Vedere pensando, pensare vedendo (1/2)

di Marica Guccini // pubblicato il 08 Aprile, 2011

La Sala delle Reali Poste, al piano terra della Galleria degli Uffizi, è il punto di partenza di un percorso ascetico all’interno della storia del disegno e dell’arte italiana del Quattrocento.
Figure, Memorie, Spazio. Disegni da Fra’ Angelico a Leonardo è la grande mostra di disegni di cui vi ha già riferito Elisabetta Morici nel precedente articolo. Tuttavia è doveroso sottolineare nuovamente, prima ancora di dare voce alle parole della curatrice Marza Faietti, come, in un momento così difficile per la cultura, venga offerta al pubblico la possibilità di ammirare del tutto gratuitamente disegni importantissimi, solitamente di non facile fruizione esposti, appunto, all’interno delle Reali Poste. Chi volesse proseguire nelle tappe successive, con il biglietto d’entrata alla Galleria avrà modo di approfondire il percorso nelle sale del Gabinetto Disegni e Stampe.
Once in a lifetime”, come è stata definita dall’altro curatore Hugo Chapman, la mostra, inaugurata al British Museum di Londra nel 2010, è stata arricchita nella sua tappa fiorentina da un nucleo di 55 opere provenienti esclusivamente dal Gabinetto disegni e stampe che, per esigenze conservative, non si sono potute esporre nella mostra londinese. Queste si offrono al pubblico nella loro sede al primo piano della Galleria, in un percorso a “scatole cinesi” che permette, come sottolinea la curatrice e Direttrice Marza Faietti, al visitatore calato in una fruizione attiva di “vedere pensando, e di pensare vedendo”. La Galleria, del resto, offre la possibilità di compiere questo percorso intellettuale all’interno dello spazio monumentale creato da Vasari, in una “mostra intesa come percorso della conoscenza da fare insieme allo spettatore, non una imposizione museografica delle opere allineate, ma una libera riappropriazione delle opere da parte di chi ne fruisce.”

Qual è la filosofia del progetto? La curatrice continua ad accompagnarci all’interno del percorso: “unire due collezione di disegni del Quattrocento italiano che risultano, insieme, tra le più ricche, per dare luogo a una mostra che può essere in buona parte esaustiva di diverse scuole regionali, italiane e, in particolare trattandosi di Quattrocento, della scuola toscana e fiorentina. Il progetto è quindi esemplificativo del disegno italiano su una larga scala, destinato a un pubblico internazionale come quello del BM, ma anche a un pubblico cosmopolita e differenziato. Gli anglosassoni hanno riservato da sempre interesse per il disegno toscano fiorentino, un amore evergreen. Partendo da specifiche esperienze dei due curatori si è messa a punto la mostra. Hugo Chapman, ad esempio, lavorando su Michelangelo aveva messo dito sulla scarsa conoscenza dell’importanza dell’influenza del Ghirlandaio per il tratteggio grafico a penna sul giovane Michelangelo e non solo.”
Inoltre, questa sinergia tra le due istituzioni, esprime pienamente interessi collezionistici e di gusto specifici delle due culture, quella fiorentina e italiana degli Uffizi, e quella anglosassone del British Museum. Se, come ricorda la curatrice riportando nozioni salde fin dalle scuole, “Shakespeare è ammirevole perché ha una visione vasta, varia multiforme della realtà e degli esseri umani, mentre Dante va giù in profondità”, l’esposizione è caratterizzata da una visione più “shakespeariana” nella sua sede delle Reali Poste, dove sono esibite le stesse opere che erano visibili nella mostra inglese; “nella versione italiana al pubblico viene offerta una doppia possibilità, quella di gustare la mostra esattamente come era stata formulata a Londra e di avere, in più, una ulteriore aggiunta di 55 opere tra disegni, stampe (percentuale minore e solo esemplificativa della stampa italiana delle origini) e oggetti di oreficeria, che guidano e orientano il visitatore attraverso queste due diverse chiavi di lettura che corrispondono, poi, a due piani dello stesso edificio, in un piccolo percorso ascetico.”
Parlando quindi della strutturazione complessa della mostra conclude: “si rispettano entrambi i piani; il piano della rappresentazione selettiva più legata a personalità e momenti ecc., e il piano di una selezione più connessa ai grossi temi centrali: le figure, le memorie, lo spazio. Queste compaiono già nel titolo, mentre il sottotitolo (Disegni da Fra’ Angelico a Leonardo) è la versione italiana dell’intitolazione inglese. 
Mi piace sottolineare che il concetto di figura, memoria, e spazio è una chiava sottile che può essere percepita a un primo e ad un secondo livello, perché parla alle diverse profondità di conoscenza e di preparazione dei visitatori. Coloro che non hanno speciale conoscenza del disegno sono, anche in questo caso, di fronte a opere non meno importanti di quelle del piano terra, per di più alcuni autori solitamente non sono nemmeno visibili con grande facilità. Quindi, nel Gabinetto disegni e stampe, abbiamo un livello che riprende il gusto espresso nella sezione alle Reali Poste per l’esemplificazione ai massimi livelli dei massimi artisti; ma beneficia anche di ulteriori piano aggiuntivo volto a un pubblico che può essere più smaliziato e, pian piano, se entra nel percorso logico della mostra, sempre più raffinato. Infine al piano di sopra (in Galleria) si ha l’incontro con le opere che o sono il risultato finito degli studi preparatori visti al piano inferiore, oppure rimandano a confronti analogici con i medesimi
.”

Le 104 opere del piano terra unite alle 55 delle sale superiori, coprono una forbice temporale che va dal 1400 circa, periodo che coincide grossomodo con gli inizi del revival classico a Firenze, e il 1510, per via della necessità di includere alcuni esempi della carriera iniziale di Michelangelo, Raffaello e Tiziano. Nella decade successiva, da lì fino al 1520, anno della morte di Raffaello, il naturalismo e la grandiosità che scaturiranno dall’arte di questi artisti raggiungeranno il culmine in quel periodo descritto, pertanto, come Rinascimento maturo.

(continua)

 

Dettagli

IN COPERTINA
un particolare di
Leonardo da Vinci
(Vinci, 1452- Amboise,1519)
Testa femminile con lo sguardo rivolto verso
il basso
1468-1475 ca.
Pietra nera, pennello e inchiostro, biacca
280 × 200 mm.
Gabinetto Disegni e Stampe
degli Uffizi, Firenze

Mappa

Dove e quando

Figure, Memorie, Spazio. Disegni da Fra’ Angelico a Leonardo - La grafica del Quattrocento Appunti di teoria, conoscenza e gusto

  • Fino al: - 12 Giugno, 2011
  • Indirizzo: Sala Reali Poste e Gabinetto disegni e stampe, Galleria degli Uffizi, Firenze
  • Sito web

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