Un nuovo museo: Casa Martelli
di // pubblicato il 22 Ottobre, 2009
Da oggi Firenze arricchisce, con un nuovo gioiello, la già ampia offerta museale: Casa Martelli, scrigno contenente importanti opere scarsamente conosciute, una casa-museo, non frutto di ricostruzione postuma, ma derivata dalla stratificazione secolare della vita di una delle più antiche famiglie fiorentine.
Attiguo a piazza del Duomo, sull'antica via della Forca, a seguito dell'acquisto statale dello Stemma che Donatello fece per Roberto Martelli, scelto da una commissione di esperti per la risoluzione dell'Eredità Bardini, nel 1998 si giunse alla donazione dell'immobile e della sua collezione vincolata.

Lasciato alla curia fiorentina da Francesca Martelli alla sua morte nel 1986, dieci anni fa ebbero inizio i lavori strutturali e impiantistici e ora il pubblico può finalmente ammirare, in tutta la sua bellezza, questo unicum storico-culturale, preservato nel suo carattere, ma reso funzionale secondo le norme di legge.
Dall'atrio di Palazzo Martelli, velato dalla pesante tenda dipinta, si aprono le stanze "paese" del piano terreno.
Salendo lo scalone, la quadreria con le stanze del piano nobile, i saloni giallo e rosso, la cappella, il salone da ballo.
Per conto di Niccolò e Giuseppe Maria Martelli (Arcivescovo di Firenze dal 1721), questa "casa" venne trasformata, a partire dal 1738, nel palazzo che vediamo dal'architetto Bernardino Ciurini, i pittori Vincenzo Meucci, Bernardo Minozzi e Niccolò Contestabile, con lo stuccatore Giovan Martino Portogalli e nelle stanze ristrutturate, secondo il gusto dell’epoca, fu creato un percorso circolare per rendere quanto più godibile la collezione agli ospiti-visitatori.
Il Museo può quindi essere considerato l'ultimo esempio fiorentino di raccolta pubblica costituita fra Sei e Settecento, ricca di capolavori come l'Adorazione del Bambino di Piero di Cosimo, i due pannelli nuziali del Beccafumi, le tele di Luca Giordano e Salvator Rosa oltre a oggetti, mobili, tappezzerie e decorazioni antiche che creano una sorta di aura domestica.

Alcuni ambienti di natura privata, tipo gli ampi locali annessi alla quadreria, il salone da ballo e i salotti limitrofi, possono essere utilizzati per occasioni conviviali, congressuali e scientifiche di prestigio, novità fra le proposte museali della città, secondo la moderna ottica di fruizione che, attraverso supporti didattici e di accoglienza, potranno creare occasioni di incontro e manifestazioni artistiche, riproponendo in veste pubblica l'originario spirito della Famiglia.

In questa prima fase il museo sarà aperto al pubblico il giovedì pomeriggio e il sabato mattina, solo su prenotazione (Firenze Musei tel. +39 055 294883) con visite accompagnate.