Un lupo mannaro americano a Londra

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 26 Febbraio, 2010

Durante una vacanza in Scozia due giovani studenti americani, David Kessler e Jack Goodman, rimangono coinvolti in uno strano incidente. Nel buio della brughiera sono assaliti da qualcuno che loro ritengono essere una bestia selvatica ma che nella versione ufficiale della polizia verrà definito come un maniaco, in seguito alla brutale aggressione Jack viene ucciso e David, rimasto ferito, viene fasciato e subito trasferito in un ospedale di Londra.

Dopo tre settimane passate in stato d’incoscienza il giovane Kessler si risveglia senza ricordare molto dell’accaduto, il suo stato di salute fisico è buono ma la sua psiche è assediata da visioni strane e talmente vivide da renderle quasi confondibili con la realtà. Quando tra il giovane americano e l’infermiera Alex nasce una reciproca attrazione, questi confessa alla ragazza di aver avuto l’apparizione dell’amico Jack che è tornato dal mondo dei morti per informare David di essere diventato un non-morto a causa delle circostanze soprannaturali in cui ha perso la vita. La verità sull’accaduto è che sono stati attaccati da un lupo mannaro e adesso anche David, sopravvissuto alle ferite del mostro è stato contaminato dalla maledizione, al prossimo plenilunio diventerà a sua volta un lupo mannaro e ucciderà, Jack intima all’amico di suicidarsi per spezzare la linea di sangue e non fare altre vittime.

Il regista John Landis aveva iniziato a scrivere la storia di Un lupo mannaro americano a Londra all’età di diciotto anni quando nel 1969 era in Jugoslavia a lavorare come attrezzista sul set del film di I guerrieri con Clint Eastwood, Donald Sutherland e Telly Savalas. Un giorno in cui era in giro con Sasha, l’aiuto regista jugoslavo, si era imbattuto in una strana cerimonia, all’incrocio di due strade un gruppo di uomini e donne tzigani erano intenti a seppellire dentro una buca in verticale il corpo di un uomo avvolto in un lenzuolo e tutto ricoperto di rosari e corone d’aglio. Interrogati sulle motivazioni di una ritualità tanto bizzarra gli zingari avevano risposto che il defunto era un assassino e le disposizioni adottate per quella sepoltura tanto singolare erano a garanzia d’impedire il ritorno in vita di quell’essere che con le sue azioni si era dimostrato tanto malvagio. L’idea che nello stesso anno l’uomo sbarcava sulla luna mentre sulla terra ancora esisteva gente che credeva nella possibilità di un ritorno dalla tomba degli zombie ha attratto la curiosità del giovane John Landis e gli ha fatto credere che quello poteva essere un ottimo spunto per un film.

Negli anni il copione era rimasto sepolto in un cassetto con vari e inutili tentativi da parte del regista di vendere la sceneggiatura, ma trovare i capitali per poter realizzare il film in tempi in cui i generi erano ben separati e distinti si era rivelato impresa ardua, il misto di horror e comico che Un lupo mannaro americano a Londra metteva in scena non era compreso. Tutti quelli che leggevano il copione dicevano cose tipo: fa troppa paura per fare ridere, oppure, fa troppo ridere per fare paura. Poi come sempre succede a Hollywood il successo di Animal house prima e gli incassi straordinari di The blues brothers poi hanno consentito a John Landis di avere carta bianca su qualsiasi progetto avesse avuto in mente di realizzare, così finalmente nel 1981 il regista ha ritirato fuori il progetto ed è iniziata la lavorazione.

Un lupo mannaro americano a Londra è diventato nel tempo un vero e proprio oggetto di culto, anche per me che sono certo d’averlo visto più di trenta volte. Indubbiamente l’incipit con i primi diciotto minuti ambientati nella brughiera è un pezzo di Cinema con la lettera maiuscola, raggiunge la perfezione per ritmo, pathos crescente e atmosfera misteriosa con battute indimenticabili come: “…forse la pioggia li salverà!” che danno un ampio respiro di predestinazione alla tragedia che incombe. Pieno di citazioni e di rimandi cinematografici che vanno da La battaglia di Alamo a L’uomo lupo con Lon Chaney Jr, in Un lupo mannaro americano a Londra il regista John Landis si concede anche il lusso di citare il cinema di Louis Buñuel con le atmosfere oniriche tipiche dei film del grande regista spagnolo e il gioco del sogno nel sogno.

La maggior parte del merito per il coinvolgimento emotivo dello spettatore nella narrazione del film è a mio avviso da attribuirsi all’ottima scelta degli attori, con un giovane sconosciuto David Naughton nel ruolo da protagonista di David che comunica una simpatia e una certa carica erotica senza essere bello in senso canonico, Landis lo scelse dopo averlo semplicemente notato nello spot di un dentifricio.

Eccezionali ed efficaci, ancora oggi dopo tutti questi anni, gli effetti speciali creati da Rick Baker per realizzare la trasformazione di David da uomo a licantropo che avviene in piena luce e con terribili dolori fisici per il poveretto che vede mutare il suo corpo partendo dalla struttura ossea della colonna vertebrale. Talmente sono stati incredibili i risultati raggiunti con effetti meccanici che avvenivano in diretta davanti alla macchina da presa, che l’Academy of Motion Pictures ha istituito appositamente per questo film il premio Oscar per il miglior trucco che legittimamente è stato assegnato allo stesso Baker diventato ormai una vera leggenda nel settore. In un epoca in cui non erano ancora disponibili gli effetti speciali digitali di oggi, l’attore Griffin Dunne doveva sottoporsi a quotidiane e interminabili sedute di trucco mattutine per trasformarsi nel cadavere di Jack, eccezionale nella sua macabra eccentricità la trovata di farlo apparire in un avanzato stato di decomposizione ogni volta di più.

L’alternarsi di momenti drammatici e violenti con situazioni paurose da film dell’orrore a sequenze prettamente comiche è la vera novità del film. In passato altre produzioni avevano mischiato la farsa alla paura, come nel caso di Per favore non mordermi sul collo, ma mentre il film di Polanski rappresenta un precursore in fatto di parodia di un genere altrimenti cupo, nel film di Landis sono le situazioni e la dinamica degli eventi a creare comicità mentre i personaggi non sono mai caricaturali e non perdono credibilità e umanità nel drammatico scorrere dei loro destini.

 

Un esempio perfetto di comicità è rappresentato dalla sequenza in cui David si risveglia nudo allo zoo dentro la gabbia dei lupi e i suoi goffi tentativi di procurarsi qualcosa da indossare per ritornare a casa da Alex. Anche una delle sequenze finali ambientata in un cinema porno di Piccadilly Circus, dove è proiettato il finto film hard See you next wednesday (Ci vediamo il prossimo mercoledì) girato appositamente dallo stesso Landis all’inizio della produzione, è un gioiellino d’ironia con i morti viventi che elargiscono partecipi suggerimenti a David sui molti modi che può usare per togliersi dal mondo, mentre in sottofondo si sentono gemiti e sospiri provenire dallo schermo.

Dopo aver visto Un lupo mannaro americano a Londra ed essersene innamorato Michael Jackson ha voluto produrre il videoclip per la canzone Thriller con la regia di John Landis, ma ha dovuto finanziarlo di tasca propria dato che la casa discografica non ne voleva sapere di fare investimenti sul disco omonimo che era già sul mercato da un anno. Dopo il successo planetario del video che è ormai un classico, si sono moltiplicate le vendite trasformando LP Thriller nel disco più venduto in assoluto di tutti i tempi nella storia mondiale della musica moderna.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale:
    An american werewolf in London
  • Regia: John Landis
  • Con: David Naughton, Griffin Dunne, Jenny Agutter, John Woodvine, Anne-Marie Davies, Frank Oz, Don Mc Killop, Paul Kember, Colin Fernandes, Michele Brisigotti, Mark Fisher, Gordon Sterne, Paula Jacobs, Geoffrey Burridge, Paddy Ryan, Joe Belcher, Rik Mayall, Albert Moses, Lila Kaye, Brian Glover, David Schofield
  • Sceneggiatura originale: John Landis
  • Fotografia: Robert Paynter B.S.C.
  • Musica: Elmer Bernstein
  • Montaggio: Malcolm Campbell
  • Scenografia: Leslie Dilley
  • Costumi: Deborah Nadoolman
  • Produzione: George Folsey Jr per American Werewolf Inc., Lycanthrope Films Limited, Polygram Filmed Entertainment e Guber-Peters Company
  • Genere: Horror / Commedia
  • Origine: USA/Gran Bretagna, 1981
  • Durata: 95’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana originale del 1981
- David e Jack, David Naughton e
  Griffin Dunne, fanno il loro ingresso al pub
  L’agnello macellato, sullo sfondo sono
  visibili stella a cinque punte e candele
  per tenere lontani i lupi mannari
- David all’ospedale di Londra accudito
  dall’infermiera Alex, Jenny Agutter
- David in uno dei suoi incubi /
  Jack a brandelli nella prima apparizione /
  Alex veglia David in ospedale
- Un sogno di David / David allo zoo /
  aspettando il bus in un cappottino da signora