Vita condivisa
di // pubblicato il 04 Giugno, 2012
- di Fabio Giuliani -
Una bella mostra che non è solo una sfilata di capolavori – ben 60, lungo otto secoli dal Trecento ai giorni nostri – ma l’espressione di una somma di valori universali e significati che attraverso queste opere emergono parlandoci dell’esigenza profonda dell’uomo di condivisione quotidiana della vita.
Legata al VII Incontro Mondiale delle Famiglie concluso ieri a Milano, riflette sul tema del capolavoro assoluto
di Giacomo Ceruti ‘La Lavandaia’ dalla Pinacoteca Tosio Martineng di Brescia: “un epopea degli umili, mostrati con la dignità dei grandi personaggi” (Giovanni Testori); recita la didascalia che l’accompagna: “E’ persona vera e tenace, appoggiata al bordo del lavatoio ci guarda diretta e intensa dalla faticosa sua quotidianità. Il pittore la ritrae solenne e monumentale, ne valorizza l’umanità prima di ogni categoria sociale e le conferisce una dimensione etica, di storia esemplare.”

In questa sezione vediamo tele di Morbelli, Longoni, la ‘Nonna’ di Gerolamo Induno; e chi di noi non si commuove davanti a questa figura capitale della casa? Per illustrare il tema fondamentale vediamo in primis la ‘Sacra Famiglia’ del Moretto e, in seguito, stupende ‘Maternità’, fra cui una scultura di Medardo Rosso e una di Eugenio Pellini, tele di Severini, Lega, Sironi, Carrà, Schifano.
A questa linea guida si aggiunge quella che rappresenta la famiglia nelle attività sociali del territorio lombardo con il fine di farsi famiglia per coloro che si trovano in situazioni di difficoltà.

Il luogo ospitante è emblematico: il Refettorio delle Stelline, le orfanelle che un tempo vivevano in questa struttura magnificamente riportata in vita dal Credito Valtellinese come galleria personale, e qui offerta per l’occasione. Il percorso espositivo che si apre con le due monumentali tele ‘Il cortile dell’Ospedale Maggiore’ e ‘San Carlo presenta le stelline alla Sacra Famiglia’ si chiude con il bozzetto di Giò Ponti del gonfalone dell’Ospedale Maggiore (1934) da realizzare a ricamo, come egli afferma, “lungo lavoro di devote mani che darà all’opera un valore morale”, concludendo che la vita condivisa è proprio questo: un complesso faticoso e paziente lavoro che intreccia la realtà di ciascuno con quella degli altri affinchè la vita si dipani con armoniosa bellezza.

La mostra, frutto originale del CREA (Centro di ricerca per l’educazione attraverso l’arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei), dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, curata da Cecilia De Carli, Laura Polo D’Ambrosio e Grazia Massone, è accompagnata da un esaustivo catalogo di Silvana Editoriale con 239 illustrazione a colori e prefazione del Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, che termina con questa constatazione: “L’arte, quando si offre come accesso alla verità, va oltre il tempo e produce una testimonianza che, come suggerisce Bernard Lonegan, è più vera dell’esperienza, più scarna, più efficace, più pertinente.”
