Un tesoretto a Pantelleria

di Elena Pratesi // pubblicato il 03 Luglio, 2011

Nei fondali della bellissima isola di Pantelleria è stato scoperto un vero e proprio "tesoretto" composto di circa seicento monte bronzee risalenti al terzo secolo a.C., un risultato molto importante che premia la concretizza delle indagini archeologiche subacquee per la valorizzazione dei siti sommersi in prossimità delle infrastrutture di Cala Tramontana; un progetto che è stato finanziato da Arcus SpA e realizzato da Pantelleria Ricerche, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani e dal Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari.

Le monete recano al diritto una testa di donna con lo sguardo rivolto verso sinistra; l'acconciatura, che mostra alcune varianti, è sostenuta da una corona di grano: la figura è identificabile con la dea Tanit. 
Nel rovescio c'è invece una testa di cavallo che guarda a destra, elemento che potrebbe essere determinante per l'attribuzione della zecca, ad una prima analisi le monete sembrano infatti di zecca sardo-punica e siculo-punica come spiega il prof. Pier Giorgio Spanu dell'Università di Sassari.

Si tratta di conii compresi entro un ambito cronologico tra il 300 e il 264 a.c., anche se la circolazione di tali monete è proseguita fino alla fine del terzo secolo a.C.. 
Sembra che il tesoretto di monete fosse originariamente riposto all'interno di un sacchetto o di un altro contenitore in materiale deperibile, o in alternativa (ma ciò è meno probabile) in un contenitore ceramico da cui le monete potrebbero essere fuoriuscite, con l’avanzamento dei lavori dello scavo sarà più facile chiarire questi aspetti.

In ogni caso, la cronologia delle monete si accorda con la datazione del materiale anforario presente in quantità nella cala, in particolare le anfore greco-italiche e le anfore cartaginesi che sembrano riportare ad un orizzonte cronologico della seconda metà del III secolo a.c., anche se tali materiali potrebbero riferirsi non necessariamente ad un'imbarcazione naufragata, ma a diversi processi formativi del contesto (ad esempio un'operazione di alleggerimento dell'imbarcazione), la presenza del tesoretto lascia invece ben sperare circa la possibile esistenza di un relitto.

La scoperta di queste monete è un importante rinvenimento come spiega anche il soprintendente Sebastiano Tusa, rappresenta una conferma dell’importante ruolo economico che l’isola di Pantelleria ebbe in epoca punico ellenistica quando rappresentava una meta per gli scambi commerciali dalla Sicilia verso l'Africa e viceversa, oltre che essere un importante luogo per la produzione agricola.

L'Assessore ai Beni Culturali ed all'identità Siciliana Sebastiano Missineo, congratulandosi per il ritrovamento ha confermato il suo impegno per rafforzare, anche grazie a questa scoperta, la già forte immagine di Pantelleria come meta primaria del turismo culturale archeologico Mediterraneo, con la speranza che il proseguo dei lavori porti ad ulteriori rinvenimenti.

 

Dettagli

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Alcuni scatti relativi al ritrovamento nelle acque di Pantelleria di circa 600 monete puniche bronzee del terzo secolo a.C



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Isola di Pantelleria 
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Dove e quando

monete puniche nelle acque di Pantelleria

  • Indirizzo: Fondali, Isola di Pantelleria