Una mostra al bacio!
di // pubblicato il 25 Marzo, 2009
Il bacio è riconosciuto come gesto universale. Nell’immaginario collettivo viene legato al sentimento dell’amore e affini, ma non solo perchè differente è la natura che il bacio contempla: l’amore di una madre, la simpatia, l’amicizia, la gioia e anche il dolore. Insomma, mille declinazioni per un unico gesto.

Il bacio da sempre si lega alle singole culture ma anche al tempo che passa e alle sue evoluzioni. Molte le culture che ne hanno negato il valore erotico, si pensi che in Cina il bacio all’occidentale era considerato un mascheramento del cannibalismo o a popoli africani che tramite le loro usanze tolgono qualsiasi connotazione erotica al bacio. Gli eschimesi sono convinti che bocca e lingua hanno funzioni pratiche: masticare il cuoio e pulire i bambini così l’intimità si ricerca con il naso.
Per San Valentino (quale occasione migliore !?!) è stata presentata la mostra “Bacio. Tra Romanticismo e Novecento” che apre la seconda stagione espositiva presso le scuderie del Castello Visconteo di Pavia dove troverete 60 opere di artisti come: Hayez, Tranquillo Cremona, Medardo Rosso, da Lega a Previati , Manzù e per finire De Chirico.
Analizzato il bacio nella mitologia, nella storia sacra, nella letteratura, nell'intimità domestica e nei cerimoniali. La mostra è curata da Susanna Zatti e Lorenza Tonani, prodotta da ALEF, promossa dal comune e dalla provincia di Pavia e accompagnata da un catalogo a cura di Silvana Editoriale.
Gianni Canova, critico cinematografico, presenta alla mostra un video che ripercorre il bacio nella storia del cinema italiano. “ A fior di labbra. Per una fenomenologia del bacio nel cinema italiano” dal neorealismo ad oggi, Il critico nota e fa notare che c’è assenza di baci veri, di baci passionali . Assenza dovuta, forse, a cause culturali ed emozionali che hanno presieduto alla costruzione dell’immaginario del cinema italiano.
Che il genere comico domini su tutti i restanti generi è cosa nota e comprovata dal botteghino, c'è inoltre la mai smentita vocazione anaffettiva nella messinscena dei sentimenti. Il bacio nella nostra cinematografia ha questo effetto: quando bacia, l’attore comico italiano non può che far slittare il bacio nei territori del grottesco, mentre quando a farlo è l’attore drammatico, tende suo malgrado a far scivolare il bacio dentro i confini del melò.

Il bacio diventa protagonista della pittura e scultura con la diffusione della poetica romantica, quando esprimere sentimenti era al centro della rappresentazione artistica. Arte figurativa ma anche musica e letteratura hanno tratto alimento dal bacio raccontando storie tratte dalla mitologia o da storie medievali. Due opere sono state dedicate all’origine del bacio: Il Bambino al seno di Medardo Rosso e la Maternità di Mario Bettinelli, collocate nella sezione dedicata al primo bacio per tutti noi: il bacio materno.
Come spesso accade arte e solidarietà vanno a braccetto. Il bacio tra romanticismo e novecento sostiene AIBI - associazione amici dei bambini.
Movimento di famiglie adottive e affidatarie dal 1986 opera sul territorio italiano per combattere l'abbandono dei bambini. Associazione pluripremiata, basa il proprio impegno su 4 obiettivi: prevenzione, sospensione, superamento e accompagnamento dell'abbandono.
Anche tu puoi fare qualcosa... Inizia da un bacio!! Lo slogan della campagna sicuramente incoraggerà gli innamorati, e i non innamorati, a visitare la mostra che alla chiusura devolverà il 2% dell'intero incasso all'associazione per supportare la sua attività.
E alla fine non resta che dire: evviva il bacio, fa bene a chi lo da, a chi lo riceve e, in questo caso più che mai, fa bene a chi ha bisogno.
