All art constantly aspires towards the condition of music.
(Walter Pater)

Come la musica, la luce si manifesta in forme di vibrazioni;
come le vibrazioni sonore, le vibrazioni luminose sono il rit-
mo della volontà (...) La musica appare come la manifesta-
zione d’un mistero che sia fuori di noi

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Vibrazioni cromatiche e persistenze plastiche

di Fabiola Pinzi // pubblicato il 23 Gennaio, 2009

All art constantly aspires towards the condition of music.
(Walter Pater)

Come la musica, la luce si manifesta in forme di vibrazioni;
come le vibrazioni sonore, le vibrazioni luminose sono il rit-
mo della volontà (...) La musica appare come la manifesta-
zione d'un mistero che sia fuori di noi e parla al mistero che
è in noi. 
(Angelo Conti)

Le due citazioni aprono l'introduzione del catatologo (Mandragora edizioni) dove Chiara Ulivi scrive: "Queste parole ci vengono da unsecolo remoto, il XIX, ma ci suonano familiari e vicine dopo un colloquio con Adrea Bazzechi.

La pittura infatti è per lui essenzialmente musicale: trova cioè il suo senso d'esistere nell'immediatezza e nella capacità emotiva con cui una melodia raggiunge le corde dell'animo di chi ascolta. La musica è per sua vocazione arte non rappresentativa, eppure non può dirsi propriamente arte astratta: vive di vita propria, non riproduce  forme riconoscibili, ma si alimenta delle esperienze di chi la compone e, in seconda battuta, di chi l'ascolta".

Inaugurata con un intervento musicale di Anna Del Perugia al violoncello e Luca Sganappa alla fisarmonica, nella sala esposizioni del "Borghese Palace Art Hotel" di Firenze, Vibrazioni cromatiche e persistenze plastiche, la personale di Andrea Bazzechi.

Sedimenti di memoria e tracce di esperienze vissute trovano la loro resa cromatico-formale in dipinti nati sotto il segno dell’intuizione: dinamici o riflessivi.
Chi osserva percepisce immediamente il brano pittorico con la qualità istantanea di quello musicale in una stretta relazione simbiotica.
Andrea Bazzechi, pittore, fotografo e musicista trasferisce nella sua arte questa poliedricità.

Vibrazioni cromatiche animano tavole cariche di materia e colore, stesi senza margini sulla superficie delle opere e dove la natura, più in generale la realtà tutta, è spesso fonte per opere che rendono il pulsare della vita, dell’universo, nelle sue più varie manifestazioni.

Dal blu profondo del mare, alla superficie rugosa del tronco di un albero, al rosso di un tramonto, all’intermittenza meccanica delle luci cittadine.
Altre opere traducono lacerti di ricordi, fuggevoli e lontane impressioni fermate in superfici quasi monocrome, percorse da segni profondi, ripetuti in un ritmo silente e pausato per composizioni dalla struttura precisa.

Memorie di vite passate, ricordi sopiti dal tempo, rievocati e fissati nell’opera dove il carico della storia dell’artista sollecita quella dello spettatore.

Fiorentino, Andrea Bazzechi ha intrecciato esperienze nel campo della comunicazione visiva con la realizzazione di libri e di documentari a carattere storico-artistico.
E' il fascino per la natura, per il colore e le sue infinite possibilità, a portarlo verso i primi anni novanta a una ricerca pittorica che gli consente di provare la propria sensibilità cromatica e di mutuare le precedenti esperienze dietro al mezzo fotografico e metterle a disposizione della propria creatività.

Fino al 28 febbraio 2009, ingresso libero.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • MEMORIA ARCHETIPA ecn. mista su masonite 101x105 
  • MORNING DEW
    acrilico su medium density 70x75 
  • INTERFERENZE DIACRONICHE
    tecn. mista su legno 90x124
  • LOW TIDE (memoria archetipa)
    tecn. mista su legno 82x84