Un viaggio fra arte e scienza

di cierre // pubblicato il 24 Febbraio, 2010

Un ben venuto a voi che, lettori e lettrici, vi siete imbattuti in questa neonata rubrica editoriale. È con enorme entusiasmo che iniziamo questo viaggio tra arte e scienza per scoprire come quest’ultima contribuisca a sottrarre gli oggetti d'arte agli inesorabili effetti dello scorrere del tempo.

Le tecnologie, più in generale la scienza applicata alla diagnostica, al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione dei beni culturali è il tema sul quale saranno incentrati i nostri incontri.
Diagnostica, restauro, conservazione e valorizzazione, quattro ambiti questi che nell’arco degli ultimi 20 anni hanno avuto un sostanziale sviluppo grazie all’impiego di tecniche e tecnologie studiate e realizzate ad-hoc.

Molti dei sistemi più avanzati per la diagnostica e il restauro dei beni culturali e architettonici vantano il marchio made in Italy. Tra questi basti pensare allo scanner multi-spettrale all’infrarosso, messo a punto dall’Istituto Nazionale di Ottica del CNR di Firenze e utilizzato dagli studiosi dell’Opificio delle Pietre Dure nel corso del restauro del dipinto la “Cena di Emmaus” di Caravaggio, che ha portato alla scoperta di un “impressionante” pentimento dell’autore (sotto lo sfondo scuro è stata svelata una finestra su un paesaggio dominato da un albero frondoso), oppure al laser per l’ablazione selettiva di incrostazioni su manufatti bronzei, come il David di Donatello nel Palazzo del Bargello a Firenze, e altri supporti metallici e non solo, e per finire a tecniche NMR (Nuclear Magnetic Resonance) o alla dielettrometria a microonde per la conoscenza del contenuto di umidità e di sali sugli affreschi, tecniche queste utilizzate nel corso del restauro degli affreschi, al livello romano, della Basilica di S.Clemente a Laterano a Roma.

La conservazione dei beni culturali non può prescindere dalla conoscenza delle problematiche chimico-fisiche che determinano il deterioramento delle opere. Nell’ambito di queste attività è fondamentale la messa a punto di protocolli e la progettazione di strumentazioni per la valutazione dello stato di conservazione dei Beni Culturali. 

L’impatto della tecnologia e della scienza è stato più forte negli ultimi anni nell’ambito della valorizzazione dei beni culturali. Grazie a nuove tecniche e strumenti per l’acquisizione e l’elaborazione di immagini, sempre più sofisticati e accurati, è possibile ricreare virtualmente ambienti oppure produrre proiezioni tri-dimensionali di opere e manufatti artistici. Questo può, ad esempio, rendere possibile la documentazione di varie fasi di un restauro, informazioni la cui circolarità è amplificata dai moderni strumenti di comunicazione prima fra tutte ovviamente internet. La valorizzazione del patrimonio culturale non deve essere solo inteso in senso economico ma deve mirare alla fruizione da parte di un pubblico più vasto possibile, dato che le opere d’arte sono un patrimonio dell’umanità.

Vedete come il terreno comune tra scienza ed arte sia più ampio di quanto si possa immaginare a prima vista. Questa interdisciplinarità è sempre esistita, ma nel corso dei secoli ha assunto forme e contenuti tra i più svariati. Pensate al “genio” di Michelangelo e di Leonardo, non sono forse tra gli “artisti” più grandi di tutti i tempi? Indubbiamente in questo caso la scienza era al servizio della creazione artistica, oggi, il più delle volte, è al servizio del suo mantenimento.

Dunque in questo nostro viaggio vedremo luoghi e opere che la “nostra” scienza ha scoperto, salvato e conservato. Tratteremo di opere ancora da recuperare, e tecniche e tecnologie ancora imperfette ma da perfezionare necessariamente.
E non pensiamo che questa scienza sia meno importante o meno “scientifica” della ricerca medica. La cura del nostro patrimonio artistico è la tutela della nostra cultura, della tradizione e della nostra “identità”, affinché il progresso, utile e necessario, non ci porti troppo lontano dalla nostra umanità.

 

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La leggenda di S.Alessio
Basilica di S.Clemente (Roma)
affresco XII secolo"