UP

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 23 Ottobre, 2009

Il vecchio Carl Fredricksen, disegnato sul modello di Spencer Tracy e doppiato, nell’edizione italiana, con la consueta bravura da Giancarlo Giannini, è un vedovo che decide di lasciare il quartiere dove vive, assediato dal cemento, facendo volare via la sua casetta di legno legata a migliaia di palloncini colorati. Soltanto dopo il decollo si accorgerà della presenza sulla sua veranda di Russell, piccolo boy scout che vuole a tutti i costi aiutarlo in qualche occupazione domestica per conquistare l’ultima medaglietta che manca alla sua collezione, quella per l’aiuto prestato agli anziani.

Questo è l’incipit di Up di Pete Docter & Bob Peterson, il decimo lungometraggio d’animazione prodotto dagli Studi Pixar, un altro viaggio avventuroso nella fantasia più sfrenata, colorata e divertente, tra ambientazioni esotiche, in stile film anni ‘40 che già in tempi recenti hanno ispirato film come Sky Captain and the world of tomorrow, e strampalati cani parlanti.

Ma la novità del film sta nell’avere come eroe protagonista un vecchietto di terza età che non può e non vuole adattarsi alla vita moderna. Fin dalla lunga e bellissima introduzione che apre il film, si avverte il gusto un po’ amaro della malinconia per lo scorrere inarrestabile della vita. La perdita degli affetti più cari e il dolore che viene in visita come un ospite inatteso, sono mostrati senza enfasi ma con un notevole realismo narrativo.

A testimonianza che i lungometraggi Pixar non possono essere semplicisticamente catalogati come cartoon per bambini, viene infranto un altro tabù dei classici Disney del passato, quello di mettere in scena la morte, anche se rappresentato come semplice evento naturale come in questo caso. Il realismo di queste scelte narrative contribuisce a dare ai personaggi quello spessore psicologico che ne fanno figure credibili in cui immedesimarsi e non semplici motori dell’azione avventurosa.

Raccontare una storia dove la senilità è protagonista rende implicito un certo rimpianto per la lentezza, ritmi d’altri tempi oggi schiacciati dalla routine quotidiana sempre più in accelerazione e anche il ritmo del film sembra sottolineare questo aspetto. Nell’era delle immagini veloci e convulse, dell’estetica da video game, in cui anche gli spot sono sempre più brevi, inquadrature come quella del protagonista mentre scende le scale sulla sedia per disabili che scorre lungo la parete, sottolineano un desiderio di rallentare il ritmo, per ritrovare il gusto di occupazioni immuni dalla fretta, riscoprire la gioia nel realizzare qualcosa anziché inseguire la smania del risultato finale.

L’anziano mister Fredricksen fugge dal “progresso” aggressivo che avanza distruggendo l’ambiente che circonda la sua casa e che lo vorrebbe rinchiuso in uno ospizio, per inseguire un sogno mai realizzato e una promessa fatta all’amata moglie scomparsa. Sarà un caso o una calcolata metafora, ma l’arzillo vecchietto riuscirà a ritrovare forza e determinazione necessari per raggiungere l’obbiettivo solo quando alleggerirà la sua vita dalle cose superflue di cui si è circondato, tutti quei confort che la società dei consumi ci ha spacciato come indispensabili, compreso il denaro nel barattolo dei risparmi, e che contribuiscono a non renderci liberi.

Ogni volta che esce un nuovo cartoon Disney/Pixar corro a vederlo sulla fiducia, anche quando le immagini e gli spot in anteprima non mi attirano come mi è successo con Wall-E e anche con Up, perché la Pixar ci ha abituato, dal primo Toy Story in poi, a storie che hanno prima di tutto una solida sceneggiatura e un’idea forte alla base, arricchita da gags e trovate sempre originali e divertenti. A volte il risultato si concretizza in film meno riusciti, come Ratatouille, altre volte in spettacoli pirotecnici pieni d’ironia che ti rapiscono letteralmente, è il caso di Monster & co e Gli incredibili, ma non si resta mai delusi. Up ha uno scorrere più sommesso e pacato rispetto ai titoli precedenti, ci ripensi nei giorni successivi e forse proprio per questo ti entra dentro piano piano, fino ad arrivarti al cuore. Assolutamente da non perdere anche il tradizionale cortometraggio che precede il film, Parzialmente nuvoloso, davvero esilarante.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: UP
  • Regia: Pete Docter & Bob Peterson
  • Con le voci di: Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Arturo Valli, Neri Marcorè, Fabrizio Pucci, Gerolamo Alchieri, Andrea Ward, Renato Cecchetto, Davide Lepore
  • Soggetto: Pete Docter, Bob Peterson, Tom Mc Carthy
  • Sceneggiatura: Pete Docter, Bob Peterson
  • Musica: Michael Giacchino
  • Montaggio: Kevin Nolting
  • Scenografia: Ricky Nierva
  • Produzione: Pixar Animation Studios
  • Genere: Animazione
  • Origine: USA, 2009
  • Durata: 104' minuti

 

DIDASCALIE

- locandina italiana
- la casetta del protagonista lascia la città
- uno dei cani parlanti
- il protagonista Carl Fredricks
- il piccolo Russell nella giungla
- il vecchio Carl e il piccolo Russell
- la casetta in volo

IN COPERTINA
particolare della locandina originale