un nuova sede espositiva a Milano in via Manzoni.
La scelta della città come sede della seconda filiale è in linea con l’attenzione che la Lombardia, storicamente, ha rivolto verso il collezionismo artistico dell’arte ottocentesca, sorto nel capoluogo già a inizio Novecento.
La nuova apertura sarà occasione per visitare la mostra inaugurata in galleria lo scorso fine settimana e visibile fino al prossimo 20 marzo.
“VITA A VENEZIA. Colore e sentimento nella pittura veneta dell’800” è la mostra curata da Enzo Savoia, direttore di Bottegantica e da sempre attivo per la realizzazione di mostre sulla pittura italiana tra fine ‘800 e primi del ‘900 in collaborazione con molti Enti Pubblici.

Anche in questo caso infatti le 16 opere, provenienti da importanti collezioni private e presentate anticipatamente in questa rassegna, affluiranno poi nel corpus di opere di due importanti prossime mostre pubbliche a Roma e in Veneto, volte a celebrare proprio il collezionismo storico dell’Ottocento italiano.
Quello che avremo occasione di vedere qualora volessimo recarci al nuovo spazio milanese, saranno scorci cittadini, lacerti di vita che ci riporteranno alle atmosfere umili della società italiana post-unitaria.
Il realismo sociale, declinato in multiformi varietà, si avvarrà, in un rapporto scambievole, dei mezzi del colore e della luce dando così alle doti espressive di questi grandi maestri dell’Ottocento veneto possibilità di realizzarsi.

Come premessa alla visita della mostra non va dimenticato il successo internazionale che la pittura veneta italiana riscosse già nel 1885 quando, in occasione dell’Esposizione Universale di Anversa, oltre a raccogliere pareri molto favorevoli, un mercante inglese acquistò molte tele di artisti che ritroveremo nello spazio milanese.
Tutte le principali tematiche della pittura italiana ottocentesca, dalla scena di genere al paesaggio al ritratto, furono accolte da pittori quali Bartolomeo Bezzi, Guglielmo Ciardi, Giacomo Favretto, Pietro Fragiacomo, Cesare Laurenti, Alessandro Milesi, Luigi Nono, Ettore Tito, Federico Zandomeneghi, e avranno pertanto il loro posto in mostra.

Le intime suggestioni del quotidiano ricorrono in attimi rubati dalle tele di Milesi, Nono, Laurenti, dove tra un arrotino, uno scorcio di un mercato chiassoso e una passeggiata pensierosa, ritroviamo il sapore degli intimi attimi di vita del secolo scorso.
Paesaggi e vedute che sondano una lontana linea d’orizzonte sono protagoniste di altre opere di Ciardi, Fragiacomo, Bezzi, e mostrano la ricerca di atmosfere liriche e malinconiche seppure alternative rispetto alle consuete vedute che, negli anni Ottanta dell’Ottocento, hanno ormai fatto tradizione.

Chicche come la veduta di Piazza San Marco di Ettore Tito testimoniano invece quel ritorno a scene in costume dal sapore settecentesco, figlie di un revival conseguente alla riscoperta della pitture del più grande pittore del Settecento veneto, Tiepolo, e dei temi goldoniani.
Non mancherà infine l’esempio di Zandomeneghi che, con la sua pittura, mette a confronto e unisce l’animo del cromatismo veneto con la coeva pittura internazionale e in particolar modo parigina.
