Venezia 69: dalla Corea del sud un Leone michelangiolesco

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 10 Settembre, 2012

A dispetto dell’essere “solo” alla 69ª edizione, quest’anno la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia compie ottant’anni.
Nato nel 1932, quello della città lagunare è il festival cinematografico più antico del mondo, tutti gli altri ne sono un po’ figli avendone adottato le formule e anche a ciò deve il suo prestigio internazionale.

In occasione di tale anniversario il nuovo direttore Alberto Barbera ha istituito una sezione dedicata alla conservazione e al restauro del patrimonio cinematografico mondiale, operazione importante celebrata con una retrospettiva di film immortali sottratti all’ingiuria del tempo.
Tra i titoli proposti in splendide copie restaurate, Viale del tramonto di Billy Wilder, La decima vittima di Elio Petri, l’edizione integrale de I cancelli del cielo di Michael Cimino, Fanny e Alexander di Ingmar Bergman e Il caso Mattei di Francesco Rosi, a cui è stato assegnato il Leone d’Oro alla carriera.

La giuria presieduta da Michael Mann ha conferito il Leone d’Oro al coreano Kim Ki-duk per il suo Pietà. Il film racconta l’incontro tra uno spietato esattore al servizio degli usurai e la madre sconosciuta che l’aveva abbandonato nell’infanzia, il regista ha raccontato che lo spunto iniziale l’ha avuto davanti al capolavoro di Michelangelo Buonarroti citato perciò esplicitamente nel titolo e nell’immagine della locandina.
Pietà segna il grande ritorno al cinema di Kim Ki-duk dopo l’esilio autoimposto dallo shock per un incidente sul set in cui un’attrice ha rischiato la vita, nel ritirare il Leone d’Oro il regista ha creato un’atmosfera quasi mistica intonando il canto popolare coreano intitolato Arirang, come il film che un paio d’anni fa aveva documentato la crisi e il suo ritiro forzato.

The master di Paul Thomas Anderson si è aggiudicato il Leone d’Argento alla regia e la Coppa Volpi alla miglior interpretazione maschile, equamente divisa tra i due protagonisti Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix. Una delle anteprime più attese al lido, il film di Anderson rappresenta un nuovo capitolo del suo personale ritratto degli Stati Uniti, un’acuta destrutturazione del sogno americano dopo i precedenti Boogie nights, Magnolia e Il petroliere, che più o meno velatamente s’ispira alla biografia di Ron Hubbard, idolatrato fondatore della potente setta di Scientology.

A consolare il cinema italiano per il mancato riconoscimento a Bella addormentata di Marco Bellocchio, tra i favoriti della vigilia, il premio per il miglior contributo tecnico a Daniele Ciprì per la fotografia del suo E’ stato il figlio, grottesca tragedia familiare spunto per un’impietosa analisi sociale sul potere del denaro come allucinazione collettiva. Nel cast d’eccezione un grande Toni Servillo, il cileno Alfredo Castro, già protagonista in Tony Manero e Post Mortem di Pablo Larraín, e Fabrizio Falco, anche in Bella addormentata, vincitore del Premio Marcello Mastroianni per il giovane attore emergente.

La Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile è andata a Hadas Yaron per il film israeliano Lemale et ha’chalal di Rama Bursthein, storia di una ragazza che alla vigilia delle sue nozze combinate vede annullare ogni cosa per l’improvvisa morte di parto della sorella maggiore. Questo la porterà a dover scegliere tra l’obbedienza alla tradizione e la realizzazione dei suoi sogni.
Speriamo che il riconoscimento alla giovane protagonista possa favorirne la distribuzione in Italia.

L’edizione di quest’anno sarà ricordata per la presenza di grossi nomi in competizione e i loro film, proprio in virtù di una fama già consolidata, non dovrebbero avere difficoltà a raggiungere i nostri schermi, ma la vetrina veneziana ha proposto una quantità eterogenea di opere che spesso restano senza un’adeguata visibilità.
In sintesi ecco alcuni titoli tra i più interessanti.

Pinocchio (Italia/Francia/Belgio/Lussemburgo). Nuovo lungometraggio d’animazione realizzato da Enzo D’Alò, con le musiche di Lucio Dalla, partendo dalle bellissime tavole di Lorenzo Mattotti, artista che col cinema aveva già interagito realizzando i titoli per il film a episodi Eros (2004) firmato Michelangelo Antonioni, Steven Sodesbergh e Wong Kar Wai.

La nave dolce (Italia). Il regista del discusso Diaz, Daniele Vicari, con immagini inedite ritrovate in Albania sceglie la forma del documentario per raccontare l’evento che ha cambiato la morfologia del tessuto sociale italiano, il primo grande sbarco di profughi albanesi sulle nostre coste l’8 agosto 1991. Ventimila persone, prevalentemente in età compresa tra i dieci e i vent’anni, in cerca di un futuro migliore.

The iceman (USA). Uno straordinario Michael Shannon dà volto, per la regia di Ariel Vromen, al killer dalla doppia vita Richard Kuklinski, padre e marito affettuoso che tra il 1956 e il 1985, prima d’esser arrestato e condannato a due ergastoli, si calcola abbia assassinato qualcosa come 250 persone. Potente e controverso, per il rischio che rappresenta di trasformare un assassino in figura leggendaria.

Wadjda (Arabia Saudita/Germania). Primo film dell’Arabia Saudita a esser presentato a Venezia, in un paese che guarda al cinema con sospetto, ritenendolo fonte di corruzione morale, già la sua realizzazione ad opera di un’esordiente giovane donna, Haifaa Al Mansour, è atto rivoluzionario. Racconta la storia di Wadjda, una ragazzina che ammira una bicicletta in vetrina, alle ragazze islamiche è proibito andare in bici, che vuole ostinatamente comprarla e con il suo denaro.

I PREMI DELLA 69ª MOSTRA D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

CONCORSO

  • LEONE D’ORO per il miglior film a Pietà di Kim Ki-duk (Corea del Sud)
  • LEONE D’ARGENTO per la migliore regia a The master di Paul Thomas Anderson (Stati Uniti)
  • PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a Paradies: Glaube di Ulrich Seidl (Austria, Germania, Francia)
  • COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix per The master di Paul Thomas Anderson (Stati Uniti)
  • COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a Hadas Yaron per Lemale et ha’chalal di Rama Bursthein (Israele)
  • PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente a Fabrizio Falco per E’ stato il figlio di Daniele Ciprì (Italia) e Bella addormentata di Marco Bellocchio (Italia)
  • PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a Olivier Assayas per il film Apres mai di Olivier Assayas (Francia)
  • PREMIO PER IL MIGLIORE CONTRIBUTO TECNICO, PER LA FOTOGRAFIA, a Daniele Ciprì per E’ stato il figlio di Daniele Ciprì (Italia)


SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

  • LEONE DEL FUTURO - PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS) a: Küf (Mold) di Ali Aydin (Turchia, Germania)

SEZIONE ORIZZONTI

  • MIGLIOR FILM a San Zimei di Wang Bing (Francia, Hong Kong)
  • PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a Tango libre di Frédéric Fonteyne (Francia, Belgio, Lussemburgo)
  • PREMIO ORIZZONTI YOUTUBE PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a Cho-De di Yoo Min-young (Corea del Sud) 

 

  • LEONE D’ORO ALLA CARRIERA 2012 a Francesco Rosi
 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Locandina della Mostra di Venezia 2012
(particolare)

- Locandina della 69ª Mostra d’Arte Cinematografica
  di Venezia, un evidente omaggio al finale del
  felliniano E la nave va e a Tonino Guerra,
  recentemente scomparso
- Locandina italiana di Pietà / Kim Ki-duk con il Leone
  d’Oro e il presidente della giuria Michael Mann sullo
  sfondo
- Philip Seymour Hoffman ringrazia / Joaquin Phoenix
  in The master di Paul Thomas Anderson
- Fabrizio Falco, Premio Marcello Mastroianni 2012
- Hadas Yaron con la Coppa Volpi e in una scena del
  film Lemale et ha’chalal di Rama Bursthein
- Daniele Ciprì premiato per la fotografia del suo
  E’ stato il figlio / Olivier Assayas premio alla
  sceneggiatura per il suo Apres mai
- Pinocchio di Enzo D’Alò
  su disegni di Lorenzo Mattotti