Una nuova grande scoperta su Leonardo a Imrpuneta

di Amici in Visita // pubblicato il 05 Aprile, 2009

Modificando la programmazione annunciata, al posto dell'articolo di Adele sugli itinerari collegati all'evento (di cui Elisa rinvia alla pagina con tutte le indicazioni), diamo spazio all'ipotesi di attribuzione successiva all'inaugurazione perché consolida la realtà delle mostre di alto livello come non soltanto momenti espositivi, ma anche incontro, riflessione ed evoluzione scientifica.


di Elisa Mazzagardi

Il fascino di una scoperta casuale, la discussione, la ricerca sono gli ingredienti fondamentali per la nascita di una grande mostra, e se a far capolino tra gli scarti di una collezione è una "testa dolente" riferibile al Verrocchio e la discussione verte sull'effettiva paternità con riferimento all'apprendistato di Leonardo Da Vinci presso la bottega del maestro, beh, insomma, la mostra non può che esser teatro di uno straordinario laboratorio di idee. Ad ospitare il tutto il comune di Impruneta (Fi) nella mostra dal titolo "Il cotto dell'Impruneta, Maestri del Rinascimento e fornaci d'oggi" di cui ha già parlato Cinzia nell'articolo del 23 marzo scorso.
Tra i grandi nomi di un prezioso nucleo di sculture di Brunelleschi, Ghiberti, Donatello, Michelozzo, Desiderio da Settignano, Verrocchio e Benedetto da Maiano, un piccolo busto in terracotta verniciata ad imitazione del bronzo caratterizzato da una straordinaria ricerca sulla resa delle tensioni emozionali e porta ad identificarlo nel volto di un San Gerolamo penitente.

Il ritrovamento di questo piccolo capolavoro, mutilo nel naso, si inscrive nel fascinoso evento della grande scoperta casuale: nel 1990 all’indomani della chiusura di una grande mostra dedicata alle sculture della collezione Chigi Saracini a Siena curata da Giancarlo Gentilini e Carlo Sisi, i due passeggiavano per le soffitte dell’antico palazzo e tra i depositi rinvenivano la statua.

“Fino ad allora erano praticamente inaccessibili”, ricorda Gentilini, “Ci fu permesso di visitarle in vista della catalogazione informatica dell’intera raccolta e degli arredi. Scoprimmo così che vi erano state riunite varie opere in gesso e in terracotta, probabilmente rimosse dalle sale perché ritenute di scarso valore o perché in stato precario di conservazione. E sul pavimento, sotto un cumulo di scarti, vedemmo il busto”. In un primo momento la testa era stata attribuita alla cerchia del Verrocchio e identificata come uno studio preparatorio o come modello per un dipinto o per un’opera di maggiori dimensioni, ma a seguito di studi più approfonditi, e tuttora in corso, è stato avanzato il nome di Leonardo da Vinci e questa sensazionale attribuzione viene ad aumentare l'interesse intorno alla mostra.

Il giovane Leonardo, nato nel 1452, aveva, infatti, iniziato partendo proprio dalla bottega del Verrocchio tra il 1469 e il 1476, e solo sei anni dopo, alla vigilia della sua partenza per Milano, redigeva un inventario tra cui compare citazione di “cierti san Girolami” e “molte teste di vecchi”(Codice Atlantico).

Il percorso per un’identificazione certa è, però, denso di ostacoli e di rischi, ma è senza dubbio affascinante la tesi avanzata da Gentilini proprio per le stringenti coincidenze con opere certe della più grande mente della storia, come ad esempio la tempera della Galleria Palatina, e il San Girolamo in stucco del Victoria and Albert e permetterebbe di documentare un interesse precocissimo verso quegli studi di espressione che porterà avanti negli anni successivi.

La mostra aperta fino al 26 luglio celebra, tra l’altro, il VII centenario del cotto di Impruneta, noto anche come Galestro o Terra turchina, famoso per la particolare resistenza chimico fisica.

La zona di Impruneta, infatti, è area di formazione geologica recente ed è perciò ricca di giacimenti di raccolta dell’argilla che sin dall’antichità sono stati sfruttati elaborando procedimenti di estrazione, macinazione, filtraggio, lavorazione e cottura molto raffinati.

A dare una motivazione in più, se fosse ancora necessario, in tempi di crisi, per entrare in mostra è possibile aderire alla cotto card: una convenzione che permette di accedere gratuitamente a tutti i musei convenzionati del Chianti fiorentino, nonché al Museo di Palazzo Medici Ricciardi a Firenze, e garantisce riduzioni agli ingressi di monti musei fiorentini, nonché in alberghi esercizi commerciali e ristoranti.

 

Dettagli

www.imprunetacotto.it

didascalie immagini

  • Testa di Vecchio, in mostra a Impruneta, ipotesi Leonardo
    (proprietà Fondazione Accademia Chigiana - Fondazione Chigi Saracini, Siena)
  • San Girolamo
    Tempera
    Galleria Palatina, Firenze
    riattribuito Leonardo
  • Manifattura Imprunetina
    Tabernacolo in terracotta
    con la riproduzione della Madonna del cardellino di Raffaello
    fine XIX secolo
    Impruneta, Via della Croce, 64.