Vermeer

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 25 Ottobre, 2012

Proviamo ad immaginarcelo il pittore, chiuso nella sua sua soffitta dal pavimento a scacchi a dipingere, lentamente, una pennellata ogni tanto, attento ad ogni minimo cambiamento della luce, preciso fino all'ossessione nello spostare le sedie, aprire o chuidere le finestre, disporre i tappeti con attenzione, senza curarsi troppo di cercare commissioni, mentre tutto, nel resto della casa, gira vorticosamente. Bambini urlanti, pochi soldi, moglie e suocera a preoccuparsi della vita quotidiana. Un buono a nulla, si direbbe oggi...invece no, è uno dei pittori più amati dal grande pubblico, uno che, come pochi, ha saputo incantare con le sue figure enigmatiche e ricche di suggestioni.
Johannes Vermeer Santa Prassede, 1655
Il fatto è che di Jan Vermeer si conosce davvero molto poco, e risulta per questo estremamente difficile ricostruire la sua vita, la sua formazione e la sua carriera: cerca di farlo una mostra alle Scuderie del Quirinale, che associa a Vermeer i maggiori esponenti dell'arte olandese del periodo. Non una monografica sull'artista quindi (che sarebbe stato indubbiamente difficile da organizzare, visto che Vermeer ha dipinto una trentina di opere nella sua vita, e che alcune di queste solitamente non vanno mai in prestito), ma un'esposizione più ampia, che permette di capire forse qualcosa in più di questo artista, definito anche "la sfinge di Delft".
Johannes Vermeer La suonatrice di Liuto, 1662/1663 ca.
E Delft è proprio il punto di partenza di Vermeer, che sembra non si sia mai mosso da questo centro: guardando i suoi dipinti sembra addirittura difficile pensare che si sia mai mosso da casa o dalla strada di fronte, visto che in tutta la sua produzione i dipinti che rappresentano esterni sono solo un paio (e uno, "La stradina" è presente in mostra), mentre il resto è rappresentato da figure in interni. Jan nasce a Delf, appunto, nel 1632, figlio di Digna Baltens e Reyner Jansz, mercante di stoffe e di opere d'arte; e forse è proprio per il fatto di aver sempre visto dipinti e frequentato pittori che il giovan Jan comincia ad interessarsi all'arte. Presso chi abbia studiato rimane però un mistero: alcuni fanno il nome di Leonaert Bramerr, pittore abbastanza noto in città, altri lo avvicinano, anche senza ipotizzare un vero e proprio apprendistato, a Pieter de Hooch, a Delft alla metà del secolo, a Gerard ter Borch e soprattutto a Carel Fabritius, del quale Vermeer è considerato erede (alla morte di Fabritius infatti, scomparso tragicamente a seguito dell'esplosione di un deposito di munizioni nel 1654, così scrive Arnol Bon: "Così è spirata con nostro cordoglio, questa fenice/ Nel meglio e e al pieno delle sue forze,/ Ma per fortuna dal suo fuoco è nato/ Vermeer che da maestro procede sulle sue tracce").
Johannes Vermeer Allegoria della fede, 1670/1674 ca.
Certo è che nel 1653 è ammesso alla confraternita di San Luca; nello stesso anno Jan sposa Catharina Bolnes e con lei si stabilisce, qualche anno dopo, nella casa della suocera, Maria Thins: è in questo edificio di Oude Langendijk e nel suo studio che Vermeer produrrà la maggior parte delle sue opere, tra cui una insolita (se consideriamo nella totalità la produzione dell'artista) Santa Prassede (1655), copia di un dipinto di Felice Ficherelli. Il quadro, forse un'esercitazione sulla pittura italiana, la cui conoscenza è considerata imprescindibile per la formazione di ogni artista dell'epoca, si discosta in realtà molto dal Vermeer che conosciamo meglio, e che rappresenta solitamente scene di interni, dall'atmosfera sospesa e dalla straordinaria capacità mimetica.
Johannes Vermeer Giovane donna in piedi al virginale, 1670/1673 ca.
"Vermeer dà l'impressione di dipingere quadri piuttosto che esseri viventi; non è il mondo degli esseri umani che lo interessa soprattutto, è quello della pittura" scrive nel 1866 il critico francese Théophile Thoré-Bürger, evidenziando proprio quest'ultimo elemento, la cura maniacale del pittore nel concentrarsi sulla resa della luce e sulla materialità degli oggetti che compaiono sulla tela e che lo portano, come già evidenziato, a lavorare con estrema lentezza, a ponderare ogni singola pennellata (alla metà del secolo scorso Lawrence Gowing scrive, sottolineando questo stesso concetto: "Vermeer sembra quasi non curarsi di quel che sta dipingendo, o addirittura non saperlo. Come si chiama questa macchia di luce? È un naso? Un dito? Che cosa sappiamo della sua forma? Per Vermeer questi problemi non esistono: il mondo concettuale dei nomi e della conoscenza è dimenticato, niente lo interessa all'infuori del visibile, la sfumatura, la macchia di luce"). Il soggetto sembra non essere più importante, e viene replicato, con piccole differenze, nella maggior parte delle sue opere.
Johannes Vermeer La stradina, 1658 ca.
Non ebbe una gran fortuna Vermeer nella sua vita, e ad un certo punto anche l'attività di mercante d'arte, che aveva ereditato dal padre, non gli permette di mantenere moglie e figli, gettandolo in uno stato di profonda angoscia, tanto da condurlo "in un sol giorno, un giorno e mezzo, dalla piena salute alla morte" (come ebbe a dire sua moglie Catharina nel 1676). Ventuno dei suoi quadri, parte della collezione di Jacobus Dissius, saranno venduti ad Amsterdam nel 1696; altri prendereanno strade diverse e saranno riconosciuti ed attribuiti a Vermeer solo molto tempo più tardi, quando la stella di questo artista aveva ormai cominciato a splendere. 

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Johannes Vermeer Santa Prassede, 1655
    Olio su tela, 101.6 x 82.6 cm BPJ Holding Corporation, The Barbara Piasecka Johnson Collection Foundation
  2. Johannes Vermeer La suonatrice di Liuto, 1662/1663 ca.
    Olio su tela, 51.4 x 45.7 cm The Metropolitan Museum of Art, New York
  3. Johannes Vermeer Allegoria della fede, 1670/1674 ca.
    Olio su tela, 114.3 x 88.9 cm The Metropolitan Museum of Art, New York
  4. Johannes Vermeer Giovane donna in piedi al virginale, 1670/1673 ca.
    Olio su tela, 51.7 x 45.2 cm The National Gallery, Londra
  5. Johannes Vermeer La stradina, 1658 ca.
    Olio su tela, 53.3 x 44 cm Rijksmuseum, Amsterdam

In copertina:
Johannes Vermeer Ragazza con il cappello rosso, 1665/1667 ca. particolare
Olio su tela, 23.2 x 18.1 cm National Gallery of Art, Washington

Catalogo Skira

 

Mappa

Dove e quando

Vermeer. Il secolo d'oro dell'arte olandese

  • Fino al: - 20 Gennaio, 2013
  • Indirizzo: Scuderie del Quirinale - Roma
  • Sito web

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