Vincoli, Gemine Muse a Bologna. Piantine che crescono fra le fessure del passato

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 03 Giugno, 2010

La città di Bologna è soprannominata da sempre "La Dotta" per la presenza della più antica università europea.
Fondata nel 1088, l'Alma Mater Studiorum ha accolto personaggi che sarebbero rimasti nella storia del paese e non solo; tra "uomini di scienza", letterati, artisti, scrittori e pittori la città è sempre stata un punto di riferimento...
Se ad oggi il centro nevralgico della vita universitaria sono Via Zamboni e Piazza Verdi; tra il 1500 e il 1600, molte delle aule universitarie erano situate in quella che era l'antica sede dell'Università, attualmente sede della Biblioteca Comunale: il Palazzo dell'Archiginnasio.
Tutto questo per anticipare il fatto che il capoluogo Emiliano è in un certo senso "abituato" al dinamismo, alla mobilità e al ricambio generazionale; al dialogo tra le epoche e al confronto tra estetiche, modi di vedere, capire e vivere l'arte molto diversi ma che si intrecciano inevitabilmente tra loro.
Un progetto come Gemine Muse non poteva trovare quindi terreno più fertile in quanto espressamente fondato sull'interazione tra palazzi storici e arti contemporanee: installazioni e realizzazioni audio e video, performance, arti visive, musica, scrittura, interpretazioni contemporanee dell'estetica e della creazione artistica.
Gemine Muse 2010, una mappa del contemporaneo che vede coinvolti più di centoventi giovani artisti da tutta Italia e trenta giovani curatori presenti nel progetto in più di venti luoghi d'arte sparsi per i centri storici del paese.
Le città ospitanti sono Ancona, Bari, Biella, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catania, Cremona, Ferraram Forlì, Genova, Messina, Modena, Novara, Padova, Pavia, Prato, Roma, Teramo, Torino e Trento; gli interventi sono raccolti, documentati e descritti in un catalogo con prefazione di Tiziano Scarpa dal titolo più che eloquente Piantine che crescono fra le fessure del passato a sottolineare la freschezza e l'attitudine positiva e pro-positiva che sostiene questo evento.
Tornando alla Dotta; dunque, il progetto ha preso il nome di Vincoli e si è evoluto attraverso le installazioni site specific di cinque artisti che hanno saputo realizzare cinque interventi rimanendo legati all'identità del luogo.
Proprio da questo il titolo della mostra, a voler sottolineare la forza del legame tra storia e contemporaneità; tra luoghi ospitanti e materia ospitata; creazione che diventa parte integrante di un percorso volto a dare forma al desiderio di mantenere viva la storia custodita in luoghi antichi iniettandovi il siero della contemporaneità.
Vincoli anche in senso più contingente in quanto scelta curatoriale e artistica mirata. Le installazioni realizzate infatti non possono prescindere dal luogo deputato ed espressamente scelto dagli artisti coinvolti; caratteristica che conferisce all'insieme della mostra un valore ancora maggiore.
Curata da Eléonore Grassi, già vincitrice del concorso per giovani curatori A Cura di... 2009, la mostra si snoda nelle suggestive sale del palazzo in un percorso che coinvolge, passo dopo passo, tatto, udito e vista.
I cinque artisti chiamati ad interagire con questi spazi sono stati Enrica Casentini, Virginia Farina, Eleonora Magnani, Lorenzo Senni e Teatrino Elettrico; artisti dagli approcci poetici estremamente eterogenei che hanno scelto personalmente i luoghi in cui intervenire, focalizzandosi su un aspetto specifico di questi: la funzione, la struttura, e tutte quelle qualità intrinseche che tecnicamente potessero permettere il lavoro in situ e l'interazione con la storia vissuta da tali luoghi.
Entriamo quindi nel vivo dell'allestimento realizzato a Bologna; nel cuore del centro storico percorriamo un lungo portico per entrare nella Biblioteca dell'Archiginnasio in cui una corte aperta e spaziosa accoglie il visitatore così come accoglieva, un tempo, gli studiosi che vi si recavano.
Al piano terra, nella Cappella di Santa Maria dei Bulgari, l'installazione sonora di Lorenzo Senni, giovanissimo sound designer romagnolo, fondatore dell'etichetta indipendente Presto?! Records, attualmente attivo a Milano. La sua installazione trae origine e ispirazione dalla struttura stessa dello spazio inserendosi nella dimensione sacrale che lo contraddistingue. Studiando le peculiarità acustiche del luogo l'artista cesenate crea Streaming Illusions, alterazione sonora in quattro canali e studio sul riverbero creato all'interno della sala. Salendo lo scalone si arriva al quadriloggiato superiore, che ospita le altre quattro installazioni, anche esse esito di scelte artistiche profondamente "vincolate" al luogo, sia fisicamente che in senso metafisico.

Legata all'idea di "luogo del sapere e della conoscenza" è Scripta Manent di Enrica Casentini, classe 1982, attiva tra Bologna e Verona. La sua idea parte da due iscrizioni presenti nel palazzo Sapientiam si sapis suspice (la saggezza, se hai senno, cercala in alto) e Rege vestigia filo (abbi un filo che guida i tuoi passi), da qui l'artista ha riunito e cucito a mano con filo rosso pagine di testi diversi creando un drappo cartaceo; un riferimento possibile alla conoscenza come insieme di connessioni, come un susseguirsi di collegamenti ipertestuali che si incrociano nel tempo.
Il concetto del sapere e la sua catalogazione costituiscono invece il fulcro di Fuori Catalogo di Virginia Farina, originaria di Oristano ma radicata a Bologna. L'artista lavora spesso con la fotografia, utilizzandola come mezzo non convenzionale per la creazione di lavori che attraversano diversi media. In questo caso l'archivio e il metodo Dewey come catalogazione del sapere si inseriscono nella realizzazione di dieci album fotografici, intime interpretazioni di un sapere interiorizzato, delicati e custoditi a tal punto a essere sfogliati con i guanti sotto una leggera luce.

Eleonora Magnani, lodigiana formatasi presso l'Accademia Delle Belle Arti di Bologna realizza Brecce e lavora direttamente sulla struttura del palazzo, nello specifico sulle crepe, sull'interazione e il dialogo tra pieni e vuoti, trae dai calchi un punto di partenza per la riflessione sulle crepe come radici. Segni permanenti della storia in un luogo che è la storia stessa. Lo sguardo è rivolto verso l'alto, verso un soffitto da cui piovono crepe che sembrano fatte di ghiaccio.

E' situata invece nel Teatro Anatomico l'installazione di Teatrino Elettrico, , ovvero Emanuele Martina e Massimiliano Nazzi, Lectio Magistralis. La loro opera sembra riprendere le fila del discorso cominciato nel 1600 con la realizzazione della sala in cui i cadaveri venivano sezionati durante le lezioni di anatomia, e proseguito nel 1700 quando Luigi Galvani compiva gli esperimenti sulle rane. Sempre di elettricità si tratta; di "animali tecnologici" in questo caso, smantellati e aperti, il cui funzionamento viene studiato e osservato scientificamente coinvolgendo direttamente lo spettatore.

Multidisciplinarietà e connessione tra luoghi, tempi e idee in una serie di installazioni estremamente interessanti e stimolanti.
Questa iniziativa, giunta ormai al settimo anno di vita dimostra come ancora una volta il dialogo tra la storia e la contemporaneità possa portare ad un punto d'incontro, fonte di rinnovo per il primo e opportunità creativa per il secondo, mettendo a disposizione non solamente punti di partenza per la creazione e luoghi ma anche strutture fisiche che diventano automaticamente strutture mentali; strumenti nel momento in cui il singolo artista ci entra e se ne appropria, li fa suoi come per continuare una frase volutamente non finita.
Questo è il senso di Gemine Muse; dare nuova voce ai luoghi che hanno fatto la storia culturale, urbanistica e sociale della città e permettere loro di esprimersi nuovamente utilizzando il vocabolario dell'arte contemporanea.

 

Dettagli

DIDACALIE IMMAGINI
courtesy of Gemine Muse

 

1. Enrica Casentini,
Scripta Manent, 2010
installazione,
pagine di libri cucite con filo rosso,
dimensioni ambiente

2. Virginia Farina,
Fuori catalogo, 2010
installazione di dieci libri fotografici,
24 × 16 cm

3. Eleonora Magnani,
Brecce, 2010
installazione resina poliestere,
dimensione ambiente

4. Teatrino elettrico,
Lectio Magistralis progetto per il
Teatro Anatomico (progetto)
, 2010
installazione sonora,
materiali vari,
dimensioni variabili

 

IN COPERTINA
un particolare di
Eleonora Magnani, Brecce, 2010

Mappa

Dove e quando

Gemine Muse 2010

  • Fino al: - 17 Luglio, 2010
  • Indirizzo: Biblioteca dell'Archiginnasio - Piazza Galvani 1 - 40124 Bologna
  • Sito web

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